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Natale

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L'albero e il presepe di Betti

In casa mia si sono sempre fatti entrambi.
Quando ero piccola il presepe veniva fatto con le vecchie statuine di mia mamma, anche noi raccoglievamo (e lo facciamo tutt'ora, neve permettendo) il muschio nei boschi, ed io aiutavo mio padre a comporre una bellissima scena a due piani, per l'occasione veniva tenuto aperto il bureau della sala nella cui nicchia centrale veniva costruita la grotta.
Per l'albero invece il discorso era un po' diverso, in quanto i miei genitori l' hanno sempre fatto la sera della vigilia, dopo che ero andata a letto, così la mattina quando mi alzavo oltre ai regali trovavo anche la sorpresa dell'albero illuminato e scintillante.
Col passare degli anni, e dopo la mia prima vacanza in val Gardena, mi sono appassionata ai presepi degli scultori del legno, così ogni anno, in varie località alpine, ho acquistato qualche statuina.
Il risultato è un presepe molto vario come stili e dimensioni, c'è l'angelo delicato di S. Cristina e la vecchia contadina tarchiata di Tarvisio, la natività è in noce non dipinto, alcune statuine hanno colori tenui, altre più sgargianti.
Tutte però hanno per me un significato ben preciso e ricordo al volo la loro provenienza.
Naturalmente quando mi sono sposata il presepe è venuto con me, assieme anche a parecchie decorazioni dell'albero di Natale, perchè mia madre non vedeva l'ora di ridurre un po' gli ingombri, ed io non mi sarei staccata da questi ricordi della mia infanzia per tutto l'oro del mondo.
Mi piace fare l'albero vero, perchè ne amo il profumo. I problemi con la mia coscenza sono placati dal fatto che ogni anno la forestale ci fa dono di un albero destinato al disboscamento.
Ogni anno decido di togliermi la voglia di un albero monocromatico, bello, come quelli che si vedono nelle riviste.
Poi penso agli addobbi chiusi nelle loro vecchie scatole (ci sono anche quelle in cui i parenti milanesi ci spedivano il panettone), alle luci che dalla mia infanzia sono sempre quelle, nonostante le imprecazioni ricorrenti perchè ogni anno ce ne è qualcuna che non funziona e proprio non me la sento di cambiare, così il mio albero è sempre quello, tutti gli anni, vecchiotto, magari un po' sgangherato, ma pieno di ricordi, anche delle persone che c'erano, ed ora non ci sono più.

Betti

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