﻿{"id":5832,"date":"2013-08-15T11:09:16","date_gmt":"2013-08-15T10:09:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.coquinaria.it\/?p=5832"},"modified":"2013-07-26T11:48:42","modified_gmt":"2013-07-26T09:48:42","slug":"la-storia-semiseria-della-cucina-italiana-6-apicio-e-le-ricettine-parte-seconda","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.coquinaria.it\/?p=5832","title":{"rendered":"LA STORIA SEMISERIA DELLA CUCINA ITALIANA. 6. Apicio e le ricettine &#8211; parte seconda"},"content":{"rendered":"[captionpix align=&#8221;left&#8221; v-align=&#8221;top&#8221; theme=&#8221;photo&#8221; width=&#8221;100&#8243; imgsrc=&#8221;http:\/\/www.coquinaria.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/enzo.jpg&#8221; captiontext=&#8221;di Enzo Raspolli&#8221;]\r\n<h3>LA STORIA SEMISERIA DELLA CUCINA ITALIANA.<\/h3>\r\n<h3>Capitolo 6. Apicio e le ricettine &#8211; parte seconda<\/h3>\r\nMa ritorniamo ai cibi, che dell\u2019organizzazione del banchetto parleremo poi.\r\nSentite questo pezzetto della Cena di Trimalcione\r\n<i>Infine, fu portato un vassoio con un enorme cinghiale. Trimalcione lo fiss\u00f2 dritto negli occhi gridando \u201cma come? Il cinghiale non \u00e8 stato pulito? Gli Dei mi sono testimoni, non lo \u00e8! Chiamatemi il cuoco!\u201d\r\nQuando il cuoco si avvicin\u00f2 alla tavola, con fare preoccupato e disse che si era dimenticato di pulirlo, Trimalcione lo apostrof\u00f2: \u201cCome sarebbe a dire dimenticato ? Spogliatelo!\u201d Senza frapporre indugi il cuoco fu spogliato ed attendeva timoroso fra le guardie.\r\nTutti allora iniziarono ad intercedere per lui. Il volto di Trimalcione si rasseren\u00f2 e disse: \u201cE va bene ! visto che hai una cos\u00ec cattiva memoria, pulisci questo cinghiale qui, sotto i nostri stessi occhi\u201d Ed il cuoco rivest\u00ec la tunica, prese il coltello da cucina e con mano insicura incise il cinghiale da una parte all\u2019altra del ventre. E subito dalle incisioni, dilatatesi per la spinta di quello che stava all\u2019interno, sgorg\u00f2 una grande quantit\u00e0 di salciccie arrostite e sanguinacci\u201d<\/i>\r\nMa gli scherzi potevano essere anche pi\u00f9 pesanti.\r\nAnche la qualit\u00e0 dei cibi era tesa a mostrare lo spreco.\r\nTra le leggi suntorie una puniva chi uccideva le scrofe gravide pochi giorni prima del parto, con conseguente morte dei maialini, per ricavare, dalle mammelle piene di latte, dei piatti da mostrare nel banchetto.\r\nSi hanno notizie di piatti preparati con le lingue di pappagallini africani, con cervelli di uccelletti minuscoli, insomma con quegli ingredienti che facevano fare un \u201cohh \u201c di meraviglia ai grezzi e ricchi invitati.\r\n\r\n[captionpix align=&#8221;right&#8221; v-align=&#8221;top&#8221; theme=&#8221;photo&#8221; width=&#8221;300&#8243; imgsrc=&#8221;http:\/\/www.coquinaria.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/banchetto-romano.jpg&#8221;]\r\n\r\nMa anche descrizioni chiaramente \u201cbarocche\u201d di un cinghiale ucciso al primo levarsi dei venti di zefiro, di triglie pescate nel mare interno di Marsiglia, di frutti di mare provenienti da zone particolarissime del mediterraneo davano il segno di questo gusto per l\u2019eccessivo, lo scenografico, l\u2019iperbole.\r\nTiberio, ricevuta in dono una triglia di quattro libbre, la mise praticamente all\u2019asta tra i crapuloni dell\u2019Urbe. Vinse Ottavio che scuc\u00ec 5.000 sesterzi.\r\nQuanto valevano? non si sa, non ci hanno mandato la governativa macchinetta-trappola per la conversione sesterzi\/euro.\r\nMarziale, nell\u2019epigramma XIII 71 scrive a proposito dei fenicotteri:\u00a0<i>Le mie penne rosse mi danno il nome, ma la mia lingua piace ai golosi. E se la mia lingua sapesse parlare?\u00a0<\/i>\r\n\r\nIo la tiro per le lunghe e alle ricette non ci siamo ancora arrivati.\r\nVia, eccone una per chiudere il capitolo.\r\nEd appunto vi trascrivo la ricetta per cucinare un fenicottero, caso mai ne aveste comprato qualcuno in pi\u00f9 alla coop. Ci si risente, gente!\r\n<i>Spenna il fenicottero, lavalo, preparalo per la cottura e mettilo in una pentola insieme ad acqua, sale, aneto e un poco di aceto. A mezza cottura aggiungi \u2013 affinch\u00e9 cuocia insieme al resto \u2013 un mazzetto di erbe aromatiche (porro e coriandolo). Poco prima che la cottura sia completa bagna con defrutum che lo colorir\u00e0. Ora pesta in un mortaio pepe, cumino, coriandolo, radice di laserpizio, menta e ruta, aggiungi aceto , dei datteri e bagna con il suo sugo. Versalo nella stessa pentola e lega la salsa con fecola. Quindi versa sulla carne e servi.\r\nLa stessa ricetta \u00e8 adatta anche per cucinare pappagalli.<\/i>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"[captionpix align=&#8221;left&#8221; v-align=&#8221;top&#8221; theme=&#8221;photo&#8221; width=&#8221;100&#8243; imgsrc=&#8221;http:\/\/www.coquinaria.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/enzo.jpg&#8221; captiontext=&#8221;di Enzo Raspolli&#8221;] LA STORIA SEMISERIA DELLA CUCINA ITALIANA. Capitolo 6. Apicio e le ricettine &#8211; parte seconda Ma ritorniamo ai cibi, che dell\u2019organizzazione del banchetto parleremo poi. 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