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Natale

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I tortellini di Stef

La mia versione dei tortellini si sommerebbe solo alle altre, senza aggiungere nulla di nuovo.

A casa mia sono stati il rito della vigilia di Natale quando ero bambina.
A dirlo sembrano passato cento anni, invece sono solo una quarantina, da quando comincio a ricordare.
Quando ero bimba, la cena della vigilia non usava. Insomma, era vigilia sul serio. Ricordo un brodetto di anguilla, ma niente di più.
E, dopo cena, si facevano i tortellini.

Mia nonna, il cavaliere, mia madre, lo scudiero, io e mio cugino, i servi della gleba
Mia nonna, finché ha potuto, impastava e tirava la pasta. Prima con il matterello, di quelli lunghi lunghi, e poi, quando l'età non glielo ha più permesso, con la mitica "Imperia", che ora ho ereditato io.
Mia madre tagliava i quadretti di pasta: era l'unica che riuscisse a fare delle linee veramente dritte, e quadratini quasi uguali l'uno all'altro, e piccoli.
Poi era il momento mio e di mio cugino: mettere il pesto - era l'unica cosa che ci lasciavano fare - che era sempre troppo o troppo poco: "Chi si prende questo, mangia tutta pasta" "Chi si prende quelli della Stefania, scoppia dopo mangiati tre"...
La chiusura spettava alla nonna e a mia madre: due macchinette. Di nuovo, poi, entravamo in azione noi bambini: per mettere in fila i tortellini fatti e per contarli. "Ma ti sembrano righe dritte, queste?" - mai contenta, la mia nonna!
Poi, finita la pasta,le assi ricoperte di asciugamani bianchi da cucina con sopra i tortellini religiosamente allineati, venivano messi a seccare davanti alla finestra lasciata in fessura. Quelli erano i tortellini per Santo Stefano. (nonchiedetemi perché, ma a Santo Stefano si mangiavano i tortellini secchi).
La mattina dopo, la mia nonna si alzava presto, e la lavorazione ripartiva. A Natale, solo e sempre tortellini freschi, appena fatti. Fatti senza di me, però. Io stavo ancora a nanna, e mi svegliavo con l'odore del brodo che cominciava a bollire.

Ora le cose sono cambiate. Ma, vicino alle feste, non ho mai rinunciato alle serate passate con marchino a fare tortellini. Lui, con le sue manone, se li arrotola in cima al mignolo, e giochiamo a chi fa il tortellino più piccolo, quello più panciuto, quello più "bello". Per non essere "indigeno" al tortellino, non se la cava affatto male.

Qualche volta lo lascio anche vincere .