﻿{"id":8442,"date":"2013-11-20T19:51:26","date_gmt":"2013-11-20T18:51:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.coquinaria.it\/?p=8442"},"modified":"2013-11-20T19:51:08","modified_gmt":"2013-11-20T18:51:08","slug":"olive-la-conservazione-introduzione-di-gpmari","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.coquinaria.it\/?p=8442","title":{"rendered":"OLIVE. La conservazione. Introduzione di gpmari"},"content":{"rendered":"[captionpix align=&#8221;left&#8221; theme=&#8221;photo&#8221; width=&#8221;100&#8243; imgsrc=&#8221;&#8221; captiontext=&#8221;di gpmari&#8221;]\r\n\r\nIo ho in giardino tre piccoli alberi di olivo del tipo &#8220;La bella di Cerignola&#8221;.\u00a0Producono quelle olive pugliesi bianche da tavola piuttosto grandi.\r\n\r\n[captionpix align=&#8221;right&#8221; theme=&#8221;photo&#8221; width=&#8221;300&#8243; imgsrc=&#8221;http:\/\/www.coquinaria.it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/olive-gpmari.jpg&#8221; captiontext=&#8221;di gpmari&#8221;]\r\n\r\nCome ogni anno, dopo averle raccolte, sto preparando le olive in salamoia.\r\nCome potete notare dalla foto, quest&#8217;anno, pur avendo effettuato la raccolta alla met\u00e0 di ottobre, siccome abbiamo avuto in settembre e ottobre delle temperature molto alte, una parte delle olive risultavano gi\u00e0 mature (olive scure) o in via di maturazione (olive cangianti); l&#8217;anno scorso le olive, sempre raccolte a met\u00e0 ottobre erano ancora quasi tutte verdi.\r\n\r\nLe olive, per diventare commestibili, devono essere <strong>&#8220;deamarizzate&#8221;,<\/strong> cio\u00e8 devono essere private della &#8220;oleuropeina&#8221; che \u00e8 un polifenolo responsabile del gusto profondamente e persistentemente amaro delle olive non trattate.\r\n\r\nIl processo di deamarizzazione consiste nell&#8217;idrolizzare la &#8220;oleuropeina&#8221; trasformandola in altre sostanze chimiche che sono solubili in acqua e quindi possono essere allontanate dalle olive.\r\n\r\nPer deamarizzare le olive esistono vari sistemi veloci di tipo industriale che consistono nel mettere le olive in una<strong> soluzione al 2\/3% di soda caustica (NaOH &#8211; idrossido di sodio) oppure potassa caustica (KOH &#8211; idrossido di\u00a0potassio). <\/strong>\r\n\r\nIl processo di deamarizzazione con questo sistema \u00e8 molto veloce, avviene in meno di 24 ore, ma piuttosto difficile da controllare; inoltre per una applicazione casalinga presenta anche l&#8217;inconveniente che\u00a0scaricando in fogna il bagno di soda o di potassa si inquina.\r\nInfine vi \u00e8 da considerare che il processo con queste basi forti porta via dalle olive in buona parte anche gli altri polifenoli presenti e quindi le priva di altre sostanze benefiche per l&#8217;organismo umano.\r\n\r\nEsiste poi un altro metodo, diffuso specialmente nelle campagne pugliesi, ed \u00e8 quella di mettere le olive in un <strong>impasto fluido di calce spenta<\/strong> (Ca(OH)2 &#8211; idrossido di calcio) <strong>mescolata con cenere di legna<\/strong> ed idratato a pasta\u00a0fluida; ma anche questo sistema richiede una buona esperienza per essere controllato oltre a controindicazioni analoghe al caso precedente sull&#8217;inquinamento.\r\n\r\n<strong>Io invece preferisco il metodo di deamarizzazione naturale biologico<\/strong>, che ha lo svantaggio di essere molto lungo (occorrono almeno 6 mesi), ma \u00e8 un metodo naturale senza utilizzo di sostanze chimiche e che sfrutta per il\u00a0processo di deamarizzazione solo i principi fisici della osmosi e la attivit\u00e0 di fermentazione di batteri lattici (principalmente <em>Lactobacillus plantarum<\/em>) che attraverso la produzione da parte dei batteri di sostanze chimiche\u00a0chiamate betaglucodasi ed esterasi riescono col tempo a degradare la oleuropeina idrolizzandola.\r\n\r\nIl processo, che poi vedremo in dettaglio, prevede una prima fase di lavaggi delle olive in acqua pura e poi una lunga sosta in una soluzione salina concentrata al termine della quale le olive, ormai mangiabili, vengono\u00a0trasferite nella salamoia finale di conservazione e di governo.\r\n\r\n&nbsp;","protected":false},"excerpt":{"rendered":"[captionpix align=&#8221;left&#8221; theme=&#8221;photo&#8221; width=&#8221;100&#8243; imgsrc=&#8221;&#8221; captiontext=&#8221;di gpmari&#8221;] Io ho in giardino tre piccoli alberi di olivo del tipo &#8220;La bella di Cerignola&#8221;.\u00a0Producono quelle olive pugliesi bianche da tavola piuttosto grandi. 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