Per LIA (non voleva essere chiamata Rachele)
Lia amava la vita, incondizionatamente.
Amava la musica soprattutto, il ballo, il cinema, l'arte figurativa, la lettura; aveva una predisposizione particolare per la matematica e il latino che ha insegnato ai figli, ai nipoti e ai loro amici"
Amava il bridge con la sorella Jenny e le amiche, il 'tavolo... del giovedì e della domenica era una consuetudine e così è stato, fino a pochi giorni prima dell'ultima crisi polmonare.
Amava i calembours, i più difficili cruciverba e le battute pungenti; gareggiava con l'inimitabile fratello Elio negli aneddoti e nelle barzellette più spiritose e surreali.
Una piccola donna con una grande personalità e humor che ha insegnato anche a noi ad amare la vita, fino in fondo, pur avendo sofferto moltissimo (una contraddizione solo apparente).
Forte, incrollabile, contro tutte le difficoltà che non sono state poche e lievi: dal nascondimento della prima gioventù per sfuggire alle nefandezze razziali, al progressivo, inarrestabile deficit del respiro che l'ha afflitta negli ultimi ventitre anni.
Eppure è rimasta sempre libera, sorridente, ironica, intellettualmente curiosa e vivace, attenta alle persone e alle sorti del mondo, sempre aggiornata e con un istinto critico, ribelle, un autentico 'spirito di contraddizione....
Si è consumata giorno per giorno, bruciata dall'indispensabile ausilio respiratorio, diventando sempre più diafana, trasparente, una" 'carta velina... la chiamavamo; rideva quando la paragonavo alla statua di S. Bartolomeo nel Duomo di Milano che riproduce l'anatomia patibolare di un condannato alla graticola!
Nonostante la fragilità fisica congenita ('uno scricciolo..., davvero) e l'inarrestabile, progressiva compromissione della salute, ha combattuto e resistito fino all'impossibile, proprio per la sua indomita voglia di vivere.
Negli ultimi mesi la fatica era divenuta davvero troppa, insostenibile: si è addormentata dolcemente, mentre Edy, Roberto e Manuela la tenevano per mano, uniti, come Lia aveva sempre desiderato.
Ora dobbiamo raccogliere la sua lezione di vita, sicuri che Lia è con noi ancora, 'sotto la pelle..., come dice Manuela.
Vive in Edy, l'indispensabile 'alter ego..., amorevole antagonista quotidiano di una lunga, incredibile vita coniugale.
57 anni di 'lotta continua... ' come li definivo ' benevole e benefica: una sfida stimolante e costruttiva; un 'gioco... incessante a confrontarsi e ricercarsi, che sempre suscitava tenerezza, a volte ilarità , a volte anche tensione.
Lia ed Edy, due persone autentiche, diverse tra loro, a cominciare dall'aspetto fisico (due 'taglie..., quasi incompatibili) ma indissolubilmente unite da un affetto incrollabile e dal grande senso della famiglia, dalla comune (a volte eccessiva) protezione dei figli, tipicamente yiddish.
Un legame rimasto integro e totale 'per più di due ergastoli... (come si scherzava insieme) un esempio per i nostri amori fragili e leggeri, per la nostra incapacità di durare e superare le incomprensioni e le reciproche contraddizioni quotidiane.
A volte il 'giogo... dello stare insieme è particolarmente gravoso, ma è pur sempre indispensabile sostenerlo per un bene maggiore: ognuno di noi procede su una rotaia parallela ad un'altra e il treno della coppia corre sul loro binario.
L'amore di Lia ed Edy ha viaggiato e continua a viaggiare, senza soste, verso un traguardo comune che si perde all'orizzonte ed entra nel mistero.
Lia c'è ancora in Edy; c'è in Roberto (il primogenito, naturalmente prediletto), e Manuela (la figlia in cui si è identificata completamente), in Massimiliano e Costantino (i nipoti che amorevolmente ha cresciuto e un po' viziato), proprio 'sotto la pelle... di tutti loro e anche un po' di coloro che l'hanno conosciuta e amata.
Lia è solo 'andata avanti..., è passata per prima sull'altra sponda della vita, sull'altra riva dell'immenso mare dell'eternità ; le acque del mar Rosso si sono aperte per lei per raggiungere la terra promessa, indicandoci la strada, col coraggio di sempre e la leggerezza di un angelo.
Ha raggiunto serenamente l'approdo comune, su cui tutti ci ritroveremo, quando le acque si apriranno anche per il nostro passaggio.
E' andata a ricongiungersi col padre che tanto amava, il capostipite mitico, Roberto Cittone, con cui Lia, la figlia minore, ha mantenuto un ininterrotto, benedicente dialogo, attingendo una incredibile determinazione per affrontare i momenti più difficili, proprio perché era rimasto vivo 'sotto la sua pelle....
E' andata a ricongiungersi con la madre Rejna, la dolcissima e indiscussa regina della famiglia di origine, con tutti i suoi cari e con gli amici e le amiche affettuose che, a loro volta, l'hanno preceduta"
Anche noi chiamavamo Lia, la 'regina madre... per la saggezza dei suoi pensieri, sussurrati con una vocina sempre più flebile, per la naturale eleganza del portamento e del vestire semplice, mai dimesso.
Nonostante da troppi anni convivesse con le bombole di ossigeno, trasportate con disinvoltura, quasi con civetteria, su un carrettino salvavita (qualcuno si complimentava per l'attrezzatura da 'subacqueo... che conduceva sempre con sè; i bambini le invidiavano il suo 'giocattolo...), l'approccio era sempre anticonformista 'snobile... (snob e nobile insieme), come lo definivo, con ironia condivisa.
Lia non esternava la sua religiosità , ma dialogava riservatamente col 'Buon D-o..., come a volte diceva, conservando gelosamente i vecchi libri di preghiere, di quando era bambina.
'Buon D-o... ' per lei ' non era una espressione casuale e convenzionale (diversa dal D-o padre severo del Vecchio Testamento), ma un atteggiamento consapevole e riconoscente verso chi è, appunto, all'origine della vita.
L'inizio e la fine della vita umana rimandano infatti ai principi primi, alle radici della Bontà e della Bellezza, in definitiva, ad un Amore incommensurabile, trascendente, da dove veniamo e dove andiamo, che si manifesta parzialmente, in ogni persona, nelle relazioni tra le persone, nei rapporti quotidiani"
Lia lo aveva capito e lo teneva presente in ogni momento della giornata, ricevendo l'energia esistenziale, per poter continuare a combattere la pur sempre bella e dura battaglia della vita.
La sua è stata una vita bella e buona, goduta e sofferta fino alla fine: anche se seduta in carrozzella, a volte, con Manuela mimava col corpo e con le mani i movimenti della danza e della musica che più le piacevano, desiderando che, per l'ultimo saluto, venissero suonati i brani preferiti.
E' questo il messaggio che ci invia ora che è nella Grande Luce e nella Grande Pace, che noi raccogliamo per il tanto amore che ci ha voluto e che noi le abbiamo voluto, continuando a volergliene ancora di più e rimanendo uniti nella intima sofferenza di questo temporaneo distacco.
Abbiamo cercato di farTi sorridere ancora e di sorridere con Te, non riuscendo a trattenere le lacrime.
Grazie Lia, arrivederci, shalom.
Pino e gli altri
Rachele CITTONE (23/09/1929-30/10/2010).
Figlia di Roberto CITTONE e di Rejna ALFANDARY, sorella minore di Jenny CITTONE e di Elio CITTONE.
Moglie di Edgardo ROSENTHAL, madre di Roberto ROSENTHAL e di Emanuela ROSENTHAL, nonna di Massimiliano LENTATI e di Costantino LENTATI.
Lia amava la vita, incondizionatamente.
Amava la musica soprattutto, il ballo, il cinema, l'arte figurativa, la lettura; aveva una predisposizione particolare per la matematica e il latino che ha insegnato ai figli, ai nipoti e ai loro amici"
Amava il bridge con la sorella Jenny e le amiche, il 'tavolo... del giovedì e della domenica era una consuetudine e così è stato, fino a pochi giorni prima dell'ultima crisi polmonare.
Amava i calembours, i più difficili cruciverba e le battute pungenti; gareggiava con l'inimitabile fratello Elio negli aneddoti e nelle barzellette più spiritose e surreali.
Una piccola donna con una grande personalità e humor che ha insegnato anche a noi ad amare la vita, fino in fondo, pur avendo sofferto moltissimo (una contraddizione solo apparente).
Forte, incrollabile, contro tutte le difficoltà che non sono state poche e lievi: dal nascondimento della prima gioventù per sfuggire alle nefandezze razziali, al progressivo, inarrestabile deficit del respiro che l'ha afflitta negli ultimi ventitre anni.
Eppure è rimasta sempre libera, sorridente, ironica, intellettualmente curiosa e vivace, attenta alle persone e alle sorti del mondo, sempre aggiornata e con un istinto critico, ribelle, un autentico 'spirito di contraddizione....
Si è consumata giorno per giorno, bruciata dall'indispensabile ausilio respiratorio, diventando sempre più diafana, trasparente, una" 'carta velina... la chiamavamo; rideva quando la paragonavo alla statua di S. Bartolomeo nel Duomo di Milano che riproduce l'anatomia patibolare di un condannato alla graticola!
Nonostante la fragilità fisica congenita ('uno scricciolo..., davvero) e l'inarrestabile, progressiva compromissione della salute, ha combattuto e resistito fino all'impossibile, proprio per la sua indomita voglia di vivere.
Negli ultimi mesi la fatica era divenuta davvero troppa, insostenibile: si è addormentata dolcemente, mentre Edy, Roberto e Manuela la tenevano per mano, uniti, come Lia aveva sempre desiderato.
Ora dobbiamo raccogliere la sua lezione di vita, sicuri che Lia è con noi ancora, 'sotto la pelle..., come dice Manuela.
Vive in Edy, l'indispensabile 'alter ego..., amorevole antagonista quotidiano di una lunga, incredibile vita coniugale.
57 anni di 'lotta continua... ' come li definivo ' benevole e benefica: una sfida stimolante e costruttiva; un 'gioco... incessante a confrontarsi e ricercarsi, che sempre suscitava tenerezza, a volte ilarità , a volte anche tensione.
Lia ed Edy, due persone autentiche, diverse tra loro, a cominciare dall'aspetto fisico (due 'taglie..., quasi incompatibili) ma indissolubilmente unite da un affetto incrollabile e dal grande senso della famiglia, dalla comune (a volte eccessiva) protezione dei figli, tipicamente yiddish.
Un legame rimasto integro e totale 'per più di due ergastoli... (come si scherzava insieme) un esempio per i nostri amori fragili e leggeri, per la nostra incapacità di durare e superare le incomprensioni e le reciproche contraddizioni quotidiane.
A volte il 'giogo... dello stare insieme è particolarmente gravoso, ma è pur sempre indispensabile sostenerlo per un bene maggiore: ognuno di noi procede su una rotaia parallela ad un'altra e il treno della coppia corre sul loro binario.
L'amore di Lia ed Edy ha viaggiato e continua a viaggiare, senza soste, verso un traguardo comune che si perde all'orizzonte ed entra nel mistero.
Lia c'è ancora in Edy; c'è in Roberto (il primogenito, naturalmente prediletto), e Manuela (la figlia in cui si è identificata completamente), in Massimiliano e Costantino (i nipoti che amorevolmente ha cresciuto e un po' viziato), proprio 'sotto la pelle... di tutti loro e anche un po' di coloro che l'hanno conosciuta e amata.
Lia è solo 'andata avanti..., è passata per prima sull'altra sponda della vita, sull'altra riva dell'immenso mare dell'eternità ; le acque del mar Rosso si sono aperte per lei per raggiungere la terra promessa, indicandoci la strada, col coraggio di sempre e la leggerezza di un angelo.
Ha raggiunto serenamente l'approdo comune, su cui tutti ci ritroveremo, quando le acque si apriranno anche per il nostro passaggio.
E' andata a ricongiungersi col padre che tanto amava, il capostipite mitico, Roberto Cittone, con cui Lia, la figlia minore, ha mantenuto un ininterrotto, benedicente dialogo, attingendo una incredibile determinazione per affrontare i momenti più difficili, proprio perché era rimasto vivo 'sotto la sua pelle....
E' andata a ricongiungersi con la madre Rejna, la dolcissima e indiscussa regina della famiglia di origine, con tutti i suoi cari e con gli amici e le amiche affettuose che, a loro volta, l'hanno preceduta"
Anche noi chiamavamo Lia, la 'regina madre... per la saggezza dei suoi pensieri, sussurrati con una vocina sempre più flebile, per la naturale eleganza del portamento e del vestire semplice, mai dimesso.
Nonostante da troppi anni convivesse con le bombole di ossigeno, trasportate con disinvoltura, quasi con civetteria, su un carrettino salvavita (qualcuno si complimentava per l'attrezzatura da 'subacqueo... che conduceva sempre con sè; i bambini le invidiavano il suo 'giocattolo...), l'approccio era sempre anticonformista 'snobile... (snob e nobile insieme), come lo definivo, con ironia condivisa.
Lia non esternava la sua religiosità , ma dialogava riservatamente col 'Buon D-o..., come a volte diceva, conservando gelosamente i vecchi libri di preghiere, di quando era bambina.
'Buon D-o... ' per lei ' non era una espressione casuale e convenzionale (diversa dal D-o padre severo del Vecchio Testamento), ma un atteggiamento consapevole e riconoscente verso chi è, appunto, all'origine della vita.
L'inizio e la fine della vita umana rimandano infatti ai principi primi, alle radici della Bontà e della Bellezza, in definitiva, ad un Amore incommensurabile, trascendente, da dove veniamo e dove andiamo, che si manifesta parzialmente, in ogni persona, nelle relazioni tra le persone, nei rapporti quotidiani"
Lia lo aveva capito e lo teneva presente in ogni momento della giornata, ricevendo l'energia esistenziale, per poter continuare a combattere la pur sempre bella e dura battaglia della vita.
La sua è stata una vita bella e buona, goduta e sofferta fino alla fine: anche se seduta in carrozzella, a volte, con Manuela mimava col corpo e con le mani i movimenti della danza e della musica che più le piacevano, desiderando che, per l'ultimo saluto, venissero suonati i brani preferiti.
E' questo il messaggio che ci invia ora che è nella Grande Luce e nella Grande Pace, che noi raccogliamo per il tanto amore che ci ha voluto e che noi le abbiamo voluto, continuando a volergliene ancora di più e rimanendo uniti nella intima sofferenza di questo temporaneo distacco.
Abbiamo cercato di farTi sorridere ancora e di sorridere con Te, non riuscendo a trattenere le lacrime.
Grazie Lia, arrivederci, shalom.
Pino e gli altri
Rachele CITTONE (23/09/1929-30/10/2010).
Figlia di Roberto CITTONE e di Rejna ALFANDARY, sorella minore di Jenny CITTONE e di Elio CITTONE.
Moglie di Edgardo ROSENTHAL, madre di Roberto ROSENTHAL e di Emanuela ROSENTHAL, nonna di Massimiliano LENTATI e di Costantino LENTATI.



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