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  • Qualche altro piatto di pesce come una volta

    Stuzzicata da una richiesta di Rossella Suozzi, e sulla scia di questi vecchi topic, ho pensato di mettere qualche altro piatto di pesce proveniente dalla mia terra di Romagna, ma che per mancanza di tempo non avevo ancora pubblicato.

    CANOCCHIE RIPIENE
    Canà ci se rimpìn

    per 4 persone

    1 kg di canocchie
    prezzemolo
    aglio
    pangrattato
    olio
    pepe e sale q.b.

    Pulire le canocchie tagliando le zampe e le pinne ventrali; tracciare sul dorso una incisione che vada dalla testa alla coda, dove inserirete un ripieno preparato con pangrattato, prezzemolo e aglio tritati, e conditi a vostro piacimento con sale pepe e olio.

    (Spingete bene il ripieno dentro la fessura in abbondanza, perché questo assorbirà tutti i succhi della canocchia, diventando un boccone squisito!)

    Le canocchie così farcite si possono cuocere in graticola spennellate di olio, oppure in padella in un sughetto leggero di pomodoro.
    Naturalmente le canocchie si mangiano prendendole con ambo le mani ed affondandovi le labbra, che si pungeranno!


    Ricetta tratta dal libro "Purà zi doni" Panozzo Editore
    ...fatti non foste a viver come bruti...

    http://www.emanuelepolverelli.it/Sit...Benvenuto.html

  • #2
    Prova a registrarti su photobucket che funzia meglio (tutta una scusa per vedere velocemente la foto di questa bella ricetta)
    Silvana

    www.doctordogs.org

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    • #3
      SUGO CON LE CANOCCHIE
      Sùg sal canà ci

      Rosolare nell'olio il prezzemolo e l'aglio tritati; aggiungere le canocchie pulite (avendo eliminato le zampe e le pinne ventrali) e tagliate a pezzi. Cuocere per 15/20 minuti. Aggiungere la pasta cotta e farla saltare nel sugo.

      Andiamo bene con spaghetti, sedanini, strozzapreti, ecc. ecc.

      Un'altra versione è con aggiunta di pomodoro, facendo cuocere un po' di più... le canocchie si svuoteranno un po' andando ad arricchire con la loro polpa il sughetto.
      ...fatti non foste a viver come bruti...

      http://www.emanuelepolverelli.it/Sit...Benvenuto.html

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      • #4
        Adesso va Silvana.

        Ora vado a prendere mia figlia alla festa di carnevale e quando torno ne metto un'altra
        ...fatti non foste a viver come bruti...

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        • #5
          Bello, bello, bello.
          Ma non si potrebbe, dopo la cottura, aprire le canocchie sulle linee laterali per favorire l'apertura a mano ed il servizio con un cucchiaino da caffè ?
          E poi, che ne pensi di una cottura con un sughetto leggero di pomodoro, per fare anche scarpetta ?

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          • #6
            Pubblicato originariamente da enzo raspolli Visualizza il messaggio
            Ma non si potrebbe, dopo la cottura, aprire le canocchie sulle linee laterali per favorire l'apertura a mano ed il servizio con un cucchiaino da caffè ?
            E poi, che ne pensi di una cottura con un sughetto leggero di pomodoro, per fare anche scarpetta ?
            Enzo, la variante con poco pomodoro è già contemplata e descritta in entrambe le preparazioni (come avrete notato sto attentissima a non dire mai ricette...) ma NON SI PUO', ASSOLUTAMENTE mangiare le canocchie col cucchiaino. E' in vigore una legge regionale che lo vieta su tutto il territorio!!!
            ...fatti non foste a viver come bruti...

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            • #7
              SARDONCINI SULLA TEGLIA
              Sardùn sla tègia
              La teglia era uno dei metodi più usati per la cottura del pesce.

              Prima si cuoceva la piadina, poi si spargeva un po' di sale grosso sulla teglia, e vi si adagiava il pesce. Per i pesci piccoli, sardoncini (sardùn), triglie (rà ssli), ghiozzetti (mursieùn) si facevano le coppiette, si univano cioè a gruppi di due/tre, per facilitarne la cottura.
              Un altro metodo era quello di infarinarli con un po' di polenta. Dopo pochi secondi erano già cotti, si mettevano in un piatto con un giro d'olio (quando c'era) e si mangiavano.

              I sardoncini


              Il pane e il companatico fra i più comuni


              .... Quando usavamo l'olio guardavamo fuori se l'era starlè o nuvlè (se era stellato o era nuvolo)" Se era bel tempo si poteva andare in mare e c'era la possibilità di guadagnare, allora potevamo abbondare con l'olio....

              Ricette e notizie tratte dal libro "Purazi doni" Panozzo Editore
              ...fatti non foste a viver come bruti...

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              • #8
                sono piatti stupendi, perfetti nella loro semplicità , grazie
                non volge indietro chi a stelle e' fisso (Leonardo Da Vinci)

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                • #9
                  Pubblicato originariamente da graziella66 Visualizza il messaggio
                  Enzo, la variante con poco pomodoro è già contemplata e descritta in entrambe le preparazioni (come avrete notato sto attentissima a non dire mai ricette...) ma NON SI PUO', ASSOLUTAMENTE mangiare le canocchie col cucchiaino. E' in vigore una legge regionale che lo vieta su tutto il territorio!!!
                  Graziella, specifica .... Territorio nazionale e internazionalemangiare le cannocchie col cucchiaino merita il massimo della pena!! Si ciucciano e basta!!!Son splendide... purtroppo a casa anch'io ho gente che sbuffa e non ha pazienza a cercarsi la polpa con i denti , ma io insisto...

                  a volte mi impietosisco e quando le faccio bollite le preparo già pulite e sgusciate, ma la testa deve rimanere!!!

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                  • #10
                    Graziella, quanto siamo uguali per tradizioni culinarie.... io faccio le stesse ricette esattamente nello stesso modo!!!!

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                    • #11
                      Io dissento, non sulla preparazione che mi convince assai, ma sulla mistica della sofferenza.
                      Anche perché è un po' maleducato offrire agli ospiti, magari poco abituati, delle cose che pungono le labbra oppure, al contrario, privarli di una buona cosa.
                      Quindi ho imparato con piacere un piccolo trucco che uso quando le cannocchie tra le crudità di pesce.
                      Se con le forbici si taglia il contorno sui tre lati, esclusa la testa, con un semplice gesto si toglie una delle "coperture" pungenti della cannocchia e si ha tutta la polpa a portata di cucchiaino.
                      Nulla cambia nella sostanza ma aumenta parecchio il gusto nel mangiarle. Anzi è più facile condire (o riempire) l'interno e l'ospite ne gode.
                      Non si può fare per le preparazioni che richiedono una lunga cottura, perché altrimenti la polpa se ne va, ma forse, per quella bella preparazione che dici tu, si potrebbe tentare di umanizzare la mangiata ed anche evitare imbarazzanti rumoretti a tavola.

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                      • #12
                        Graziella, la scorsa settimana ho fatto i tuoi quadrucci con le vongole, buoni!
                        le ricette che hai messo oggi invece le faccio tali e quali.....ah, le panocchie anche io le "ingentilisco alle labbra" tagliando con un colpo di forbice i lati ma solo le sporgenze, lasciandole quindi chiuse lateralmente cosi non si seccano e le labbra non si stagliucciano tutte!!!
                        Monica

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                        • #13
                          In genere si "denuda" la canocchia solo quando si serve bollita, privandola della parte superiore del guscio e lasciando la parte inferiore alla quale rimane attaccata la polpa.

                          Nel caso di preparazioni col sughetto come queste, chi cucina dovrebbe riprendere in mano le canocchie una ad una e poi rimetterle nel sugo.... preferisco riservarle ad una cena informale dove non ci sono problemi di etichetta per qualche "ciucciata"....

                          Enzo, a proposito di rumorini, uno di questi giorni pubblico le lumachine e allora lì se ne vedono delle belle!
                          ...fatti non foste a viver come bruti...

                          http://www.emanuelepolverelli.it/Sit...Benvenuto.html

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                          • #14
                            che belli questi tuoi topic, Graziella!
                            Grazie per condividere queste vecchie ricette con noi
                            Tu mi hai fatto conoscere amici che non conoscevo, Tu mi hai fatto sedere in case che non erano la mia, Chi mi era lontano oggi è vicino e lo straniero è divenuto mio fratello (Tagore)

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                            • #15
                              le ricette della Graziella sono uno spettacolo!!!!!
                              ho già provato le due precedenti (vedi topic mangiare povero dell'Adriatico) e sono state un successo: piaciute tantissimo agli ospiti nella loro gustosissima semplicità , hanno anche emozionato me che le ho eseguite e che ho percepito totalmente e concretamente quanto siano semplici nella loro essenza e nel loro gusto strepitoso.

                              Brava Graziella, spero tu ne metta ancora altre.
                              silvia

                              Non ci siamo ritrovati per farci vedere, e neppure per mangiare: per quello sarebbe bastato un ristorante.
                              Noi ci siamo mangiati.
                              (enzo)

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