Gli errori più comuni di chi è alle prime armi in cucina

Cucinare è un’attività divertente che può essere utile anche per passare del tempo tutti insieme con la propria famiglia. Inoltre, a meno di non avere un’ampia disponibilità economica e potersi permettere del cibo sano a domicilio ogni giorno, è indispensabile per poter mangiare bene. L’alternativa, in poche parole, è scaldare la lasagna surgelata nel microonde, una scelta che a lungo andare non è decisamente il massimo per la salute.

Per questi motivi, o semplicemente per il piacere di mangiare bene, sono in tanti a cercare di cimentarsi con la cucina. E quasi tutti commettono gli stessi errori, specie quando sono alle prime armi. Se anche voi avete deciso di imparare a cucinare, e volete evitare di cadere nelle classiche trappole del cuoco principiante, ecco cosa non dovete fare.

Il primo errore è quello di non seguire le ricette: pensare che un ingrediente non sia veramente necessario, o che possa essere sostituito da un altro dal sapore simile, è davvero un luogo comune in cui cadono in molti. Tuttavia, è una cosa altamente sconsigliabile, specialmente quando si tratta di prodotti da impastare, come il pane o la pizza, che rischiano di non lievitare. Quando si parla di dolci, poi, rispettare pedissequamente misure e proporzioni è essenziale perché la ricetta riesca, dal momento che la pasticceria richiede un’estrema precisione.

Vale per gli ingredienti come anche per le temperature, tanto che i cuochi professionisti consigliano caldamente di procurarsi un termometro da cottura, essenziale ad esempio quando si parla ad esempio di arrosti. Per facilitarvi il compito, esistono diversi elettrodomestici utili, dal forno con display touch al miglior piano cottura a induzione che garantisce una temperatura costante e uniforme.

Passiamo al secondo errore: maneggiare di continuo quello che state cucinando, rivoltandolo con spatole e cucchiai, non lo farà cuocere né prima, né meglio. Infatti, anche se pensate che dedicare molte cure alle vostre ricette sia una cosa positiva, ci sono cibi che hanno bisogno del loro tempo per cuocere a dovere. Ad esempio, la carne non creerà mai quella deliziosa crosticina se non la lasciate cuocere almeno due minuti per lato caramellandone grassi e succhi.

Lo stesso dicasi per il pesce, che ha bisogno di passare un certo tempo sul lato in cui c’è la pelle. Nulla da aggiungere poi per sughi e minestroni. In quel caso dovete semplicemente ridurre il calore e armarvi di pazienza, perché l’aiuto del vostro cucchiaio non è davvero necessario. Riservate le vostre energie per gli alimenti che richiedono attenzioni costanti, come i risotti, la pasta saltata e le creme.

Ancora: abbondare con i condimenti è sbagliato. Come si dice, il troppo stroppia. Eppure sono in tanti a pensare che utilizzare tanti ingredienti gustosi, o condire con tante erbe, polveri e salse, sia la ricetta per un piatto ben riuscito. Non c’è nulla di più falso, tutto ciò che otterrete in questo modo è un magma di sapori indistinguibili. Una buona ricetta non prevede più di sei ingredienti, di cui alcuni servono solo a esaltare il sapore degli altri. Più che sulla qualità, quindi, concentratevi sulla quantità. Quanto alle salse, va bene metterne un po’ sul lato del piatto, ma senza coprire completamente la portata.

Molti cuochi dilettanti, poi, tendono a cuocere troppo il cibo, spaventati dalla possibilità di presentare una ricetta cruda. Facciamo l’esempio della carne: apparentemente sembra resistere anche alle lunghe cotture. Quando si parla di carni, però, in realtà ogni ricetta ha una sua tempistica precisa, necessaria a ottenere il risultato desiderato. Una bistecca al sangue, delle costolette morbide, o un petto di pollo, hanno delle regole proprie che è davvero importante seguire se si vuole ottenere un buon piatto.

Un altro errore comune, sempre a proposito di carne, è quello di servirla non appena cucinata. Perché il piatto rilasci calore e le fibre si rilassino, al contrario, è necessario attendere almeno dieci minuti. Solo in quel momento, infatti, la temperatura è ottimale per non sovrastare il sapore, e le fibre si distendono abbastanza per permettervi di apprezzare un boccone morbido e gustoso.

Infine, molti tendono a cucinare con troppi liquidi. La differenza tra brasatura e bollitura, ad esempio, è apparentemente semplice, eppure alcuni sembrano non conoscerla. Mentre un piatto bollito prevede che gli alimenti vengano completamente coperti dai liquidi, nel caso della brasatura non dovrebbero essercene più di due dita. La brasatura, infatti, serve a creare una crosticina saporita, e non a cuocere il cibo nell’ebollizione dei liquidi. Di conseguenza, quando aggiungete acqua, vino, olio o aceto, se volete solo brasare fate attenzione alle proporzioni.