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  • Parmigiana di melanzane o, più correttamente, melanzane alla parmigiana

    Parmigiana di melanzane o, più correttamente, melanzane alla parmigiana

    Jeanne Carola Francesconi, nella sua opera "La cucina napoletana" così introduce questo piatto.

    "Un'altra gloria della cucina napoletana è la parmigiana. Pochi elementari sapori che si
    completano ed ecco un piatto squisito, saporito e appetitoso, che ben si addice all'estate".

    Vi sono sempre state grandi discussioni fra napoletani e siciliani sulla paternità di questa
    ricetta ed anche sull'origine del nome.

    Riassumo qui le posizioni.

    I siciliani rivendicano una più antica tradizione nell'utilizzo delle melanzane e fanno derivare il nome di parmigiana da una deformazione del termine dialettale "parmiciana" con il quale si intende l'insieme delle listarelle che formano l'interno delle persiane.

    Il nome, dicono, si rifà alla disposizione delle melanzane nei singoli strati della parmigiana che vengono parzialmente sovrapposte le une alle altre.

    In effetti le melanzane, che provengono dall'India, furono introdotte in Europa dagli arabi nel corso del Medioevo e, quindi, certamente i siciliani, che subirono una dominazione araba fra il nono e l'undicesimo secolo, conobbero e impararono a mangiare le melanzane fin da quel periodo.

    Perà , secondo gli studi sulla cucina medioevale di Terence Scully, professore di letteratura francese in una università candese, il termine parmigiana era diffuso in Eurona nel basso medioevo per indicare delle preparazioni del tipo di torte ripiene di ingredienti di carne o di pesce, sempre fritti, e disposti a strati, chiuse da un involucro di pasta.

    Si trattava di preparazioni di cucina ricca, mentre invece, probabilmente la tradizione di
    cucinare con strati di verdure fritte avrebbe una origine più popolare, perché in quei periodi la cucina povera era quasi esclusivamente vegetariana.

    Va infine osservato che la tradizione siciliana della parmigiana prevede, come formaggio,
    l'utilizzo del pecorino o del caciocavallo, ma mai del parmigiano.

    Per contrapposizione la cucina classica napoletana nobiliare utilizza molto spesso il
    formaggio parmigiano ed è ricca di una serie di preparazioni definite "a la parmegiana" dove ingredienti fritti, disposti a strati, conditi con parmigiano e salse varie venivano stufati nel forno.

    Vincenzo Corrado, il grande cuoco e latterato di origini pugliesi, nella sua opera "Il cuoco
    galante", ed ancor più nell'opera "Del cibo pitagorico" esclusvamente dedicato ai cibi
    vegetariani, illustra tutta una serie di ricette di vegetali "alla parmegiana".

    Fra di esse vi è una ricetta di "zucche lunghe alla parmegiana" che ha grandissime affinità con la ricetta delle melanzane alla parmigiana.

    Ve ne riporto il testo.

    "Le zucche lunghe devono essere nè troppo grosse, nè piccole.

    Prima di cuocerle bisogna raderle d'intorno, e tagliarle in sottili fette rotonde; poi spolverate di sale per qualche tempo, acciochè mandino fuori un certo cattivo umore, e si renda la loro carne piechevole da usarla in quelle maniere che si dirà , si spremono fra le mani, o fra due tondi, si infarinano e si friggono nello strutto.

    Si servono in un piatto, frammezzate di parmegiano, e butirro, coverte con salsa di gialli d'uova e butirro, rassodate nel forno."

    Il Corrado parla di sfuggita anche dei "petronciani", antico nome delle melanzane, che, a
    quell'epoca, seconda metà del diciottesimo secolo, erano ancora poco diffuse a causa di false dicerie sulla loro tossicità , per scrivere quanto segue.

    "I petronciani per usarli bisogna pulirli dalla corteccia, e poi darli una lessata per toglierli una certa malignità , che potrebbe nuocere; o pure polverati di sale per estrarre il cattivo umore.

    Bianchiti li petronciani si possono servire in tutte quelle maniere, che furono esposte
    parlando delle zucche, pastinache e pomidoro."

    Per trovare invece il primo esempio di ricetta di melanzane alla parmigiana bisognerà però attendere circa mezzo secolo più tardi quando Ippolito Cavalcanti nella sua "Cucina
    casareccia in dialetto napolitano" , appendice della "Cucina teorico-pratica", presenta la
    seguente ricetta.

    Molignane alla parmisciana

    Piglia chelle belle molignane nere, le lieve la scorza e ne faie felle felle, po le miette ncoppa a lo bancone a scolare, a scolare co lo sale per miezo, co no mortaro ncoppo per pisemo per nce fà scolà chell'acqua amara; doppo le spriemme bone e le farraje fritte, e po l'accungiarraje dint' a no ruoto a felaro a felaro, co lo caso grattato, vasenecola ntretata, e brodo de stufato o co la sauza de pommodore, e co lo tiesto ncoppa le farraje stufà ."

    Da queste testimonianza deriva la mia opinione che "melanzane alla parmigiana" è
    storicamente il nome più corretto di una tradizionale preparazione della cucina napoletana il cui nome deriva dall'uso che in essa si fa del formaggio parmigiano.

    Si narra che negli anni cinquanta, le migliori melanzane alla parmigiana, si mangiavano ad Ischia nella trattoria delle sorelle Pirozzi, un terrazzo sotto un pergolato d'uva con vista sul Castello Aragonese.

    Io, pur avendo frequentato Ischia in qualche estate di quel decennio, non ho mai avuto la
    fortuna di provare quella parmigiana.

    In compenso, però, vi presento la ricetta che, secondo Jeanne Carola Francesconi, è quella originale segreta delle sorelle Pirozzi con alcune mie note e considerazioni aggiuntive.

    CONTINUA

  • #2
    Sono in trepidante attesa.....
    la mia casetta virtuale

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    • #3
      Parmigiana di melanzane o, più correttamente, melanzane alla parmigiana

      CONTINUAZIONE

      Ricetta

      Ingredienti per 10 porzioni

      Melanzane nere lunghe napoletane kg 2
      Olio di oliva per friggere litri 1
      Pomodori San Marzano freschi kg 2
      Cipolla tritata 50 g
      Basilico abbondante
      Fior di latte g 300
      Uova 2
      Parmigiano grattugiato 60 g


      Procedimento

      Tagliare i pomodori San Marzano in pezzi grossolani, metterli in una pentola con la cipolla tritata ed un rametto di basilico.

      Mettere la pentola su un fuoco medio moderato, portare ad ebollizione e lasciare sobollire per 15 minuti.

      Passare i pomodori bolliti e ammorbiditi al passaverdura.

      Io, invece che passarli, preferisco frullarli al Bimby, perché, come ho già più volte sottolineato, preferisco utilizzare nella salsa anche bucce e semi per il loro alto contenuto di sapori e sostanze nutritive.

      Rimettere il passato o frullato di pomodoro, condito con sale e pepe, al fuoco dolce e lasciare asciugare fino a consistenza cremosa.

      Come avrete notato in questa salsa di pomodoro non viene utilizzato condimento.

      E' questo il primo dei segreti di una buona parmigiana; le melanzane, durante la frittura assorbono parecchio olio, pertanto, se si friggono, come previsto dalla ricetta, in olio di oliva, anche se asciugate con carta da cucina, mantengono una sufficiente quantità di olio per condire bene la parmigiana senza renderla untuosa.

      Passiamo alla frittura delle melanzane, operazione piuttosto delicata.

      Prima questione: sbucciare o non sbucciare le melanzane.

      Come avrete notato le ricette del Corrado e del Cavalcanti, come anche la ricetta riportata da Jeanne Carola Francesconi, prevedono che le melanzane vengano preventivamente sbucciate.

      Io ritengo che questa procedura, che fin dalla mia più tenera infanzia, a casa mia non è stata mai applicata, sia essenzialmente un retaggio della credenza popolare di un contenuto letale nelle melanzane che si concentra nella buccia.

      In conclusione io non le sbuccio.

      Le melanzane vanno tagliate per lungo ad uno spessore di 7/8 mm.





      Le ricette tradizionali a questo punto suggeriscono di mettere le melanzane con un po' di sale per fare spurgare parte della loro acqua di vegetazione; questa abitudine era necessaria con le melanzane di un tempo che avevano da crude un gusto abbastanza amaro; con i moderni cultivar di melanzane, anche se si utilizzano melanzane lunghe con abbondanti semi interni, questa operazione non è più necessaria perché le melanzane oggi sono più dolci.

      Altra questione: le melanzane vanno infarinate prima di friggerle?

      Io propendo per il no e ve ne spiego la ragione.

      Il velo di farina assorbe in piccola parte umidità interna della melanzane e si trasforma in una pastella che non appena a contatto con l'olio caldo, forma, in pochi secondi, una crosta croccante ed in parte impermeabile che limita l'ulteriore evaporazione di acqua dalle melanzane man mano che il cuore si riscalda.

      Ne consegue che con l'infarinatura si ottengono delle melanzane fritte più croccanti, ma con un maggiore contenuto di acqua.

      Per ottenere una parmigiana saporita e con sapori ben amalgamati è preferibile che le fette di melanzane non siano coperte da una crosta impermeabile e che siano maggiormente disidratate per favorire, durante la cottura in forno, l'assorbimento della salsa di pomodoro e gli aromi volatili che si sprigionano dalla foglie di basilico.

      Passiamo infine alla procedura per la frittura.

      Come detto le melanzane sono molto avide di olio e ricche di acqua, quindi, per evitare l'ottenimento di un prodotto fritto eccessivamente untuoso, è necessario un perfetto controllo dei parametri di frittura.

      Per evitare che le melanzane assorbano olio in eccesso è assolutamente necessario che in nessuna fase del processo di frittura l'olio scenda al di sotto dei 150°C.

      D'altra parte l'elevato contenuto di acqua delle melamzane fa si che il calo di temperatura dell'olio all'immersione delle melanzane è consistente e dipende dal rapporto dei pesi fra melanzane e olio, nonchè dalla temperatura dell'olio all'immersione, nonchè da altri parametri quali lo spessore delle melanzane, la qualità delle stesse e la qualità dell'olio; ha anche influenza il recipiente di frittura e la potenza del bruciatore.

      Dopo vari esperimenti io ho messo a punto la seguente pratica operativa per la frittura delle melanzane che è perfetta per le mie condizioni, ma può anche essere sperimentata, ed eventualmente adattata, da altri nelle loro condizioni, che possono essere leggermente differenti.

      Io utilizzo 1 litro di olio di oliva, non extravergine, che preriscaldo a 178°C, nel quale immergo 5/6 fette di melanzane che lascio friggere per 6 minuti rivoltandole a metà tempo.

      Utilizzo una friggitrice a cestello di alluminio posizionata sul bruciatore grande del piano cottura posizionato alla massima portata di gas metano.

      Per effetto della temperatura delle melanzane e dell'acqua che progressivamente evapora dalle stesse, la temperatura dell'olio, dopo un iniziale innalzamento a 180°C per isteresi, scende progressivamente da 180°C a 153 - 156°C in circa 4 minuti, per poi cominciare lentamente a risalire.

      Se nella risalita, prima del termine dei sei minuti raggiunge i 160°C, riduco la portata di gas al bruciatore per evitare ulteriore innalzamento di temperatura.

      Cambiando le condizioni: potenza del bruciatore, qualità delle melanzane, spessore delle fette, qualità dell'olio, cambiano anche i parametri di temperatura, ma bastano un paio di prove per trovare le condizioni ottimali nel proprio caso.








      Dopo aver fritto le melanzane si stendono allineate su un doppio foglio di carta da cucina e si ricoprono con altre carta pressando leggermente.

      Per una buona cessione di olio alla carta è bene che trascorrano alcune ore; in genere io friggo le melanzane al pomeriggio e poi compongo la parmigiana all'indomani mattina.

      Per la composizione della parmigiana si deve scegliere un recipiente sufficiente per formare almeno tre strati completi con le fette di melanzane disponibili; la parmigiana infatti per essere ottimale deve essere alta almeno 3 cm, meglio se di più.

      Per comporre la parmigiana, approntare:

      la salsa di pomodoro intiepidita,
      30 foglie di basilico intere,
      60 g di parmigiano grattugiato,
      una ciotola con due uova sbattute, salate e mescolate con 8 cucchiai di salsa di pomodoro,
      il fiordilatte tagliato in fettine di 3/4 mm di spessore.

      Riguardo al fiordilatte, voglio precisare che non deve essere molto umido per evitare che durante la cottura rilasci eccessivo siero che andrebbe ad ammollare le melanzane; per tale motivo non va mai utilizzata mozzerella di bufana nella farcitura della parmigiana; sempre per il motivo precedente è consigliabile utilizzare fiordilatte acquistato il giorno prima e lasciato asciugare in frigorifero.

      Io non aggiungo sempre il fiordilatte nella parmigiana; dipende da come intendo consumarla.

      Se la parmigiana va consumata tiepida subito dopo l'infornamento ed un breve assestamento, il fioridilatte arricchisce la preparazione; se, invece, la parmigiana va consumata fredda, dopo eventuale conservazione in frigorifero, preferisco prepararla senza fiordilatte, perché in tal caso i pezzi di fiordilatte diventano asciutti e gommosi, poco gradevoli al palato.

      Per l'assemblaggio della parmigiana procedo così.

      Sul fondo della teglia di cottura metto un primo straterello di salsa di pomodoro.

      Poi riempio completamente con uno strato di fette di melanzane fritte, messe fra loro parallele e sovrapposte sul lato lungo per qualche millimetro.





      Completato lo strato di melanzane, lo cospargo con un po' cucchiaiate dell'uovo sbattuto mescolato con la salsa di pomodoro, poi, con il cucchiao spargo questa salsa a formare un sottile strato uniforme per tutta la superficie.

      Poi aggiungo ancora qualche cucchiaiata di salsa di pomodoro, una quindicina di foglie di basilico intere ed una abbondante spolverizzata di formaggio parmigiano grattugiato.

      Qualora si aggiunga il fiordilatte, le fettine di quest'ultimo vanno aggiunte in questa fase prima del parmigiano.





      Ripetere un secondo strato di melanzane e le medesime aggiunte.

      Dopo aver steso il terzo ed ultimo strato di melanzane aggiungere solo qualche foglia di basilico, abbondante salsa di pomodoro ed abbondante parmigiano grattugiato fino ad imbiancare completamente tutta la superficie della parmigiana.





      La parmigiana va infornata a 200°C per 40 minuti; negli ultimi 10 minuti inserire la funzione ventilato in modo da asciugare e far formare una crosticina sulla superficie.





      Cordiali saluti a tutti

      Giampaolo

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      • #4
        ... più esauriente di così..

        sbuccio le melanzane:

        1 - perché quando poi vado a tagliarle più di una volta mi è successo di "tirarmi dietro" tutta la fetta perché il coltello si era impigliato nella buccia

        2 - perché la buccia fritta rimane dura e contrasta spiacevolmente con la cremosità dell'insieme


        ottimo il suggerimento di non condire la salsa di pomodoro per non appensantire la

        preparazione ma comunque visto che metto solo qualche cucchiaio di olio per far soffriggere

        un po' di cipolla e poi passo tutto ...però ci penserà ...

        farina sì o farina no per friggerle?

        farina sì... assorbono meno olio ...e il contenuto di acqua dipende dallo spessore delle fette ..

        con il riposo, che anche tu consigli sia lungo, perdono olio e acqua ...

        belli i tuoi topic, così ricchi di informazioni storiche e anche tecniche ...
        Dubium sapientiae initium. (Cartesio)

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        • #5
          Pubblicato originariamente da Marisa Visualizza il messaggio
          belli i tuoi topic, così ricchi di informazioni storiche e anche tecniche ...
          Condivido appieno, e apprezzo molto i suggerimenti per la frittura, grazie!
          Graziella

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          • #6
            Ciao giampaolo,

            bella la tua ricetta! Pensavo usassi le due uova per passarci le melanzane prima di friggerle. Invece, leggendo, ho scoperto di no. Noi, a casa, preferiamo infarinare e passare le fettina di melanzane nell'uovo sbattuto prima di friggerle. Penso che nel barese sia tradizione fare così.
            tania

            www.picciecapricci.blogspot.com

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            • #7
              Sei proprio bravo!
              Chissà che dopo questa lezione io non impari a friggere!
              Aprire il forum di Coquinaria mi consente una "sostenibile leggerezza dell'essere"
              Elzen

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              • #8
                Bella la ricetta e bellissime le spiegazioni,grazie Giampaolo.Io faccio la parmigiana come tu dici a parte la presenza delle uova:non le metto e neppure sapevo che ci andassero,se non perché qualcuno le mette mi sembra sode. Io non sbuccio le melanzane e non le infarino,le friggo in olio profondo e poi le faccio asciugare su carta da cucina.
                Annamaria

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                • #9
                  Apprezzo molto le tue note storiche riguardo alla ricetta di melanzane alla parmigiana e la tua solita precisione nello spiegare i vari passaggi, però preferisco non mettere l'uovo e non fare la teglia intera ma farmi i miei soliti sandwich
                  Mi ha confortato in questo prima Don Alfonso Jaccarino, hai visto la sua torre di melanzane?
                  Qui ne avevo fatto una brutta copia, accc... non si vede più la foto, te la posso mettere qui?



                  Ho assaggiato le melanzane alla parmigiana ( sono una mia passione) anche a Villa Crespi da Cannavacciuolo, altro grande chef stellato d'origine sorrentina, e pure lui le presenta in monoporzione, a sandwich, rivisitando la preparazione tradizionale.
                  Nel sito dice a proposito della sua

                  "Filosofia di Cucina con passione

                  La cucina è un espressione della vita e come tale non si ferma mai, è sempre uno studiare, un crescere. Lo stesso piatto può cambiare con il tempo, così come cambio io ogni giorno.
                  E' una introspezione continua prima dentro me stesso e poi nella mia cucina di riflesso.

                  Cerco di portare il prodotto alla sua vera essenza e di esaltarlo e abbinarlo con altri pochi ingredienti e cerco di dare al cliente emozioni non piatte e di trasmettergli qualcosa di autentico attraverso la cucina, attraverso il gusto, attraverso la mia creatività .

                  Un mio piatto può essere una rivisitazione della tradizione oppure anche qualcosa di totalmente nuovo che sento in quel momento e per quel specifico ingrediente; un continuo divenire di forme, gusti e colori. Ti lasci andare, guidare...
                  Mi ritengo a modo mio un rivoluzionario per la velocità in cui mi rinnovo ricette, tecniche ed idee."

                  Grazie Giampy, mi hai dato utili spunti di riflessione
                  "...nella vita non è importante per quanto tempo saremo insieme, quello che succederà in futuro, i progetti che non potremo condividere.. l'importante è esserci incontrati.. è questo l'importante"
                  Il mio blog: Tentazioni di gusto

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                  • #10
                    grazie Gp,le info sulla frittura sono davvero interessanti.

                    (anche a Lecce ho visto usare le uova ma per per friggere le melanzane)
                    Federica

                    Commenta


                    • #11
                      Grazie GP, molto interessante!!
                      ...fatti non foste a viver come bruti...

                      http://www.emanuelepolverelli.it/Sit...Benvenuto.html

                      Commenta


                      • #12
                        vorrei sapere l'uso dell'uovo.Serve per insaporire o per far si' che la melanzana resti compatta a mo' di tortino?Le melanzane le faccio come Annamaria Romano e la mozzarella la uso solamente se la parmigiana viene mangiata calda.Pero' a me piace tiepida e quindi niente mozzarella.Ottima spiegazione e bellissime foto
                        stefania
                        AINAFETS
                        non inutili parole voglio-ma muti sorrisi,non gesti affrettati ma placide carezze

                        Commenta


                        • #13
                          Complimenti per la ricerca,interessante come al solito.
                          Seguo la stessa ricetta ( ma sbuccio le melanzane e le metto sotto sale) e "a me piace" come diceva Totà .
                          Per quanto riguarda la frittura, non ho il termometro, per cui continuerà ad affidarmi a sant'ingarro.
                          Ciao
                          Carmen
                          Carmen

                          Commenta


                          • #14
                            grazie, giampaolo, me la leggerà con calma e per bene
                            la mia casetta virtuale

                            Commenta


                            • #15
                              Pubblicato originariamente da Marisa Visualizza il messaggio
                              ... più esauriente di così..

                              sbuccio le melanzane:

                              1 - perché quando poi vado a tagliarle più di una volta mi è successo di "tirarmi dietro" tutta la fetta perché il coltello si era impigliato nella buccia

                              2 - perché la buccia fritta rimane dura e contrasta spiacevolmente con la cremosità dell'insieme


                              ottimo il suggerimento di non condire la salsa di pomodoro per non appensantire la

                              preparazione ma comunque visto che metto solo qualche cucchiaio di olio per far soffriggere

                              un po' di cipolla e poi passo tutto ...però ci penserà ...

                              farina sì o farina no per friggerle?

                              farina sì... assorbono meno olio ...e il contenuto di acqua dipende dallo spessore delle fette ..

                              con il riposo, che anche tu consigli sia lungo, perdono olio e acqua ...

                              belli i tuoi topic, così ricchi di informazioni storiche e anche tecniche ...
                              Cara Marisa,

                              grazie per l'apprezzamento.

                              Io ho evidenziato le varie alternative proprio perché ciascuno scelga, dopo opportune prove, le proprie soluzioni preferite.

                              Fra le tue scelte, che hai evidenziato, mi permetto di evidenziarne una, che secondo me non è una alternativa compatibile.

                              Tu hai scritto:

                              "... ma comunque visto che metto solo qualche cucchiaio di olio per far soffriggere

                              un po' di cipolla e poi passo tutto.."

                              Mi permetto di farti osservare che la salsa per le melanzane alla parmigiana è tassativamente una salsa semplicemente bollita: anche la cipolla va solo bollita insiame con i pomodori, non soffritta.

                              Cordiali saluti

                              Giampaolo

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                              Operazioni in corso..
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