Cari amici, vi allego il testo della trasmissione di oggi su RAI RADIO UNO. Per l'incontro di oggi ho preso da Coquinaria la ricetta dei famosi Carres che qualche anno fa avevano avuto qui un grande successo. Vi allego qui anche la foto di allora che credo sia di Coral Reef.
Carres au citron.JPG Carres aucitron.JPG
Carrés au citron
In questa rubrica cerco di proporre cibi tradizionali del territorio friulano, magari rivisitati e aggiornati, ma in questi giorni appaiono al mercato degli splendidi limoni naturali della costiera amalfitana e sono tentato di osare proporvi come dolce una ricetta non tradizionale dei nostri luoghi, ma molto gustosa e che ben si abbina a un lauto pasto a base di maiale tipico di questi giorni. È appena passato San Martino e come si dice “San Martin, la lujanja tal ciadin!”, a San Martino la salsiccia nel catino”, e tra pochi giorni è Sant’Andrea “A Sant’Andrea il purcìt su la brea”, a Sant’Andrea il maiale sul tavolaccio, e molti di noi approfittano, forse non presi da questi due proverbi, ma magari dalla complicità di qualche amico che “purzìta” ancora in casa, o di un amico macellaio, per accumulare qualche caloria di più in vista del freddo dell’inverno!
È il periodo di salsicce fresche, “marcundèlis” (ndr salsicce fresche con fegato con una tipica forma a polpetta racchiusa in rete di maiale), “polmonèlis”(salsicce fresche con frattaglie e polmone), “sanganèi” o “mule”( , frittata di cervello di maiale o perfino della testa del maiale bollita. Quest’ultima preparazione un tempo era molto tipica mentre non si trova più nelle trattorie. Nelle aree di influenza linguistica slovena era chiamata “Zsanče”. La testa del maiale, o anche del vitello, va sbollentata, poi raschiata e pulita, e infine lungamente cotta in acqua con sedano, prezzemolo, carota, cipolla e pepe in grani. Si mangia calda tagliata a pezzi con sale grosso, cren o qualche salsa a base acida. La carne avanzata viene insaccata per realizzare la “coppa di testa”, o, con l’aggiunta della lingua del maiale, il “lengal”, piatto tipico della festa dell’Ascensione.
Oggi vi propongo di sfruttare gli splendidi limoni naturali per realizzare dei dolcetti molto profumati, raffinati e cremosi che sono molto eleganti e adatti soprattutto dopo una cena di pesce, ma che si abbinano anche ad un rustico pranzo di maiale.
Il nome di questi dolcetti è “Carrés au citron”, cioè quadrotti o crostatine al limone.
Per prima cosa fate una pasta frolla impastando 150 g di farina, 125 g di burro, 40 g di zucchero a velo con 3 cucchiai di acqua freddissima. Dopo averla fatta riposare, stendete la pasta su una teglia quadrata di 25 cm rivestita di cartaforno; bucherellatela e cuocete a 180° per 15’. Nel frattempo preparate una crema sbattendo 3 uova con 150 g di zucchero, 30 g di farina, 2 cucchiai di scorza grattugiata di limoni naturali e 125 ml di succo di limone. Fidatevi non è troppo acido. Versate la crema sulla base cotta e calda e cuocete ancora per 15’. Fate raffreddare, tagliate a quadrotti e spolverizzate con zucchero a velo. Si possono fare anche con mandarini e si possono surgelare con successo.
Buon appetito!
Questa ricetta è presente in molti siti francesi e io la ho ripresa da Coquinaria.it
Carres au citron.JPG Carres aucitron.JPG
Carrés au citron
In questa rubrica cerco di proporre cibi tradizionali del territorio friulano, magari rivisitati e aggiornati, ma in questi giorni appaiono al mercato degli splendidi limoni naturali della costiera amalfitana e sono tentato di osare proporvi come dolce una ricetta non tradizionale dei nostri luoghi, ma molto gustosa e che ben si abbina a un lauto pasto a base di maiale tipico di questi giorni. È appena passato San Martino e come si dice “San Martin, la lujanja tal ciadin!”, a San Martino la salsiccia nel catino”, e tra pochi giorni è Sant’Andrea “A Sant’Andrea il purcìt su la brea”, a Sant’Andrea il maiale sul tavolaccio, e molti di noi approfittano, forse non presi da questi due proverbi, ma magari dalla complicità di qualche amico che “purzìta” ancora in casa, o di un amico macellaio, per accumulare qualche caloria di più in vista del freddo dell’inverno!
È il periodo di salsicce fresche, “marcundèlis” (ndr salsicce fresche con fegato con una tipica forma a polpetta racchiusa in rete di maiale), “polmonèlis”(salsicce fresche con frattaglie e polmone), “sanganèi” o “mule”( , frittata di cervello di maiale o perfino della testa del maiale bollita. Quest’ultima preparazione un tempo era molto tipica mentre non si trova più nelle trattorie. Nelle aree di influenza linguistica slovena era chiamata “Zsanče”. La testa del maiale, o anche del vitello, va sbollentata, poi raschiata e pulita, e infine lungamente cotta in acqua con sedano, prezzemolo, carota, cipolla e pepe in grani. Si mangia calda tagliata a pezzi con sale grosso, cren o qualche salsa a base acida. La carne avanzata viene insaccata per realizzare la “coppa di testa”, o, con l’aggiunta della lingua del maiale, il “lengal”, piatto tipico della festa dell’Ascensione.
Oggi vi propongo di sfruttare gli splendidi limoni naturali per realizzare dei dolcetti molto profumati, raffinati e cremosi che sono molto eleganti e adatti soprattutto dopo una cena di pesce, ma che si abbinano anche ad un rustico pranzo di maiale.
Il nome di questi dolcetti è “Carrés au citron”, cioè quadrotti o crostatine al limone.
Per prima cosa fate una pasta frolla impastando 150 g di farina, 125 g di burro, 40 g di zucchero a velo con 3 cucchiai di acqua freddissima. Dopo averla fatta riposare, stendete la pasta su una teglia quadrata di 25 cm rivestita di cartaforno; bucherellatela e cuocete a 180° per 15’. Nel frattempo preparate una crema sbattendo 3 uova con 150 g di zucchero, 30 g di farina, 2 cucchiai di scorza grattugiata di limoni naturali e 125 ml di succo di limone. Fidatevi non è troppo acido. Versate la crema sulla base cotta e calda e cuocete ancora per 15’. Fate raffreddare, tagliate a quadrotti e spolverizzate con zucchero a velo. Si possono fare anche con mandarini e si possono surgelare con successo.
Buon appetito!
Questa ricetta è presente in molti siti francesi e io la ho ripresa da Coquinaria.it



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