di Uccio

BEVR'IN VIN

"Tra le robe pusé bune,
tra le robe pusé béle
da guarnir con d´el curune
de cantar fin a le stele,
re di re ghé l´bevr´in vin
Fát con salde tajadèle,
un po al dent cume cordèle
o con scufie d´agnolin...!!
Bevr'in vin al fogoler
con dal negar scagaron
l'è c'me dir dventar da fer
sensa tanti sabaion.
Basta scuciarar in pè
e che 'l bro come un safran
al sia d'un capun da n'an
con petera ad gras dadré.
Le sa slunga le budele
talis qualis le tirache,
le to sguanse lustre, bele,
le n'gavrà pu rughe o sache.
La salut l'è rinfrescada,
merit tut dal bevr'in vin
c'al scavisa tuti i spin
d'una vita scancarada.
Dop d'aver sorbì un surbir
s'at ghè un po d'malincunia
sensa trar tanti suspir
la t'andrà sens'altar via.
La poesia "ino al bevr'in vin" è di Enzo Boccola.
Da "Rusch e brusch" Ed. Al Fogolèr.

Poi, forse, un giorno, farò la traduzione.
Ma cos'è, in fin dei conti, questo bevr'in vin?
Bere in vino, è la traduzione, dovrebbe già essere illuminante.
Tutto parte dal "sorbir".
Il sorbir d'agnoli è un assaggio.
Dieci, dodici agnoli in una scodella con poco brodo.
Può precedere il successivo e più consistente piatto di agnoli oppure essere una sorta di apertura.
A proposito: tortellini, agnoli, cappelletti; il nome cambia con la latitudine.
Torniamo al bevr'in vin.
Può essere fatto, come recita la poesia, o con salde tagliatelle un po' al dente come cordicelle o con cuffie di agnoli.

ATTENZIONE!!!
Quel che segue è riservato agli stomaci forti.
Proseguite la lettura a vostro rischio e pericolo.
Si declina qualsiasi responsabilità.

Qual è stato il colpo di genio?
Un lambruscone scuro e schiumoso, il "negar scagaron".
Il sorbir già descritto, cosparso di parmigiano, si annaffia con il lambrusco.

Immaginiamo la scena.
La rasdora e le altre donne di casa, in cucina, intente alla preparazione dei piatti e gli uomini, in piedi con scodella e cucchiaio (basta scuciarar in pè...).
Pare che la degustazione del bevr'in vin, a causa del colore non propriamente invitante dello stesso, venisse fatta schiena contro schiena.
Viene confermato che il tortellino si aspetta un brodo denso, giallo come lo zafferano, di cappone.
"e che 'l bro come un safran
al sia d'un capon da n'an"
Esistono anche proverbi che testimoniano la beneficità del bevr'in vin.
"Chi met al vin in d'la mnestra al saluta al dutur da la fnestra"
E poi, per tornare al nostro inno..........
"le sa slunga le budele
talis qualis le tirache"
Si allungano le budella proprio come le bretelle.
E' tutto.