
Avevo nove anni quando mio padre è stato trasferito a Milano per lavoro. Nei primi tempi faceva il pendolare e rientrava a Vicenza il venerdì sera. Tempo di cercare casa e, con mia mamma e mio fratello, l'abbiamo seguito e siamo andati ad abitare a Monza. Nei primi mesi della sua nuova vita da pendolare, quando tornava a casa ci portava sempre un regalino. Fu così che a mia mamma regalò un libro di Luisa Spagnoli "Come fare i gelati in casa con o senza macchina", edizioni Rizzoli. Il libro, datato 1976, è ancora nella mensola della cucina di mia mamma, con le pagine vistosamente ingiallite dal tempo e con macchioline quà e là che lo rendono amabilmente vissuto. Quel libro ha segnato l'inizio della nostra passione per il gelato home made. All'epoca non avevamo la gelatiera e mia mamma si arrangiava con le vaschette del ghiaccio e poi con il frullatore. Certo, il gelato non veniva spumoso e gonfio (il che significava anche meno aria nello stomaco) ma era comunque cremoso. Per me e mio fratello era una festa a prescindere. Il nostro preferito era il sorbetto di fragola. E tale è rimasto nel tempo perché ha il sapore delle lunghe giornate estive trascorse in cortile a giocare.
Dal volume "gelati e sorbetti" della collezione "La grande pasticceria d'autore" de Il Sole 24 ore
Ingredienti per 6 persone
500 g di polpa frullata di fragole
1,5 dl di acqua
40 g di succo di limone
150 g di zucchero
10 corolle di fiori di sambuco
buccia di 1 limone
buccia di 1 arancia
In una casseruola scaldare fino ad 85 °C l'acqua con lo zucchero e le bucce del limone e dell'arancia. Spegnere il fuoco, aggiungere i fiori di sambuco, coprire con la pellicola alimentare e lasciare in infusione per almeno tre ore.
Trascorso questo tempo, filtrare l'infuso con un colino a maglia fine. Unire il frullato freddo di fragola.
Versare nella gelatiera a mantecare.





Commenta