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  • Il mio cinghiale in dolceforte

    la ricetta e' toscana e di antica tradizione. L'ho fatta innumerevoli volte da oltre una decina d'anni. Quelache modifica all'originale la faccio sempre quindi vi do la mia interpretazione.

    2 kg di polpa di cinghiale tagliati a spezzatino non grosso, 3-4 cm.
    Preferisco la marinata a secco, senza vino o altri liquidi in quanto mi tolgono quella punta di selvatico che questa selvaggina DEVE avere; altrimenti tanto vale fare uno spezzatino di maiale che la famiglia e' la stessa. Poi salvo i cinghiali maremmani che sono eccellenti, cio' che si trova in Umbria (non so altrove) sono ibridi est europei che figliano molti cuccioli proprio come il maiale, ed hanno un sapore molto meno selvatico del maremmano; ognuno quindi si regoli a seconda del proprio palato e del cinghiale che trova.
    per la marinata a secco uso erbe fresche e secche a piene mani. Cipolla affettata fine, dragoncello, menta, maggiorana, salvia, ginepro, pepe (malgascio... hehehe), erba cipollina, aglio secco polverizzato, poco finocchio (semi tritati), poco cumino, paprika dolce. Mischio tutto e metto in frigo per un paio di giorni, anche piu' se posso. Un paio di volte al giorno do una rimescolata.

    Per la cottura:

    Casseruola molto grande (per 2 kg uso una 40): a secco su fuoco forte, rosolo la carne facendo evaporare l'acqua che produce; se e' parecchia la levo ma se i pezzi stanno non ammassati non ne fa tanta. Mentre si rosola la carne, preparo la casseruola di coccio scaldo olio e soffriggo cipolla carota e sedano; travaso la carne dalla casseruola di alluminio a quella di cottura di coccio ed appena la carne e' tornata in temperatura (fuoco forte) aggiungo una bottiglia di vino (Cannonau o Primitivo ma fate voi) abbasso il fuoco al minimo ed incoperchio. La cottura e' importante, non deve bollire ma sobbollire, fare blob blob piano piano. Di quando in quando dare una mescolata ed appena il vino si e' asciugato si aggiunge buon brodo di carne a mestoli; nel senso che il risultato finale non deve essere con molto sugo ma deve risultare cremoso e denso, per questo si aggiunge il brodo un po' alla volta cosi' alla fine del tempo ci si e' regolati al meglio.

    Fatto cio' si spegne e si lascia nel suo coccio fino all'indomani, che e' il giorno del servizio. Si fa cosi' perche' riposando i sapori si assestano e si equilibrano al meglio. Un paio d'ore prima della cena si riaccende il fuoco e quando e' in temperatura si toglie la carne dalla slasa con una schiumarola, si versa la salsa in un bicchiere da minipimer, vi si aggiunge un cucchiaio colmo di farina e 6 dadini di cioccolata fondente al 70%. Si frulla in modo da amalgamare tutto (la cioccolata nella salsa calda si trita subito). Si rimettono in casseruola carne e salsa e si tengono in caldo fino ad ora di cena; dovesse risultare troppo denso aggiungere qualche cucchiaiata di brodo ma questo va fatto ad occhio.

    Come contorno a me piace il pure' di patate schiacciate grossolanamente (con lo schiacciapatate dei passatelli) condito con la salsa di tartufo bianco; non troppa, che si senta appena: per un chilo e mezzo di patate ne metto due cucchiaini.

    Chissa' se mi sono dimenticato qualcosa...

  • #2
    la farina della salsa cuoce solo tenendola in caldo?
    ...fatti non foste a viver come bruti...

    http://www.emanuelepolverelli.it/Sit...Benvenuto.html

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    • #3
      Il punto che io la "tengo in caldo" per un paio d'ore. In pratica e' una ulteriore cottura molto delicata. Tanto le sue 4 ore gia' se le era fatte il bestione!

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      • #4
        Che "ricettona"! Ho parecchio cinghiale da smaltire, ma non so se avrà il coraggio di osare con il cioccolato...
        Mio marito mi ha detto che nella sua squadra di cacciatori di cinghiali, alcuni lo cucinano lasciandolo come prima cosa a bagno nel latte per una notte, poi fatto spurgare al fuoco senza condimento e di nuovo a marinare ma con vino...che ne dici?

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        • #5
          Col cioccolato puoi osare in quanto, se non lo dici, non se ne accorge nessuno; dopo la cottura col vino rosso non cambia neppure il colore; anche la carne e' di tipo scuro. Nella squadra di cacciatori ci sono dei... cori de pollo ... assassinano il cinghiale due volte, una col fucile ed una in cucina! La spurgata al fuoco forte va bene per cacciare la sua acqua (e non fare un bollito quando poi lo si cuoce) e per dare una prima rosolatura ma le due marinate, una prima ed una dopo gli tolgono tutto il suo carattere e lo rendono simile a banale carne di maiale. A mio parere non c'e' gusto. Visto che ne hai tanto, prendine magari solo un mezzo chilo e provalo; anche io quando lessi la ricetta rimasi perplesso ma, essendo uno sperimentatore folle, la provai e fu una rivelazione.

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          • #6
            Mai fatto il cinghiale, ma metto cacao amaro nel chile con carne. Gli dà veramente una marcia in più. Non è dolce, ma amaro. Perfetto, nella giusta quantità , con il piccante del chile.

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            • #7
              Pubblicato originariamente da gianni Visualizza il messaggio
              Mai fatto il cinghiale, ma metto cacao amaro nel chile con carne. Gli dà veramente una marcia in più. Non è dolce, ma amaro. Perfetto, nella giusta quantità , con il piccante del chile.
              nella ricetta originale e' previsto anche del peperoncino ma alla tavola di sabato l'avremmo mangiato solo in due. La ricetta si chiama appunto dolceforte per via sia del cacao sia del peperoncino; anche se il 70% tutto 'sto dolce non e'.

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              • #8
                Una volta all'anno lo fa una mia amica toscana, è fantastico, di solito ci abbiniamo dei Brunelli ben maturi
                Nella ricetta che usa questa mia amica ci vanno anche uvette, pinoli (non vorrei sbagliarmi) e gelatina di ribes
                Eleonora
                "Io evolvo indietro." (Teobaldo Cappellano)

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                • #9
                  Tornata a casa dal raduno di Milano, mi sono trovata in freezer due bei blocchi di carne di cinghiale.

                  Ascolta, tutte quelle erbe tritate della marinata le toglie e pulisci la carne per bene o ce le lasci attaccate?

                  Mi piacerebbe ripescare la ricetta del dolceforte di Enzo e vedere le differenze.
                  La resdora.

                  La terra non è un dono dei nostri padri, bensì un prestito dei nostri figli.

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                  • #10
                    Federica, io di Enzo ho salvato questa:

                    LEPRE IN DOLCEFORTE

                    Già l'uso di "dolce & forte" invece del classico "agrodolce" mi ha fatto simpatia ed allora ho ripreso il sacro Aldio Santini "La Cucina maremmana" e riassumo la ricetta del ristorante "Tana del Cinghiale" di Tirli (GR).
                    La lepre deve essere frollata almeno tre o quattro giorni, poi spezzata e messa almeno una notte in vino ed aceto bianchi, sedano, carota, cipolla, chiodi di garofano, aglio, bacche di ginepro e pepe a chicchi.
                    Svegliarsi almeno tre volte durante la notte per girare la lepre.
                    La mattina dopo scaldare in olio e.v. un battuto di timo, alloro, pancetta tritata fine (la bestia è magra) ginepro, rosmarino ecc.
                    Buttare i pezzi di lepre e farli indorare, poi si aggiunge un bicchiere di vino bianco e si fa evaporare lentamente e continuare a cuocere per altre 2 ore aggiungendo brodo caldissimo, sale e pochi pomodori pelati.
                    Mezz'ora prima della fine della cottura si prepara il dolce&forte facendo sciogliere dello zucchero nell'acqua a fuoco tenie ed appena imbiondisce aggiungere cioccolata fondente ed un paio di cucchiai di aceto bianco, poi uvetta, pinoli, bucce di arancia e limone candite.
                    Si toglie la lepre dal sugo di cottura e questo si passa al frullatore e si rimette nel sugo la lepre, poi, poco prima di servire si aggiunge la salsa dolce&forte e si serve.
                    p.s. Quello delle levataccie notturne è uno scherzo.
                    Enzo Raspolli
                    Venturina
                    Eleonora
                    "Io evolvo indietro." (Teobaldo Cappellano)

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                    • #11
                      Pubblicato originariamente da federica_pozzi Visualizza il messaggio
                      Tornata a casa dal raduno di Milano, mi sono trovata in freezer due bei blocchi di carne di cinghiale.

                      Ascolta, tutte quelle erbe tritate della marinata le toglie e pulisci la carne per bene o ce le lasci attaccate?

                      Mi piacerebbe ripescare la ricetta del dolceforte di Enzo e vedere le differenze.
                      Belle le ricette comparate!! Le erbe le lascio, tanto sono tritate finissime e contribuiscono a mantenere il sapore in cottura.
                      Se il tuo cinghiale e' maremmano forse e' meglio che fai la marinata col vino che ti toglie il selvatico se non ti piace.

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                      • #12
                        No no, il mio ginghiale è reggiano e non sa molto di selvatico.
                        Ultima modifica di federica_pozzi; 26/11/2012, 17:26.
                        La resdora.

                        La terra non è un dono dei nostri padri, bensì un prestito dei nostri figli.

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                        • #13
                          Pubblicato originariamente da federica_pozzi Visualizza il messaggio
                          No no, il mio ginghiale è reggiano e non sanno molto di selvatico.
                          Allora puoi seguire, se vuoi, la mia ricetta.

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                          • #14
                            Salve! Grazie della ricetta, proverà la tua marinatura anche se sarà solo per un giorno essendo la carne scongelata. DI solito la carne di cinghiale la metto a marinare per 12 ore nel vino dolcetto con tutti i gusti, che poi uso nella cottura proprio per dargli sapore, (praticamente è al sivet) altrimenti è come mangiare carne di maiale.Lo scorso anno ho aggiunto del cioccolato fondente nero novi ma i miei ospiti non hanno gradito, forse perché appena sciolto l'ho servito per cui si sentiva.

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                            • #15
                              Prova con un vino piu' "determinato" in cottura; poi userai una bottiglia analoga a tavola. Di cioccolato non ce ne va molto, diciamo 3 quadretti per chilo di carne. Il dolceforte dovrebbe prevedere anche peperoncino (che per via di certi ospiti non ho usato) Se il cioccolato si sente vuol dire che e' troppo e/o si e' amalgamato male. Io lo aggiungo alla sola salsa che frullo a renderla vellutata e poi la riaggiungo alla carne.

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