ovvero la "guantiera " vassoio di "paste" i pasticcini della domenica.
Quando ero ragazzina, mi ricordo che la domenica ma non tutte perché costava troppo (eravamo in 8 compresi i miei) ,era un rituale il consumo dei dolci.
Papo" ci portava in "escursione" per le province della Calabria a vedere posti stupendi, lui li conosceva per lavoro, adesso non si potrebbe mettere 5 figli in macchina e partire, le leggi sono cambiate, allora era il farwest e ci stipavavamo uno sull'altro per vedere i paesaggi calabresi, ore e ore di pellegrinaggi su e giù per l'aspromonte e non solo.
Per ricompensare il nostro sacrificio comprava un bel vassoio di paste.
Le pasticcerie buone erano poche e poche che facevano un tipo di "pasta" con la glassa bianca per copertura e la ciliegina candita sopra di cui mio padre andava matto. Sembrava una specie di pan di spagna ma non lo era , lungo a due strati uguali, ripieno di crema pasticcera. Lo odiavo.
Non mi piaceva la glassa, era una fatica a mandarla giù e lo facevo solo se la ripulivo.
Poi c'erano i cannoli, dovevano essere solo di ricotta di pecora e canditi e anche li ricerche affannose da una pasticceria all'altra, per trovare il prodotto fresco.
Trovata quella buona, papo" andava o mandava i miei fratelli più grandi ad acquistarle, arrivati a casa, tutti in cerchio davanti alla guantiera, chiusa da una carta intestata e un filo di nylon bianco o oro che infiocchettava il tutto.
Si aspettava ansiosamente l'apertura e con gli sguardi il vassoio si perlustrava in fretta per accaparrarsi la pasta che piaceva di più, la scelta non era tanta, due o tre modelli ma erano veramente buone .
Poi i tempi cambiarono, noi diventammo grandi, le gite diminuirono e le paste diventarono una roba di tutti i giorni e in alcune pasticcerie si rimpicciolirono diventando pasticcini.
Il benessere si face strada e le tradizioni sparirono.
Te le portava adesso il tizio o il caio quando veniva a farti visita, si usciva con i soldi in tasca e si faceva colazione o uno spuntino infrasettimanale.
Anche qui le abbiamo mangiati per anni, quando la domenica si andava dai suoceri a mangiare si compravano, poi si mollato per un po" e adesso solo in occasioni sporadiche.
Se prima una cosa faceva ed era un evento poi è diventata abitudine ,quella cosa ha perso il gusto di essere fatta.
Come vorrei tornare indietro...
Quando ero ragazzina, mi ricordo che la domenica ma non tutte perché costava troppo (eravamo in 8 compresi i miei) ,era un rituale il consumo dei dolci.
Papo" ci portava in "escursione" per le province della Calabria a vedere posti stupendi, lui li conosceva per lavoro, adesso non si potrebbe mettere 5 figli in macchina e partire, le leggi sono cambiate, allora era il farwest e ci stipavavamo uno sull'altro per vedere i paesaggi calabresi, ore e ore di pellegrinaggi su e giù per l'aspromonte e non solo.
Per ricompensare il nostro sacrificio comprava un bel vassoio di paste.
Le pasticcerie buone erano poche e poche che facevano un tipo di "pasta" con la glassa bianca per copertura e la ciliegina candita sopra di cui mio padre andava matto. Sembrava una specie di pan di spagna ma non lo era , lungo a due strati uguali, ripieno di crema pasticcera. Lo odiavo.
Non mi piaceva la glassa, era una fatica a mandarla giù e lo facevo solo se la ripulivo.
Poi c'erano i cannoli, dovevano essere solo di ricotta di pecora e canditi e anche li ricerche affannose da una pasticceria all'altra, per trovare il prodotto fresco.
Trovata quella buona, papo" andava o mandava i miei fratelli più grandi ad acquistarle, arrivati a casa, tutti in cerchio davanti alla guantiera, chiusa da una carta intestata e un filo di nylon bianco o oro che infiocchettava il tutto.
Si aspettava ansiosamente l'apertura e con gli sguardi il vassoio si perlustrava in fretta per accaparrarsi la pasta che piaceva di più, la scelta non era tanta, due o tre modelli ma erano veramente buone .
Poi i tempi cambiarono, noi diventammo grandi, le gite diminuirono e le paste diventarono una roba di tutti i giorni e in alcune pasticcerie si rimpicciolirono diventando pasticcini.
Il benessere si face strada e le tradizioni sparirono.
Te le portava adesso il tizio o il caio quando veniva a farti visita, si usciva con i soldi in tasca e si faceva colazione o uno spuntino infrasettimanale.
Anche qui le abbiamo mangiati per anni, quando la domenica si andava dai suoceri a mangiare si compravano, poi si mollato per un po" e adesso solo in occasioni sporadiche.
Se prima una cosa faceva ed era un evento poi è diventata abitudine ,quella cosa ha perso il gusto di essere fatta.
Come vorrei tornare indietro...

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