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Ingredienti. 1 kg farina 30 g lievito di birra sale fino un pizzico di zucchero acqua tiepida
Mettete a fontana la farina sul tavolo. La tradizione vorrebbe che si impastasse il pane in uno speciale contenitore di legno, che nel nostro dialetto si chiama "fazzatora", ma non è indispensabile, specie se la quantità di farina non è eccessiva. Se però è più di un chilo o due, conviene impastare il tutto in un contenitore pulito, magari di plastica, di acciaio, che possa contenere l'impasto e permettere la permanenza per la lievitazione (quindi niente alluminio). Sciogliete il lievito in acqua tiepida con l'aggiunta di un cucchiaino di zucchero e il sale a piacere (i toscani non lo usano, noi si) e versatelo al centro della fontana, e cominciate ad impastare aiutandovi con altra acqua tiepida. Ottenuto un impasto abbastanza morbido, dovete impegnare tutte le vostre forze, perché lo si deve lavorare bene, per almeno una ventina di minuti. A questo punto, la pasta di pane è pronta e lo potrete verificare tagliandola con un coltello. Se nell'impasto vi sono delle bollicine piuttosto fitte, e l'impasto è omogeneo, è veramente pronta. Disponete la pasta di pane in una terrina infarinata (o nella stessa fazzatora) coprite con un panno e tenete in luogo tiepido per 2-3 ore. Quando la pasta avrà raddoppiato il suo volume potrete prenderla con le mani inumidite e darle la forma che volete (pagnotta, filone, ecc). Infornatela nel forno (elettrico o a gas o ancora meglio a legna) preriscaldato, e fatelo cuocere finché la crosta non avrà raggiunto il colore e la croccantezza tipici del pane.
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