di Rossanina

LA FARINA DI GRANO SARACENO

Grano saraceno

Il grano saraceno è il seme di una pianta denominata fagopyrum esculentum. Il termine “grano” deriva dal su utilizzo sostitutivo a quello del grano in alcune zone sfavorevoli alla produzione di quel cereale.

La pianta è in qualche modo legata alla famiglia del rabarbaro, invece che a quella del grano come potrebbe erroneamente far pensare il nome e, pertanto è completamente priva di glutine.

La farina che ne risulta è disponibile sia in versione chiara che scura ed ha un aroma piuttosto rustico, che ricorda un po’ la terra. Il colore della farina varia con la percentuale di parte esterna del chicco: maggiore sarò la percentuale più scura la farina, con conseguente arricchimento dell’aroma (un po’ quello che succede anche  nella farina di grano tra normale e integrale).

Ingrediente base di ricette tradizionali quali i pizzocheri, e la polenta taragna in Italia, delle galettes in Francia (la versione salata delle crepes), dei blinis in Russia e dei soba noodles in Giappone, è un ingrediente ideale anche nella cucina gluten free.

Se non avete problemi di intolleranza al glutine utilizzatela miscelata a farine con glutine, in modo da ottenere un prodotto più leggero.

Se non amate i sapori decisamente rustici, orientate la vostra scelta verso la tipologia chiara, decisamente più delicata.

NELLA CUCINA SENZA GLUTINE la farina di grano saraceno (acquistatene sempre di certificata!) è in grado di aggiungere proteine fibre e vitamine alle preparazioni.

La farina di grano saraceno chiara può essere utilizzata, nelle preparazioni senza glutine, in sostituzione fino a metà della farina di riso ed è perfetta per addensare salse, zuppe e stufati.

Se amate gli aromi decisi orientatevi verso la farina scura, consapevoli però che il risultato sarà un prodotto maggiormente denso e meno soffice. Per ottenere un risultato un po’ più soffice provate ad aggiungere un paio di cucchiai di fecola di patata al composto, controbilancerà la densità della struttura e aiuterà la lievitazione.

Si abbina bene alla farina di soia, a quella di ceci e a quella di quinoa.