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  • Torta semplice di ricotta, amaretti e mandorle

    è stato il dolce di domenica scorsa, ora è nel blog e la condivido.
    Una torta davvero semplice, perchè sinceramente non ho più tanta voglia di perdere giornate intere per realizzare dolci con millemila passaggi e poi stramazzare con talmente tanta stanchezza da non aver nemmeno più la voglia di assaggiare..
    Una specie di ritorno alle origini, probabilmente perchè non è che sono mai stata divorata dal sacro fuoco della pasticceria...





    Torta semplice di ricotta, amaretti e mandorle

    per l'impasto:
    100 g di burro
    150 g di zucchero di canna
    1 uovo
    300 g di farina
    1 bustina di lievito
    un pizzico di sale


    per il ripieno:
    300 g di ricotta fresca
    100 g di zucchero di canna
    60 g di mandorle con la buccia
    100 g di amaretti morbidi
    1 uovo
    2 cucchiai di Rum
    1 cucchiaino di estratto di vaniglia
    1 cucchiaino di scorza di limone grattugiata
    1 pizzico di sale


    Fondete il burro e lasciatelo intiepidire.
    Mettete la ricotta a scolare in un colino. Tritate le mandorle, non troppo grossolane ma nemmeno troppo fini.
    In una terrina montate l'uovo intero con lo zucchero fino a farlo diventare gonfio e spumoso, unite il burro fuso sempre montando con le fruste elettriche, poi incorporare la farina setacciata con il lievito, quindi il pizzico di sale.
    Togliete l'impasto dalla terrina e lavoratelo velocemente con le mani per compattarlo meglio, poi dividetelo in due parti di cui una un po' più grande.
    Imburrate e infarinate una teglia apribile da 24 cm.
    Rivestitene il fondo con la metà più grande della pasta, compattando bene il tutto con le mani e facendola risalire appena lungo i bordi.
    Ora trasferite la ricotta in una ciotola, aggiungete lo zucchero di canna, l'uovo intero, gli amaretti sbriciolati, le mandorle tritate, la vaniglia, il liquore, la scorza di limone e il pizzico di sale e mescolate bene il tutto fino a renderlo omogeneo.

    Con un cucchiaio distribuitelo sull'impasto che avete steso nella teglia, avendo cura di non farlo arrivare ai bordi.
    Con il mattarello stendete il resto dell'impasto e appoggiatelo sopra il composto di ricotta, premete leggermente perchè aderisca bene e poi sigillatene i bordi con le mani unendoli all'impasto sottostante.
    Cuocete il dolce nel ripiano a metà del forno, già caldo e statico, a 180° per circa 50 minuti.
    Sarà pronto quando uno stecchino infilato nel centro, uscirà perfettamente asciutto.
    Lasciate raffreddare il dolce, poi sganciate la tortiera e fatelo scivolare sul piatto di servizio. Spolveratelo con abbondante zucchero a velo.

    http://lagallinavintage-giuliana.blogspot.com/

  • #2
    Appena possibile la provo, grazie Giuli
    Non fare agli altri quello che vorresti fosse fatto a te, i loro gusti potrebbero essere diversi.
    George Bernard Shaw

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    • #3
      Io ho sempre avuto una passione per i dolci semplici. Le ciambelle, le crostate.e torte di riso. I cosiddetti dolci da credenza.
      Poi per i fine pasto ci sono quelli al cucchiaio, ma anche lì quelli semplici anche se con quel frizzo in più.
      E questa torta Giuli... mi piace proprio.
      È asciutta da colazione oppure morbidona?

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      • #4
        Questi sono i dolci che piacciono a me...
        Maria Grazia

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        • #5
          Con questa torta è stato amore a prima vista. Solo perchè mi sto sparando le ultime sciate della stagione non l'ho ancora fatta. Grazie Giuli

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          • #6
            Adoro questo tipo di dolci!
            Prendo nota!
            Grazie Giuly
            Grazy
            ...Autogestire la propria creatività, senza intermediari, senza volontà eccelse e onnipotenti che decidono al posto tuo, poco a poco ti rivela la necessità di autogestire il tuo stesso destino. (S. Agosti)
            Ingiuriare i mascalzoni è cosa nobile, perché, a ben vedere significa onorare gli onesti! (Aristofane)

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            • #7
              Fatta oggi per festeggiare i due papà di casa, è piaciuta tantissimo, a Olindo in particolare. Da brava bolognese ho sostituito il rum con la mandorla amara, che per noi è un classico con questi ingredienti. Ancora grazie Giuli, sei sempre una garanzia

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              • #8
                Quando avrò un pomeriggio senza le bimbe (?) la proverò!
                Ele
                Chi vive a braccia aperte, di solito, non fa carriera, ma trova tanta gente da abbracciare. (cit)

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                • #9
                  Mi piace anche perché il guscio non è difficile da fare. Ho un po’ di problemi con la frolla normale )
                  Nessuno può saltare oltre il limite della propria ombra.

                  M.Heidegger

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                  • #10
                    È il genere di dolci per cui sbavo!
                    Brancolo nel burro.

                    file excel con le ricette dei grandi lievitati: http://dl.dropbox.com/u/69660061/lievitati.xls


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                    • #11
                      Mi piace. Io invece agli inizi del sacro fuoco della pasticceria ne facevo una simile, passatami da mia madre, che prevedeva, come motivo decorativo, gli amaretti di Saronno bagnati nel liquore amaretto disposti sotto la frolla di copertura uno accanto all'altro. E ricordo c'era anche la marmellata di albicocca. Me la ricordo fantastica e molto carina. Ora la ricerco se la trovo la posto.
                      http://ciambellettaalvino.blogspot.com/

                      http://tusciaintavola.tusciamedia.com/

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                      • #12
                        Pubblicato originariamente da IlariaC Visualizza il messaggio
                        Mi piace. Io invece agli inizi del sacro fuoco della pasticceria ne facevo una simile, passatami da mia madre, che prevedeva, come motivo decorativo, gli amaretti di Saronno bagnati nel liquore amaretto disposti sotto la frolla di copertura uno accanto all'altro. E ricordo c'era anche la marmellata di albicocca. Me la ricordo fantastica e molto carina. Ora la ricerco se la trovo la posto.
                        ma sai che me la ricordo anche io. questa "pie bitorzoluta" che al taglio faceva vedere gli amaretti?

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