|
Di magro questo paté non ha proprio niente, tranne l'uso del tonno al posto del fegato, della carne o del prosciutto. Non manca mai sulla nostra tavola, tra gli antipasti, la sera della Vigilia. Pensavo fosse un'invenzione di mia madre, fino a quando non l'ho ritrovato in un vecchissimo libro di ricette cremonesi. Stupisce che a Cremona si faccia uso di tonno e acciughe? Certo a Cremona non c'è il mare, però c'è il Po. Proprio risalendo il Po, una volta, arrivavano al porto di Cremona le barche provenienti dal delta col il loro carico di mercanzia "marinara". Ecco perché se nella cucina lombarda non troviamo certo il branzino o il pesce spada, troviamo però i pesci conservati, che potevano permettersi il lungo viaggio.
Ingredienti: 250 gr di tonno sgocciolato 250 gr di burro 2 o 3 acciughe un po' di succo di limone
Lasciare ammorbidire il burro a temperatura ambiente, passare il tonno e le acciughe con il passaverdure. Raccogliere il tutto in una terrina, aggiungere il burro ammorbidito e lavorare fino ad ottenere un composto omogeneo. Una buona alternativa, più moderna, è il mettere tutto, a pezzetti, nel robottino e procedere piano con il tasto "pulse" fino a che non si è ottenuto lo stesso risultato. Aggiungere all'impasto una spruzzatina di succo di limone, amalgamare bene e trasferire il tutto in uno stampo per paté. Lasciare raffreddare in frigo fino a che il burro non si è ben rappreso (una giornata è l'ideale). Sformare sul piatto di portata dopo aver immerso per un attimo lo stampo in acqua calda, guarnire con acciughe e rotelline di cetriolo. Servire con crostini di pane o mezze fette di pane in cassetta abbrustolite. Variante di mia invenzione: mettere l'impasto ancora morbido in una tasca da pasticcere, guarnire dei canapé con un ciuffetto di composto ed una fettina di cetriolino sott'aceto.
|