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Torta del paese della nonna (ma anche della suocera)... di Enrico ovvero una ricetta perfetta rivista e scorretta al fine di allontanarsi dalla geometrica linearità dei sapori collaudati.
In verità si tratta di una variante della torta "mic e lacc'" lombarda... aggiornata sulla lunga base di esperienza culinaria assodata nei lunghi anni di vita da studente a Milano... dove, quando ero affamato, mi rifugiavo voracemente fra i fornelli della signora Adele (la mamma di Paola).
Anzitutto, al solito, le mani vanno sciacquate (senza sapone, per carità!)... poi si procede al sacrificio propiziatorio di una bottiglia di vino bianco, fresco, amabile (come dev'essere un amante, nevvero?). Suggerisco di iniziare con un bicchiere solo.
OK. Si prende un contenitore voluminoso (per la dicitura corretta fate riferimento ad Emy) e gli si butta dentro 1 litro di latte, una 50ina di grammi di burro (che dev'essere morbido e tiepido come la pelle di una fanciulla), 1/2 mela grattugiata (abbondate!), un po' di pane raffermo (ad occhio... per l'impasto), 1 uovo, 1 etto scarso di zucchero bianco, 1 cucchiaio di zucchero di canna, una scorzetta di arancia ben grattugiata, 1 scorzetta di limone intera, un pizzicotto di sale... e a questo punto si passa tutto nel Minipimer, ma senza insistere troppo. Il risultato deve essere abbastanza "liquido"... non una mappazza marmorea.
A parte preparate 30 grammi di uvetta, 50 grammi di pinoli, 150 grammi di cacao amaro (il più amaro che trovate... poiché se senti bene l'amaro, poi, tutto Sara più dolce), 2 etti di amaretti, 150 grammi di biscotti (tipo gli Oro della Saiwa), ed infine 1 etto di Savoiardi... rimestate grossolanamente questi ingredienti ed uniteli con un cucchiaio di legno all'impasto precedentemente preparato.
Stendete tutto su di una teglia... se ne avanza ancora bevetevi un sorso del vino bianco che avevate stappato in principio... ed infilate il tutto in forno a 200 gradi per circa 45 minuti.
Sfornate e lasciate intiepidire lentamente: e' una bontà.
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