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Discussione: un ponte gastronomico ..... e menù delle stelle !

  1. #1
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    Ed ecco come Giorgio Uty , gia' autore del ritratto dei tre moschettieri , ha interpretato l'idea del ponte gastronomico .




    SOno da poco rientrato e sara' difficile questa settimana trovare qualche minuto per coquinaria , mi riprometto di relazionarvi quanto prima .

    Il tempo per ringraziare tutti coloro che si sono sbattuti avanti e indietro per Palermo .

    L'essere riusciti a portare la cena delle stelle in Sicilia e' stato un grande successo .

    Grazie a tutte le ragazze di Palermo e a tutti i mariti che hanno collaborato .

    Un grazie a Marcello guida eccellente , e grazie a Cinzia ,per la sua infinita disponibilita' ........


    Un grazie a tutte le stelle intervenute, e' sempre un piacere lavorare per voi .

    Un grazie a tutti gli uomini: cuochi, aiuti, sguatteri, accompagnatori e camerieri , senza di voi tutto questo non sarebbe stato possibile .


    Vi aspettiamo per la prossima cena delle stelle che si terra' a ...............


    ecco qui' il menu' stellare :


    ENTRATA

    Dalle campagne laziali ai monti Iblei
    PROFITEROLES DI BROCCOLO ROMANESCO IN SALSA
    DI RAGUSANO E PISTACCHIO

    ANTIPASTI :

    Il salmerino fa il filo al pesce spada
    TARTARE DI SPADA E SALMERINO

    La Trinacria sulle sponde dell'Arno .
    SIGARETTE DI LARDO ALLA RICOTTA E PISTACCHI
    TERRINA DI PESCE SPADA SU GELATINA DI MELAGRANA
    CROSTINO DI CAVOLO NERO E BOTTARGA

    PRIMO :
    Mettiamo le alici in pasta
    PASTA CON LE ALICI AL PESTO DI FINOCCHIELLA
    PASSOLINA E PINOLI

    SECONDO :
    Quando la Sicilia incontra il Trentino
    SARDONI IN CROSTA DI PATATE
    CON SALSA AL VINO BIANCO

    INTERMEZZO :
    Ovvia coraggio s’e’ quasi finito
    CAPONATINA MAREMMANA

    SECONDO :
    Un abbraccio tra la Sicilia e la Toscana
    INVOLTINI DI PANCETTA E MELANZANE COL SUO SUGO

    DESSERT :
    Dalle campagne romane ai monti Peloritani
    PROFITEROLES DI RICOTTA IN SALSA
    DI CIOCCOLATO E PISTACCHIO

    [ 11.12.2006, 14:29: Messaggio modificato da: piggi ]
    Michele, vuoi una birra ?
    No, sono astemio.
    Scusa, Astemio, vuoi una birra ?

  2. #2
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    Che cuccagna di ponte!

    Complimenti una bella interpretazione!!
    Le Belle Arti sono cinque, e cioè: la pittura, la scultura, la poesia, la musica, l\'architettura. Quest\'ultima ha per ramo principale la pasticceria. Careme Marie Antoine

  3. #3
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    ... a nord-est????

    Questo ponte è l'unico realizzabile
    Un vecchio vescovo danese,ricordo, mi disse una volta che ci sono molte vie per giungere alla verità, e che il Borgogna è una delle tante.
    http://www.sentierinatura.it/homepage.htm

  4. #4
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    dai Piggi, ce la puoi fare; su continua....sarà a.......


  5. #5
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    a...?
    "...nella vita non è importante per quanto tempo saremo insieme, quello che succederà in futuro, i progetti che non potremo condividere...l'importante è esserci incontrati..è questo l'importante"

  6. #6
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    proviamo inizia con la lettera C...?
    Le Belle Arti sono cinque, e cioè: la pittura, la scultura, la poesia, la musica, l\'architettura. Quest\'ultima ha per ramo principale la pasticceria. Careme Marie Antoine

  7. #7
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    Avete costruito un bellissimo ponte virtuale Grazie a te Piggi, agli altri moschettieri e a tutti i maschietti Ci avete coccolate e fatte sentire delle star [img]graemlins/E20.gif[/img]
    Una foto della tua stella

    Maria

    Frustra fit per plura quod fieri potest per pauciora (G.d\'Ockham)

    ----------------------------------

  8. #8
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    ho aggiunto il menu' stellare .
    Michele, vuoi una birra ?
    No, sono astemio.
    Scusa, Astemio, vuoi una birra ?

  9. #9
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    Ale ha già messo le ricette sue sull'altro topic, ma forse è meglio mtterle qui.
    Io, tanto per fare il ganzino, metto delle considerazioni sui miei piatti e sulle cose che confermerei e quelle che cambierei.
    In principio era il verbo: Semplificare.
    Si perchè volevo ciacciare su delle ricette tradizionali e quando si bazzicano questi paraggi ci troviamo di fronte a due problemi.
    Il primo è che spesso i piatti fatti dai poveri per i pranzi importanti sono appesantiti da grassi aggiunti, tanta era la miseria arretrata che il grasso veniva consumato direttamente dall'esofago.
    L'altro problema è che per sfamare le proli le moglie dei proleteri allungavano tutto con parecchio pomodoro che almeno il colorec c'era, anche se la sostenza era poca.
    Fatta questa premessa che anche io assolutamente non ho capito sono andato intorno alla "pasta con le anciove" vecchissimo piatto siciliano.
    Ho letto in diversi siti regionali poi ho fatto un ripasso in situ.
    Il quale situ era il ristorante "le tre sorelle" a Palermo, che mi ha servito una pasta (trenette) con le anciove assolutamente buona ma con tanto, tanto, pomodoro cotto.
    Io non potevo certamente copiare una ricetta locale, ci avrei fatto la figura del dilettante e poi non avrei avuto scuse "culturali".
    Allora ho copiato una citazione di Pierangelini che per scherzare con le pessime penne al salmone che fanno in tutte le pizzerie, con tanto di grandi cadaveri di pesce allevato a farine bovine e un tot di panna, aveva proposto le penne ripiene di salmone selvaggio acquistato fresco da un pescatore scozzese.
    Io, che tanto meno sono, avevo già pensato a riemprire i rigatoni con le acciughe (alici).
    Quindi ho intrugliato con gli stessi elementi della pasta alle anciove ma riprendendo questo scherzo del mettere il fuori dentro.
    Ne deriva una ricetta semplice.
    Si disliscano le acciughe con la solita tecnica che Elena ha già ben indicato nei fotogrammi e si riempiono con mezza acciuga il singolo rigatone preventivamente cotto e lasciato molto al dente.
    Per la salsa ho preferito non far cuocere il pomodoro, ma sbucciarlo con la sbollentatura e poi farlo a dadini con il coltello levando semi e punto del picciolo.
    Messo a scolare dopo averlo salato, si aggiunge uvetta fatta rinvenire in acqua calda (ottima quella che mi avevano trovato le amiche siciliane) poi un pizzico di peperoncino macinato ed abbondante olio e.v.
    Si fa passare la pasta ripiena in forno, su carta bagnata con olio, per pochi minuti, affinchè anche le acciuhe cuociano.
    Per la cena delle stelle ho disposto 7 rigatoni con il centro in comune e quindi disposti a stella coprendo il centro con il sughetto e spolverando l'esterno con pane grattugiato fatto arrostire in padella con abbondante finocchietto battuto finissimo.
    Ne esce un piatto equilibrato e, secondo me, sorprendente.
    Insomma con gli stessi ingredienti di un grande piatto regionale si può fare un omaggio agli amici alleggerendo un po' una preparazione storica.
    Siccome per ogni piatto si doveva fare la presentazione alle "stelle" ho scherzato sulle arringhe dell'Avv. Messina che presenta la trasmissione 601 (sei uno zero).
    Vostro onore, chi può dire chi è Caino e chi è Abele, chi è Padoa e chi Schioppa, chi è dentro e chi fuori.
    Qui il fuori va dentro, il cotto diventa crudo, il piatto si confonde e si rigenera per fare omaggio alle stelle e alla terra che l'ha generato.

    [ 11.12.2006, 15:12: Messaggio modificato da: Enzo ]

  10. #10
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    Il secondo piatto preparato partiva dalla caponata, ma con variazioni che richiamavano comunque un piatto nazionale con probabili origini siciliane e cioè la parmigiana.
    In un bicchiere di alluminio a perdere ho messo nell'ordine:
    1) una ruota di melanzana fatta prima scolare con il sale e poi fritta in olio caldissimo (io ho usato il lardo)previa infarinatura.
    2) una ruota costituta da una fattina di pomodoro preventivamente sbucciato e poi fatto appassire in forno.
    3) una ruota fatta con peperone verde scottato alla griglia e sbucciato.
    4) un po' di ricotta siciliana al forno grattata grossa (non so se lo rifarei, forse era meglio la ricotta normale, più delicata)
    5) una spruzzata di capperi fatti dissalare in acqua (non ce li metterei più perchè avavevano troppa preponderanza)
    6) una ruota di peperone rosso come quello verde.
    7) una ruota finale ancora di melanzana.
    Il tutto fatto passare per 15 minuti in forno e poi impiattato su una stella di crema fatta semplicemente con pinoli frullati con latte e sale (la stella si ottiene con i rebbi della forchetta, una cosa banalissima)
    Intorno una leggera traccia di basilico in polvere.

    [ 11.12.2006, 15:10: Messaggio modificato da: Enzo ]

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