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Natale

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Dapprima il presepe di Annamaria

In casa dei miei genitori si faceva solo il presepe: statuine in terracotta, dipinte in colore orripilanti, fortissimi (poi ho capito che così si vedevano anche al buio) la capanna molto semplice, una vera capanna, col tetto di corteccia, e le luci erano candeline che ogni anno facevano impazzire di ansia mia madre che già si vedeva i pompieri in casa.
Non è mai accaduto e mia madre lo ha sempre considerato un miracolo di Natale.
Al centro della scena le pecorelle che bevevano in un laghetto artificiale fatto di pezzi di specchio e poi le montagne, informi masse ricoperte di carta marezzata verde chiaro-verde scuro e la stella che brillava sullo sfondo ed i Re Magi che avanzavano un poco al giorno, fino a raggiungere la capanna e porgere i doni.
Credo che il nostro fosse un presepe bruttissimo, ma era molto amato e lo rifacevamo tenacemente, cambiando solo piccoli particolari perchè ci piaceva così com' era.
Il primo albero di Natale è entrato in casa di prepotenza per opera mia: era finita la guerra, eravamo tornati a Mantova, dopo lo sfollamento a Sarginesco e a Pegognaga ed io avevo ripreso la scuola in città.
Le mie compagne parlavano dell'albero di Natale, che mio padre definiva "un'americanata".
A me pareva un simbolo molto bello e soprattutto mi faceva sentire parte del gruppo delle "moderniste".
Fatto sta che andai in giardino, tagliai un ramo di un bellissimo ed enorme pino che si trovava proprio davanti all'ingresso, con grande timore che mi vedesse la nostra severissima portinaia, e lo portai in casa.
Lo misi in un vaso e lo decorai con noci ricoperte di stagnola.
Doveva essere assolutamente orrendo, ma io ne ero fierissima ed inoltre ottenni un risultato di tutto rispetto: da allora mio padre, accanto al presepe, ci fece trovare ogni anno un albero e ci diede la possibilità di addobbarlo a nostro piacimento.
Ora si continua, in piccolo, la tradizione duramente conquistata: un albero (finto) ed un piccolo presepe, per tramandare ai nipotini una delle più bella tradizioni che hanno rallegrato anche la mia infanzia.

Annamaria

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