﻿{"id":6398,"date":"2016-03-01T09:10:01","date_gmt":"2016-03-01T08:10:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.coquinaria.it\/?p=6398"},"modified":"2020-03-17T18:08:49","modified_gmt":"2020-03-17T17:08:49","slug":"lorigine-della-pastiera","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.coquinaria.it\/?p=6398","title":{"rendered":"L&#8217;origine della Pastiera"},"content":{"rendered":"[captionpix align=&#8221;left&#8221; v-align=&#8221;top&#8221; theme=&#8221;photo&#8221; width=&#8221;100&#8243; imgsrc=&#8221;http:\/\/www.coquinaria.it\/forum\/core\/image.php?userid=4240&amp;dateline=1418141747&#8243;\u00a0imglink=&#8221;none&#8221; captiontext=&#8221;di Rosaria Rubino&#8221;]\r\n\r\nSi narra che la sirena Partenope, incantata dalla bellezza del golfo disteso tra Posillipo e il Vesuvio, avesse fissato l\u00ec la sua dimora.\r\nOgni primavera la bella sirena emergeva dalle acque per salutare la gente felice che popolava il golfo, allietandola con canti d&#8217;amore e di gioia.\r\n\r\n[captionpix align=&#8221;right&#8221; theme=&#8221;photo&#8221; width=&#8221;300&#8243; imgsrc=&#8221;http:\/\/www.coquinaria.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/pastiera1.jpg&#8221; imglink=&#8221;none&#8221; captiontext=&#8221;\u00a9nicolaimpallomeni.it&#8221;]\r\n\r\nUna volta la sua voce fu cos\u00ec melodiosa e soave che tutti gli abitanti ne rimasero affascinati e rapiti, accorsero verso il mare commossi dalla dolcezza del canto e delle parole d&#8217;amore che la sirena aveva loro dedicato.\r\nPer ringraziarla di cos\u00ec grande diletto, decisero di offrirle quanto pi\u00f9 di prezioso avessero.\r\n\r\nSette tra le pi\u00f9 belle fanciulle dei villaggi furono incaricate di consegnare i doni alla bella Partenope:\r\n<ul>\r\n\t<li>la farina, la forza e la ricchezza della campagna;<\/li>\r\n\t<li>la ricotta, omaggio di pastori e pecorelle;<\/li>\r\n\t<li>le uova, simbolo della vita che sempre si rinnova;<\/li>\r\n\t<li>il grano tenero bollito nel latte, prova dei due regni della natura;<\/li>\r\n\t<li>l&#8217;acqua di fior d&#8217;arancio, per i profumi della terra;<\/li>\r\n\t<li>le spezie, in rappresentanza dei popoli pi\u00f9 lontani del mondo;<\/li>\r\n\t<li>lo zucchero, infine, per esprimere l&#8217;ineffabile dolcezza profusa dal canto di Partenope in cielo, in terra ed in tutto l&#8217;universo.<\/li>\r\n<\/ul>\r\nLa sirena, felice per tanti doni, s&#8217;inabiss\u00f2 per fare ritorno alla sua dimora cristallina e depose le offerte preziose ai piedi degli dei. Questi inebriati anch&#8217;essi dal soavissimo canto, riunirono e mescolarono con arti divine tutti gli ingredienti, nacque cos\u00ec la pastiera.\r\n\r\nLa pastiera sia pure in forma rudimentale, accompagn\u00f2 le festi pagane celebranti il ritorno della primavera, durante le quali le sacerdotesse di Cerere portavano in processione l&#8217;uovo, simbolo di vita nascente.\r\nUn&#8217;altra ipotesi la fa risalire alle focacce rituali che si diffusero nell&#8217;epoca di Costantino il grande, derivate dall&#8217;offerta di latte e miele, che i catecumeni ricevevano nella sacra notte di Pasqua al termine della cerimonia battesimale.\r\n\r\nNella versione attuale l&#8217;invenzione \u00e8 attribuita alla pace segreta di un monastero napoletano, per opera di un ignota suora che volle, in questo dolce, simbologia della Resurrezione, si unisse il profumo dell&#8217;arancio del giardino conventale. Alla bianca ricotta, mescol\u00f2 una manciata di grano, che, sepolto nella bruna terra, germoglia e risorge splendente come oro, aggiunse poi le uova, simbolo di nuova vita, l&#8217;acqua mille fiori, odorosa come la primavera, il cedro e le aromatiche spezie venute dall&#8217;Asia. E&#8217; certo che le suore dell&#8217;antichissimo convento di S.Gregorio Armeno erano reputate maestre nella manipolazione della pastiera e nel periodo di Pasqua ne confezionavano in gran numero per le tavole delle dimore patrizie e della ricca borghesia d&#8217;allora.\r\n\r\nOgni brava massaia napoletana si ritiene detentrice dell&#8217;autentica, o della migliore, ricetta della pastiera.\r\nCi sono diciamo, due scuole: la pi\u00f9 antica insegna a mescolare alla ricotta semplici uova sbattute; la seconda decisamente innovatrice, raccomanda di mescolarvi una densa crema pasticciera che la rende pi\u00f9 leggera e morbida.\r\nLa pastiera va confezionata con un certo anticipo, non oltre il gioved\u00ec o il venerd\u00ec Santo, per dare agio a tutti gli aromi di cui \u00e8 intrisa, di bene amalgamarsi in un unico e inconfondibile sapore.\r\nAppositi ruoti di ferro stagnato sono destinati a contenere la pastiera, che in essi viene venduta e anche servita, poich\u00e9 \u00e8 assai fragile e a sformarla si rischia di spappolarla.","protected":false},"excerpt":{"rendered":"[captionpix align=&#8221;left&#8221; v-align=&#8221;top&#8221; theme=&#8221;photo&#8221; width=&#8221;100&#8243; imgsrc=&#8221;http:\/\/www.coquinaria.it\/forum\/core\/image.php?userid=4240&amp;dateline=1418141747&#8243;\u00a0imglink=&#8221;none&#8221; captiontext=&#8221;di Rosaria Rubino&#8221;] Si narra che la sirena Partenope, incantata dalla bellezza del golfo disteso tra Posillipo e il Vesuvio, avesse fissato l\u00ec la sua dimora. 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