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  • Rossanina
    ha risposto
    che peccato che non si vedono più tante foto

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  • Agrodolce - Dana
    ha risposto
    Bel topo veramente!
    Importante per chi l'avesse perso...e
    vediamo se si può aggiungere altro.

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  • giuditta.2001
    ha risposto
    Mi ero persa questo bellissimo topo.

    Patrizia la tua pasta col ferretto è identica a quella che faccio io copiata da mia nonna [img]smile.gif[/img]

    Maria Antonietta per favore puoi spiegare in pillus. Non li ho mai visti e neanche in rete ho trovato foto.

    Per chi sa fare le orecchiette: per favore fareste qualche foto del gesto e del tipo di coltello? Non ho proprio capito

    Non conosco neanche i cavatelli
    Sono proprio 'nguranta io!


    Grazie mille

    [ 27.05.2006, 19:02: Messaggio modificato da: giuditta.2001 ]

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  • graziella66
    ha risposto
    Se interessa ho fotografato i passaggi per fare i cappelletti romagnoli:
    la sfoglia



    il ripieno, che io metto con la sac à poche per fare prima


    la prima fase della chiusura, quando si chiude il quadratino di sfoglia e si pressano i bordi


    seconda fase della chiusura








    i cappelletti finiti



    [ 10.05.2006, 23:35: Messaggio modificato da: graziella66 ]

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  • imported_poetessa
    ha risposto
    Questo è quello che ho fatto io ieri per il pranzo di Pasqua,
    Non è tipico della mia zona, ma adoro gli asparagi e quindi, grazie ai vostri consigli ci ho provato:
    TORTELLONI AGLI ASPARAGI
    http://img84.imageshack.us/img84/517...aspargi0yo.jpg

    ingredienti:

    Pasta:
    150 gr semola di grano duro
    150 gr farina 00
    sale

    ripieno
    500 gr di asparagi verdi leggermente sbollentati.
    Li ho pori ripassati in padella con uno scologno sale e pepe.
    Passati al passaverdura
    Il composto a questo punto era abbastanza liquido, ho aggiunto 2 fette di pane in cassetta sbriciolato,
    100 gr di parmigiano grattugiato
    1 uovo.

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  • Babby
    ha risposto
    Graziana scusami ma mi era sfuggita una tua eventuale precedente spiegazione [img]smile.gif[/img]
    Grazie mille per averla ripetuta per me. Adesso copio, incollo e poi l'arduo compito...imparo

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  • Graziana
    ha risposto
    Lo avevo spiegato ma lo ripeto.
    Poi magari se ce qualcosa che non capisci fischia!
    Allora cercherà di spigare la pasta colorata.
    Si fa un normale impasto di pasta frescacon o senza uova, con semola o farina 0, decidete voi.
    Poi dividete l'impasto in tre
    Per la pasta rossa unite un po' di pomodoro concentrato
    Per la pasta nera del nero di seppia.
    E' importante che le tre paste abbiamo la stessa consistenza
    Stendete i tre impasti ad uno spessore di circa 1,5e poi ogni impasto a striscioline.
    Ora componete la vostra pasta.
    Mettente una strisciolina gialla, poi una nera poi una rossa, poi di nuovo nera poi due gialle, oppure come vi suggerisce la vostra fantasia.
    pressate un po' la pasta in modo da far aderire le striscioline e poi passatela all'imperia in modo da appiattrla e renderla sottile.
    Ricavate delle sfoglie lunghe che poi taglierete di traverso.

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  • Babby
    ha risposto
    up per Grazy [img]smile.gif[/img]

    [ 11.04.2006, 21:00: Messaggio modificato da: Babby ]

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  • lallina
    ha risposto
    </font><blockquote>cita:</font><hr />Inviato da: Paprika:
    Che bello questo topic, peccato che io non ho contribuito per niente </font>[/QUOTE]manco io paprike'....fa niente!!!!

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  • Paprika
    ha risposto
    Che bello questo topic, peccato che io non ho contribuito per niente

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  • ritabuzz
    ha risposto
    </font><blockquote>cita:</font><hr />Inviato da: Titta:
    Inviato da: quack:
    [qb] premesso che non ho letto tutto il topo (sono in biblioteca e non ho tempo) ho bisogno di aiuto da parte delle esperte... domenica ho provato per la prima volta a fare i ravioli (quelli ai carciofi di titta .. sono buonissimi da provare) i primi sono venuti perfetti... ma poi ho dovuto rinunciare perche' le sfoglie (tirate con la macchinetta) mi si erano seccate tutte e non riuscivo piu' a piegarli e a chiuderli... c'e' un trucco per mantenere umida la sfoglia?
    </font>
    Scusa se ti rispondo solo adesso.


    se usi anche una parte di manitoba, l'impasto si manterrà umido e morbido. per i tortelli, io uso 300 g. di farina di grano duro, 200 g. di manitoba, 5 uova o 4 e un goccio di vino

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  • Babby
    ha risposto
    </font><blockquote>cita:</font><hr />Inviato da: Graziana:
    Nella mia zona non c'è molta cultura di pasta fresca se non la "classica" pasta all'uova fatta con farina di grano tenero e uova.

    Vi propongo invece, se interessa della pasta "creativa"

    Ecco l'assaggio



    </font>[/QUOTE] </font><blockquote>cita:</font><hr />Inviato da: StefaniaDE:


    </font>[/QUOTE]Grazianaaaaaaa . Come hai fatto quella pasta ?
    Stefania questa pasta che hai fatto tu, con quale condimento si sposa bene ? Burro e formaggio oppure va bene anche al pomodoro ?

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  • ri.paola
    ha risposto
    Copio incollo anche i miei malloreddus
    La ricetta è facile impasti albumi e semola in un impasto sodo con un pizzicchino di sale fai i serpentini li tagli e li rotoli sul rigatore , se li vuoi tradizionali ma versione della festa aggiungi una bustina di zafferano ogni 3-400 gr. di semola anche di più se ti piace lo zafferano, io li adoro, in quelli comprati misti mi lasciavo tutti i gialli per ultimi.
    Aggiungo da altro topic anche
    Is Cruxionis
    Questa ricetta di ravioli sardi, molto buoni e particolari, è una delle poche che mi vengono da parte di padre. Essendo mia nonna paterna morta quando io ero piccola, questi per me sono i ravioli di Zia Antonina sorella maggiore "signorina" di mio padre.
    Sono dei ravioli col ripieno tipo, appunto, le Pardulas dette anche ricotelle o formagelle.
    Ecco la ricetta per un numero imprecisato di ravioli , va bè stasera li preparo per portarli al raduno e li conto
    Attenzione alcuni li fanno con la buccia dell'arancio altri con quella del limone, io ci metto tutt'e due in proporzione di 2 a 1


    CRUXIONIS A MAZZA DE PARDULA

    Ingredienti
    per il ripieno:
    1kg di ricotta pecorina fresca sarda (se non è sarda almeno che sia decente),
    5 tuorli d'uovo,
    2 arance medie non trattate,
    1 limone idem come sopra,
    3 cucchiai di zucchero,
    1 bustina di zafferano.

    Per la pasta:
    1kg e 200 di semola,
    5 albumi d'uovo,
    1 cucchiaio raso di sale,
    acqua appena tiepida q.b.

    Svolgimento:

    Mettete a scolare molto bene la ricotta, più sarà asciutta meglio è, aggiungete i tuorli uno per volta e mescolate bene se l'impasto dovesse essere troppo morbido non aggiungete l'ultimo uovo,
    Aggiungete anche lo zucchero, la buccia degli agrumi e lo zafferano.
    mettete in frigo
    Ora impastate la semola con gli albumi e aggiungrte acqua tiepidina fino ad ottenere una pasta piuttosto soda.
    Se usate Kitti o Ken io mi sono trovata bene con la frusta tipo K.

    Ora stendete la sfoglia, io uso l'imperia fino allo spessore 2, oppure rompo la atlas di Lu e faccio tirare a mano la sfoglia da Stef, ma viene un po&quot; troppo spessa
    Posate la striscia di pasta sul tavolo e mettete a intervalli di circa 6cm delle palline di ripieno di circa 3cm di diametro, mettetele un po&quot; più verso di voi piuttosto che al centro, un trucco usate la sacca a poche col beccuccio tondo liscio grosso, oppure senza beccuccio, ci mettete la metà del tempo che col cucchiaino ,
    ora chiudete la pasta semplicemente piegandola lungo il lato lungo.
    Premete bene per far aderire e ritagliate con la rotella dentata (curiosità etnica in sardo si chiama sarreta).
    Vi verranno dei ravioloni di circa 5 cm di lato.
    Brave finito

    Vi consiglio di srvirli con una salsa di pomodoro molto leggera, perché hanno un gusto delicatissimo e qualunque sugo elaborato prevaricherebbe, io li adoro anche col burro e a Firenze ve li beccate così
    Se qualcosa non è chiaro fatemelo notare gentilmente che se no ci rimango male

    Lascia un commento:


  • Bruna Cipriani
    ha risposto
    PIZZOCCHERI VALTELLINESI
    I pizzoccheri sono un piatto tradizionale della cucina valtellinese e, come tutti i piatti della tradizione, non possono prescindere dall'utilizzare certi ingredienti che sono reperibili solo nel loro luogo di nascita.
    La farina fraina, "formentun" in dialetto, venne introdotta nell'Italia settentrionale intorno al al quindicesimo secolo.
    Secondo lo storico e umanista prof. Sertoli Salis, questa è una grossa bugia perché, al tempo dei romani, Catone il Censore ci parla di una "Puls punica", cioè una polenta punica o cartaginese che si avvicinerebbe alla polenta taragna, fatta cioè di farina nera, formaggio e qualche uovo al posto del burro e... un po' di miele, che per il gusto dei Romani non guastava mai.
    Quindi una prima ipotesi è che la pianta di grano saraceno sia stata introdotta in Italia dagli arabi. L'altra ipotesi ritiene che il nome sia dovuto al colore bruno dei chicchi scuri come i saraceni.
    In effetti la fraina ( fagopiro o formentino) è originaria dall'Asia centrale e fu importata in Europa con le invasioni mongole e si diffuse nelle regioni nordiche e montane grazie alla sua resistenza ai climi rigidi ed alla povertà del suolo.
    Il Sertoli fa derivare il nome Pizzochero o Pinzochero, che vale per 'bacchettone..., dalla forma della tagliatella, ma qualche maligno ha pensato anche a un'origine da 'pisoccare..., come se i pizzoccheri invitassero, dopo mangiati, ad un sonnellino ristoratore, dovuto sembra all'ebbrezza data dai semi di papaverina contenuti nella fraina.
    Ma è plausibile che sia dovuto allo sforzo digestivo del burro d'alpe abbondante e del formaggio casera giovane contenuti nei pizzoccheri.
    E' un piatto creato dalla povertà , dalla necessità e dalla creatività degli antichi abitanti delle nostre montagne.




    300 g d¡ farina di grano saraceno
    100 g di farina bianca
    acqua e sale q.b.
    400 g di coste o verze
    250 g di patate
    400 g di formaggio Casera magro e grasso( meglio 250 gr di Bitto e 150 di Magnoca)
    100gr parmigiano grattuggiato
    200 g di burro
    2 foglie di salvia
    2 spicchi di aglio

    Ho impastato le due farine col sale e l'acqua, fino a che l'impasto è diventato liscio e vellutato al tocco, tirato una sfoglia non troppo sottile e ricavato delle listarelle.
    Ho privato la verza dalle foglie esterne troppo dure, poi l'ho sfogliata , rotto le foglie grossolanamente con le mani togliendo la costola centrale che impiegherebbe troppo a cuocere, poi le ho lavate e sgrondate.
    Ho sbucciato le patate e le ho tagliate a tocchetti, lasciandole in acqua per non farle annerire.
    Ho tolto la crosta ai formaggi e li ho tagliati a cubetti e vi ho mescolato anche il parmigiano grattugiato.
    In un pentolone di acqua salata e portata al gran bollore, ho buttato le verze e le patate a tocchetti, messo il coperchio per riprendere il bollore, e dopo circa 5/7 minuti ho buttato i pizzoccheri.
    Nel frattempo un una padella ho fatto sciogliere due terzi del burro con le foglie di salvia e gli spicchi d'aglio, portandolo a color nocciola piano piano.
    Dopo circa dieci minuti di cottura si inizia a scolare i pizzoccheri con una schiumarola un po' grande, mettendoli in una teglia tenuta in caldo sopra una fiammella bassa o sopra una pentola in ebollizione. Si fa un primo strato di pizzoccheri, si cosparge con due o tre manciate di formaggi, si prosegue alternando pizzoccheri e formaggi. Nella padella del burro color nocciola si mette il pezzo di burro rimasto facendolo schiumare quindi si versa sopra ai pizzoccheri senza rimescolare.
    Una bella girata di pepe e si serve.

    N.B. - Con il Bitto i pizzoccheri sono più buoni e gustosi, ma anche con il Val di Lei o con il Tartano. Del resto anche il Bitto è un formaggio di casera, è un Casera della Val Gerola con la particolarità di avere una piccola percentuale di latte di capra.

    Questa invece è la

    Ricetta Originale del
    Pizzocchero di Teglio®
    Codificata e registrata dall'Accademia
    del Pizzocchero di Teglio

    Ingredienti (dosi per 4 persone)

    400 g di farina di grano saraceno
    100 g di farina bianca
    200 g di burro
    250 g di formaggio Valtellina Casera dop (denominazione di origine protetta)
    150 g di formaggio in grana da grattugia
    200 g di verze
    250 g di patate
    uno spicchio di aglio, pepe

    Preparazione:

    Mescolare le due farine, impastarle con acqua e lavorare per circa 5 minuti.
    Con il mattarello tirare la sfoglia fino ad uno spessore di 2-3 millimetri dalla quale si ricavano delle fasce di 7-8 centimetri. Sovrapporre le fasce e tagliarle nel senso della larghezza, ottenendo delle tagliatelle larghe circa 5 millimetri.

    Cuocere le verdure in acqua salata, le verze a piccoli pezzi e le patate a tocchetti, unire i pizzoccheri dopo 5 minuti (le patate sono sempre presenti, mentre le verze possono essere sostituite, a secondo delle stagioni, con coste o fagiolini).

    Dopo una decina di minuti raccogliere i pizzocheri con la schiumarola e versarne una parte in una teglia ben calda, cospargere con formaggio di grana grattugiato e Valtellina Casera dop a scaglie, proseguire alternando pizzoccheri e formaggio.
    Friggere il burro con l'aglio lasciandolo colorire per bene, prima di versarlo sui pizzoccheri.
    Senza mescolare servire i pizzoccheri bollenti con una spruzzata di pepe.

    [ 17.03.2006, 17:29: Messaggio modificato da: cipriani_bruna ]

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  • dankeale
    ha risposto
    ho deciso: non scelgo. Comincio dalla prima pagina e provo nell'ordine. oh!
    Meraviglioso topic
    [img]smile.gif[/img]

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