Vado sul classico, ma non posso esimermi: proprio oggi si celebrano in tutta Italia i 200 anni di una delle poesie più famose e belle, che riesce ad emozionarmi sempre, nonostante il linguaggio a tratti arcaico, nonostante obbligate e cantilenanti ripetizioni a memoria, nonostante qualche insegnante con un eccessivo amore per le parafrasi e le note critiche.
Leggetela, se vi va, facendovi risuonare in bocca e nel cuore ogni parola.
Vi auguro la stessa serenità che provo io, ogni volta che lo faccio
Infinito.jpg
L'infinito
Giacomo Leopardi
Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
Dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminato
Spazio di là da quella, e sovrumani
Silenzi, e profondissima quiete
Io nel pensier mi fingo, ove per poco
Il cor non si spaura. E come il vento
Odo stormir tra queste piante, io quello
Infinito silenzio a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e il suon di lei. Così tra questa
Immensità s'annega il pensier mio:
E il naufragar m'è dolce in questo mare.
Leggetela, se vi va, facendovi risuonare in bocca e nel cuore ogni parola.
Vi auguro la stessa serenità che provo io, ogni volta che lo faccio

Infinito.jpg
L'infinito
Giacomo Leopardi
Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
Dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminato
Spazio di là da quella, e sovrumani
Silenzi, e profondissima quiete
Io nel pensier mi fingo, ove per poco
Il cor non si spaura. E come il vento
Odo stormir tra queste piante, io quello
Infinito silenzio a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e il suon di lei. Così tra questa
Immensità s'annega il pensier mio:
E il naufragar m'è dolce in questo mare.




grazie Paola, oggi sono andata a leggerla all’asilo e abbiamo costruito il monte Tabor con l’argilla
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