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(SPONGATA)
Per il ripieno: 1kg di miele 250g di gherigli di noce 200g di pangrattato 100g di mandorle 80g di pinoli 100g di uvetta 70g di cedro candito 4g di cannella 4g di chiodi di garofano tritati ¼ di noce moscata 1 pizzico di zenzero 1 pizzico di macis 4g di anice stellato (al posto delle singole spezie si possono eventualmente usare 16g di spezie miste)
Per la pasta: 400g di farina 00 180g di burro 200g di zucchero 1 tuorlo vino bianco secco
Per decorare: zucchero a velo
Intanto se il miele non è bello fluido lo dovete sciogliere un po' a bagnomaria, altrimenti diventa praticamente impossibile preparare il ripieno. Mandorle e noci vanno tritate, ma molto grossolanamente (io ad esempio uso quella caccavella per tritare la cipolla senza piangere, che però non so se ha un nome… eddai che avete capito…), mentre i pinoli li potete lasciare interi che sono pure più bellini. Mettete tuuuuuutto il miele in una terrina o in una pentola abbastanza capiente (ma che non usate troppo spesso, poi vi spiego il perché), e iniziate a mescolarci il pangrattato e le spezie. A questo punto già il cucchiaio di legno potrebbe iniziare a ribellarsi e a scricchiolare… Poi unite mandorle, noci, pinoli, uvetta e canditi. E mescolate tutto per bene. No, non è vero che non fa niente se non è mescolato bene, su su, mescolate, hop hop! Coprite la vostra terrina o la vostra pentola e la mettete in un posto un po’ nascosto (onde limitare assaggi inopportuni), e la lasciate lì buonina buonina 2-3 settimane. Capito perché la pentola non deve essere di vitale importanza? Perché vi voglio vedere poi a trasferire la massa ribelle senza sprecarne la metà, diventerà un tutt’uno con il recipiente, siete avvertiti! Quando le 2-3 settimane sono passate è ora di preparare la pasta. Sull’asse di legno fate una fontana con la farina e la impastate con il tuorlo, il burro morbido a pezzettini e lo zucchero. Date le dosi l’impasto non legherà mai, sarà solo un bel mucchio di bricioline. Allora voi per impastare aggiungete un goccino di vino bianco secco (magari malvasia secco reggiano). Lavorate bene, formate una palla, la avvolgete nella pellicola e la mettete una mezz’oretta in frigo. La tirate fuori e la dividete in due parti, una appena un po’ più grossa dell’altra. Stendete la più consistente, la arrotolate sul mattarello e la adagiate in una teglietta bassa (è ok anche uno stampo da pizza, soprattutto con queste dosi) foderata con carta da forno. Fate ricomparire il vostro ripieno e, verificato che se tentate di piantarci un coltello rischiate di piegarlo (il coltello), lo ammorbidite sul fuoco a bagnomaria, poi lo versate tutto nella teglietta foderata di pasta. Stendete la seconda parte di pasta, la arrotolate sul matterello e la appoggiate sul ripieno, poi tagliate i bordi e la fissate un po’ con le dita. Ricoprite con carta d’alluminio senza lasciare spazi aperti e infornate 1 ora in forno caldo a 180°. Eh no, ancora non potete mangiarla! Adesso, quando si è raffreddata, la avvolgete in uno o due strati di carta da forno, poi uno di carta d’alluminio e la lasciate riposare un’altra settimana, e quando anche questa settimana è passata la spolverate abbondantemente con zucchero a velo. Ok, adesso la potete mangiare!)
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