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I dolci di Natale della mia infanzia erano (oltre al panettone - Motta od Alemagna!! -che si comperava gia’ fatto): il certosino, la torta di riso (che pero’ si faceva un po’ tutto l’anno), a Bologna; per la mia parte d’infanzia ferrarese, i dolci obbligatori erano il Pampepato e la torta di tagliatelle, che poi ho saputo essere tradizionale anche nell’area mantovana. Pampepato e Certosino appartengono alla categoria dei panspeziali; il pampepato è piu’ raffinato, ed è ferrarese "conclamato", anche se in qualche altra regione si vanta un dolce simili. Già in passato si è parlato di certosino e pempepato, non mi pare che si sia mai parlato della deliziosa torta di riso, notiissima a Bologna, che vi raccomando.
1 l. latte 500gr. zucchero, per due terzi vanigliato (io metto 400 gr di zucchero, di cui 100gr. di vanigliato) 100 gr. mandorle tritate grossolanamente 100 gr. cedro candito tritato grossolanamente gr.60 amaretti 6 uova 100 gr. riso a grana piccola un bicchierino da marsala di liquore di mandorla amara scorza di limone, sale
Ammorbidire gli amaretti nel liquore, cuocere il riso nel latte bollente, unirvi sale e lo zucchero, la scorza del limone (c’è chi caramella metà dello zucchero e poi lo aggiunge al latte). Fare riposare tre-quattro ore. Aggiungere cedro, mandorle, amaretti pestati, e le uova, ben sbattute. Mettere l’impasto in una bassa teglia imburrata, rettangolare. Spolverizzate con pangrattato il fondo. Mettere in forno caldo, a medio calore. Quando la torta avrà fatto la crosta, spegnere, lasciare raffreddare in forno. Quando è fredda, si taglia a losanghe. E’ più buona il giorno dopo.
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