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1000-1500 grammi di farina 00
650 grammi di burro
200 grammi di zucchero
200 grammi di acqua
250 grammi di mandorle tritate a farina
1 bustina di lievito chimico
2 tuorli d'uovo
5 cucchiai di rum o brandy
10 gocce di essenza di vaniglia
zucchero a velo
zucchero a velo vanigliato
La quantità di farina varia a seconda del tipo di burro. Bisogna ottenere un impasto tipo pasta frolla. Essendo un impasto molto burroso, è consigliabile usare un'impastatrice, o un robot. Mettere nell'impastatrice il burro a pezzetti, lo zucchero le mandorle le uova il rum e la vaniglia, e mescolare 5 minuti. Aggiungere l'essenza di vaniglia e i lievito e mescolare 2 minuti. Aggiungere l'acqua. Aggiungere la farina, prima un chilo e poi finché l'impasto non si stacca dalla ciotola. Mettere sulla spianatoia e formare un rotolo di circa 10 cm di diametro, tagliarlo a fette di 2 cm di spessore, tagliare ogni fetta a metà ottendndo un semicerchio e schiacciarlo al centro modellandolo a forma di mezzaluna. Disporre su carta da forno facendo attenzione a lasciare spazio perché crescono un po' Infornare in forno preriscaldato a 180 gradi per 20 minuti. Sfornare e attendere che iano tiepidi prima di disporli a strati in un contenitore di latta o di alluminio, spolverando ogni strato con zucchero a velo vanigliato e alla fine abbondante zucchero a velo. Consumare non prima di qualche giorno.
I kurabiedes sono dolcetti di origine turca (meglio non dirlo ai Greci!) in Turchia si chiamano Kifel, in Austria si chiamano Kipferl, a Trieste chiffel o chiffeletti, o kurabiè. Come mai in posti così diversi? In grecia perché quasi tutti i dolci greci sono di origine turca (e continuate a non dirlo ai Greci), in Austria preché Vienna è stata assediata (senza capitolare) per 10 anni dall'esercito Ottomano, A Trieste perché faceva parte del (glorioso) Impero Austroungarico. Dall' Austria poi si sono diffusi anche nella cucina germanica, svizzera, ecc. Mia nonna me li faceva senza usare né tuorli d'uovo né lievito, e le ricette sono molto varie ma il risultato è pressoché lo stesso, cioè, a mio avviso, paradisiaco. Sono dolcetti che sia nella tradizione greca che in quella austriaca e germanica, si fanno per Natale
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