﻿{"id":1929,"date":"2013-06-08T08:22:40","date_gmt":"2013-06-08T07:22:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.coquinaria.it\/?p=1929"},"modified":"2015-05-07T01:03:44","modified_gmt":"2015-05-06T23:03:44","slug":"la-pianta-di-olivo","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.coquinaria.it\/?p=1929","title":{"rendered":"La pianta di olivo"},"content":{"rendered":"[captionpix align=&#8221;left&#8221; theme=&#8221;photo&#8221; width=&#8221;300&#8243; imgsrc=&#8221;http:\/\/i189.photobucket.com\/albums\/z269\/gpmari\/Olive\/DSCN3226-1.jpg&#8221;\u00a0captiontext=&#8221;\u00a9gpmari&#8221;]\r\n<h3>L&#8217;olivo, panorama italiano<\/h3>\r\nLa pianta dell&#8217;olivo (<i>Olea<\/i><i>\u00a0europaea\u00a0sativa<\/i>) \u00e8\u00a0tra quelle cha\u00a0maggiormente caratterizzano il panorama delle nostre campagne collinari.\r\nLa coltivazione dell&#8217;olivo \u00e8, con differenziazioni notevoli, diffusa su tutto il territorio nazionale, con l&#8217;unica esclusione di valle d&#8217;Aosta e Piemonte.\r\nGli\u00a0olii\u00a0che si ottengono nelle varie regioni sono indubbiamente molto\u00a0diversificati\u00a0gli uni dagli altri, ma per dare un&#8217;idea di massima si possono distinguere tre fasce nazionali: il nord (con oli fluidi, chiari, dall&#8217;aroma tenue), il centro (con prodotto carico di colore, di media densit\u00e0 e fortemente aromatico) ed il sud (con un olio quasi pastoso, molto denso e con struttura ricca).\r\n\r\n<b>MOLTIPLICAZIONE DELLE PIANTE DI OLIVO<\/b>\r\n\r\nLe piante si moltiplicano per innesto o per talea.\r\n<b>Il metodo per talea<\/b>\u00a0\u00e8 quello che un tempo era maggiormente diffuso nelle nostre zone. Per fare una talea si prendono dei piccoli rametti dalla pianta (talee appunto) e\u00a0si\u00a0immergono in una soluzione ormonica. Si tengono poi in un ambiente a giusto grado\u00a0di umidit\u00e0 e a temperatura pressoch\u00e9 costante sui\u00a025\u00b0C\u00a0e dopo circa 2 mesi le piantine hanno radicato.\r\n<b>Nel metodo per innesto<\/b>, invece, si seminano i noccioli\u00a0di\u00a0alcune variet\u00e0 con una notevole facilit\u00e0 di germinazione e quando queste sono pronte (dopo circa un anno) si provvede all\u2019innesto vero e proprio.\r\n\r\n<b>TERRENO<\/b>\r\nUn tempo il terreno circostante alla pianta veniva lavorato con l\u2019aratro trainato dai buoi, che erano fatti fermare ogni qualvolta si giungesse in prossimit\u00e0 di apparati radicali affiorati, seppure di minime dimensioni. Il metodo attuale, che si basa su mezzi meccanici, fa indubbiamente risparmiare tempo ma non \u00e8 cos\u00ec accurato come quello di un tempo e pertanto si rischia di strappare delle radici, a volte neppure minime, con il risultato di rovinare per sempre delle piante anche secolari.\r\nSi preferisce pertanto, lavorare manualmente solo la parte sottostante all\u2019albero, e lasciare l\u2019erba nel terreno circostante, con il vantaggio ulteriore, in caso di pioggia, di fornire appiglio all\u2019acqua che non scorre via tutta trascinando anche il terreno che ricopre le radici superficiali (\u00e8 importante ricordare come le piante di olivo prediligano terreni collinari che sono in discesa\u2026).\r\nIl terreno viene poi concimato nei mesi di gennaio e febbraio: un tempo si utilizzava del concime organico (letame) adesso si preferisce un composto costituito per 50% da concime chimico e per 50% da concime di\u00a0origne\u00a0organica essiccato.\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\n[otw_is sidebar=otw-sidebar-3]","protected":false},"excerpt":{"rendered":"[captionpix align=&#8221;left&#8221; theme=&#8221;photo&#8221; width=&#8221;300&#8243; imgsrc=&#8221;http:\/\/i189.photobucket.com\/albums\/z269\/gpmari\/Olive\/DSCN3226-1.jpg&#8221;\u00a0captiontext=&#8221;\u00a9gpmari&#8221;] L&#8217;olivo, panorama italiano La pianta dell&#8217;olivo (Olea\u00a0europaea\u00a0sativa) \u00e8\u00a0tra quelle cha\u00a0maggiormente caratterizzano il panorama delle nostre campagne collinari. 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