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  • Polenta con stinchi di vitello ai funghi

    Li avevo cucinati a Lele e Marty qualche settimana fa.
    Ho fatto le foto perché volevo farvi vedere come si cucina e si è sempre cucinata la polenta a casa mia.
    Per la verità il nonno e lo zio Giovanni la cucinavano, sulla stufa a legna o sulla fiamma del camino, nel paiolo di rame da "menare" a mano con il tarà i (da lì il nome taragna), io vergognosamente adopero il paiolo di rame elettrico, non mi è mai piaciuto tarare la polenta.
    Ci vuole tecnica e forza, non è semplice sollevare e ribaltare la massa polentosa con un semplice bastone, soprattutto se il paiolo è grande.
    Un passaggio però che non manco mai di fare è la formazione della crosta, in una polenta vera non può mancare la crosta croccante; da piccoli ci litigavamo i pezzetti che riuscivamo a staccare man mano ed anche questa volta ce li siamo contesi Lele ed io
    Il nonno diceva che la polenta è cotta bene quando, al momento di rovesciarla sulla "basla", si stacca anche la crosta dal paiolo: sembra un cappellino a cloche.



    Guardate qui come si riduce il bordo dopo le incursioni per rubar la crosta croccante... e sotto c'è la polenta fumante.




    Questo bel polentino l'ho accompagnato ad un ottimo stinco di vitello ai funghi cotto nel lavèg a bassa temperatura



    ora vi racconto come l'ho cucinato.
    "...nella vita non è importante per quanto tempo saremo insieme, quello che succederà in futuro, i progetti che non potremo condividere.. l'importante è esserci incontrati.. è questo l'importante"
    Il mio blog: Tentazioni di gusto

  • #2
    Nel lavègg ho rosolato in 70/80 gr di burro 4 scalogni grandi ( doppi) interi, un gambo di sedano e una carota a pezzi grandi, un rametto di rosmarino e 3 foglie di salvia.



    Ho aggiunto lo stinco ( erano due questa volta) e l’ho fatto colorire bene da tutti i lati, l’ho sfumato con vino bianco, mezzo bicchierino di cognac e due mestoli di brodo facendolo restringere per alcuni minuti.
    Regolato di sale e pepe, ho aggiunto due litri d’acqua (anche meno) e fatto cuocere in forno a 90° per 3 ore, coperto, girando lo stinco alcune volte.



    Quando la carne è diventata morbida ho tolto lo stinco dal lavèg e l'ho adagiato in una teglia quindi passato in forno a 180° finché non è diventato bello dorato.



    In una padella ho stufato uno scalogno in un cucchiaio d'olio vi ho aggiunto due manciate ( 50 gr circa) di funghi secchi ammollati, non avevo quelli freschi, un paio di rametti di timo, sfumato con vino bianco, aggiunto il fondo di cottura filtrato dello stinco e l'acqua filtrata dei funghi.



    Ho lasciato cuocere ancora per una decina di minuti finché non arriva alla giusta densità ( se sembra lungo basta addensare con una punta di maizena sciolta in acqua fredda) ed ho servito con la polenta.
    E qui la foto non ce l'ho perché mi sono messa a mangiare e...
    Ultima modifica di Bruna Cipriani; 21/11/2010, 18:35.
    "...nella vita non è importante per quanto tempo saremo insieme, quello che succederà in futuro, i progetti che non potremo condividere.. l'importante è esserci incontrati.. è questo l'importante"
    Il mio blog: Tentazioni di gusto

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    • #3
      Questo sì, si addice al termine cucinare!!! Una vera compromissione dei sensi!

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      • #4
        FAVOLOSI!!!

        Adoro gli stinchi di vitello!
        Grazy
        ...Autogestire la propria creatività, senza intermediari, senza volontà eccelse e onnipotenti che decidono al posto tuo, poco a poco ti rivela la necessità di autogestire il tuo stesso destino. (S. Agosti)
        Ingiuriare i mascalzoni è cosa nobile, perché, a ben vedere significa onorare gli onesti! (Aristofane)

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        • #5
          Brunaaaaaa, questa sarà la mia prossima polenta!!
          Maria Grazia

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          • #6
            orpo Bru, anche con lo stomaco così rovesciato che ho oggi, li assaggerei....

            adoro lo stinco!
            http://lagallinavintage-giuliana.blogspot.com/

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            • #7
              Bon aggiudicato per la prossima volta che vieni qui
              "...nella vita non è importante per quanto tempo saremo insieme, quello che succederà in futuro, i progetti che non potremo condividere.. l'importante è esserci incontrati.. è questo l'importante"
              Il mio blog: Tentazioni di gusto

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              • #8
                aggiudicato!!
                http://lagallinavintage-giuliana.blogspot.com/

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                • #9
                  Bel documentario, anche come immagini oltre che per il contenuto.
                  Sono motorizzato anch' io (figurati se mi metto a girare la polenta)
                  Cos' è, senape quella salsina?
                  http://www.uaar.it
                  http://www.cicap.org/new/index.php
                  http://www.flickr.com/photos/rossopersempre/sets/72157626647765870/show/

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                  • #10
                    Ma come fai a staccare la crosta della polenta? Anch'io motorizzata..dopo 1 ora non si è mai staccata la crosta, anzi dopo averla travasata sul tagliere, e aver tolto e mangiato le croste laterali devo mettere in ammollo il paiolo altrimenti non si stacca nulla..Complimenti per la bella ricetta..adoro lo stinco!
                    "Sono un viandante sullo stretto marciapiede della terra, e non distolgo il pensiero dal Tuo volto che il mondo non mi svela"
                    Karol Wojtyla
                    www.giuliocodega.it

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                    • #11
                      Io non sono motorizzata ma la polenta la faccio anch'io con gli stinchi,perché è impensabile mangiarli senza polenta!Bruna,le tue foto sono una meraviglia,mi hai fatto voglia di montagna(è lì che li faccio abitualmente...) ma quest'anno non abbiamo messo da parte funghi pazienza,li farà con polenta e tanto sughetto...
                      Annamaria

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                      • #12
                        Bruna i tuoi piatti sono sempre un incanto!!! Superbrava!
                        Non fare agli altri quello che vorresti fosse fatto a te, i loro gusti potrebbero essere diversi.
                        George Bernard Shaw

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                        • #13
                          Che piatto!!!! Favoloso
                          ....motorizzata anch'io....
                          EVA

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                          • #14
                            Mah...che dire? Io resto senza parole. Cosa darei, cosa darei.
                            Bru, ti prego. Se arrivo un giorno d'inverno, mi fai sedere alla tua tavola a mangiare questa cosa meravigliosa?
                            www.idolcidipinella.blogspot.com

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                            • #15
                              Cara Bruna,

                              veramente eccezionale!

                              Quella cupola di polenta con brunitura che sfuma in basso verso il giallo è quasi un'opera d'arte.

                              La procedura di preparazione degli stinchi e della loro salsa di accompagmamento è da manuale; la cottura nel lavec a bassa temperatura ha poi fatto il resto.

                              L'unica cosa che mi lascia perplesso è la rosolatura di vedure e carne nel lavec stesso.

                              Il lavec riesce a raggiungere temperature sul fondo adatte ad una buona rosolatura e in quanto tempo?

                              Che spessore ha il tuo lavec sul fondo?

                              Per la rosolatura lo metti direttamente sulla fiamma o utilizzi qualche spargifiamma?


                              Una cenetta così, magari con la neve che fiocca fuori della finestra ,deve essere una vera meraviglia.
                              E che non manchi un buon bicchiere di rosso piemontese.

                              Saluti

                              Giampaolo

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