Oggi ho dovuto affrontare uno dei momenti più difficili della mia vita.
Lei è mia zia.
La donna così bella da essere rinominata da mio nonno "Liz Taylor", raffinata ed elegante che mi ha trasmesso buona parte del mio amore per la cucina.
La donna amante dei viaggi, appassionata alpinista ed escursionista.
La donna che per ogni Natale, ed ogni anno al compleanno di mio zio, ci mette a tavola in una decina con un pranzo ogni volta studiato per l'occasione, riproponendo piatti assaggiati in questo o quel ristorante.
La donna che ha creduto in me, mi ha appoggiato quando ho iniziato a lavorare a Carpi e che mi ha sostenuto e ha gioito con me quando ho cambiato lavoro e sono tornata a Bologna (si, da questa settimana ho cambiato lavoro e sono tornata a Bologna, ma questa è un'altra storia).
La donna che, ogni volta che andavamo a pranzo a casa sua, non voleva che nessuno entrasse in cucina, perché la sua cucina è sacra. Nessuno, tranne me. Io ero l'unica che aveva questo pregio, ero la sua aiutante speciale e ne andavo così fiera! Avevo accesso in anteprima alle sue creazioni, la aiutavo a sistemare le candeline o la frutta nel piatto, o il dolce, e uscivo con il piatto tutta orgogliosa, come se il merito di tanta bontà fosse anche un po' mio.
La donna che mi ha passato le sue ricette e addirittura, lei, provetta cuoca!, ha chiesto a me come fare le meringhe "perché a me si sgonfiano sempre". Quante volte le ho parlato di voi, dei nostri raduni, del forum! Sicuramente è venuta a trovarci, incuriosita dai miei racconti, e ha preso qualche spunto. E, nonostante cucini così bene, mangia poche cose. Adora i dolci, specie le meringhe con la crema di marroni e le brioche ai semi di papavero, per non dire del torrone! L'anno scorso ha divorato quello che avevo fatto per lei.
La donna che, una volta cresciuta, ha visto in me sbocciare una passione, e per far sì che non si smorzasse, ogni anno mi regala l'abbonamento a la "Cucina Italiana".
Insomma, un bel pezzo della mia infanzia e adolescenza.
Adoravo andare a pranzo dai miei zii. Mio zio, sempre allegro e con la battuta pronta, e mia zia.. beh, io e lei avevamo un segreto in cucina, era come se i suoi piatti fossero così buoni anche grazie a me.
Ebbene.. dopo qualche segno di confusione e svogliatezza delle ultime due settimane, alla mia amatissima zia è stato diagnosticato mercoledì un tumore al cervello.
Eravamo increduli alla notizia, e per la prima volta ho sentito mio zio, di solito sempre sorridente, crollare miseramente.
In questi due giorni le cose sono precipitate sempre più, e le hanno dato ormai poche ore di vita. Quel maledetto mostro la sta divorando ad una velocità impressionante. Resta l'unica consolazione che se ne andrà dolcemente, senza soffrire.
Oggi sono andata a trovarla, e l'ho dovuta salutare, lei era in coma. Quanto dolore, quanto è stato difficile dirle addio! Non siamo mai pronti a salutare qualcuno di caro, se poi ti viene portato via in modo così improvviso e assurdo non hai neanche la possibilità di fartene una ragione.
E' questione di ore, forse di pochi giorni.. attendiamo da mio zio una telefonata che non vorremmo mai sentire. Ma io voglio ricordarla sempre sorridente, davanti ai fornelli o al frigorifero, sicura del fatto che ogni volta che cucinerà un dolce o preparerà la sua amata meringa l'avrà accanto, e una fetta speciale sarà tutta per lei.
Ciao zia, e grazie di tutto.
Oggi alle 16 mia zia se n'è andata. Sembra non abbia sofferto, e questo ci rincuora. La sua eleganza e bellezza non sono state toccate da quel mostro, e questo ci rasserena.
Ma resta un dolore incredibile che solo il tempo può colmare.
Buon ultimo viaggio, zietta.
Grazie a tutti voi della vicinanza.
Lei è mia zia.
La donna così bella da essere rinominata da mio nonno "Liz Taylor", raffinata ed elegante che mi ha trasmesso buona parte del mio amore per la cucina.
La donna amante dei viaggi, appassionata alpinista ed escursionista.
La donna che per ogni Natale, ed ogni anno al compleanno di mio zio, ci mette a tavola in una decina con un pranzo ogni volta studiato per l'occasione, riproponendo piatti assaggiati in questo o quel ristorante.
La donna che ha creduto in me, mi ha appoggiato quando ho iniziato a lavorare a Carpi e che mi ha sostenuto e ha gioito con me quando ho cambiato lavoro e sono tornata a Bologna (si, da questa settimana ho cambiato lavoro e sono tornata a Bologna, ma questa è un'altra storia).
La donna che, ogni volta che andavamo a pranzo a casa sua, non voleva che nessuno entrasse in cucina, perché la sua cucina è sacra. Nessuno, tranne me. Io ero l'unica che aveva questo pregio, ero la sua aiutante speciale e ne andavo così fiera! Avevo accesso in anteprima alle sue creazioni, la aiutavo a sistemare le candeline o la frutta nel piatto, o il dolce, e uscivo con il piatto tutta orgogliosa, come se il merito di tanta bontà fosse anche un po' mio.
La donna che mi ha passato le sue ricette e addirittura, lei, provetta cuoca!, ha chiesto a me come fare le meringhe "perché a me si sgonfiano sempre". Quante volte le ho parlato di voi, dei nostri raduni, del forum! Sicuramente è venuta a trovarci, incuriosita dai miei racconti, e ha preso qualche spunto. E, nonostante cucini così bene, mangia poche cose. Adora i dolci, specie le meringhe con la crema di marroni e le brioche ai semi di papavero, per non dire del torrone! L'anno scorso ha divorato quello che avevo fatto per lei.
La donna che, una volta cresciuta, ha visto in me sbocciare una passione, e per far sì che non si smorzasse, ogni anno mi regala l'abbonamento a la "Cucina Italiana".
Insomma, un bel pezzo della mia infanzia e adolescenza.
Adoravo andare a pranzo dai miei zii. Mio zio, sempre allegro e con la battuta pronta, e mia zia.. beh, io e lei avevamo un segreto in cucina, era come se i suoi piatti fossero così buoni anche grazie a me.
Ebbene.. dopo qualche segno di confusione e svogliatezza delle ultime due settimane, alla mia amatissima zia è stato diagnosticato mercoledì un tumore al cervello.
Eravamo increduli alla notizia, e per la prima volta ho sentito mio zio, di solito sempre sorridente, crollare miseramente.
In questi due giorni le cose sono precipitate sempre più, e le hanno dato ormai poche ore di vita. Quel maledetto mostro la sta divorando ad una velocità impressionante. Resta l'unica consolazione che se ne andrà dolcemente, senza soffrire.
Oggi sono andata a trovarla, e l'ho dovuta salutare, lei era in coma. Quanto dolore, quanto è stato difficile dirle addio! Non siamo mai pronti a salutare qualcuno di caro, se poi ti viene portato via in modo così improvviso e assurdo non hai neanche la possibilità di fartene una ragione.
E' questione di ore, forse di pochi giorni.. attendiamo da mio zio una telefonata che non vorremmo mai sentire. Ma io voglio ricordarla sempre sorridente, davanti ai fornelli o al frigorifero, sicura del fatto che ogni volta che cucinerà un dolce o preparerà la sua amata meringa l'avrà accanto, e una fetta speciale sarà tutta per lei.
Ciao zia, e grazie di tutto.
Oggi alle 16 mia zia se n'è andata. Sembra non abbia sofferto, e questo ci rincuora. La sua eleganza e bellezza non sono state toccate da quel mostro, e questo ci rasserena.
Ma resta un dolore incredibile che solo il tempo può colmare.
Buon ultimo viaggio, zietta.
Grazie a tutti voi della vicinanza.



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