Buongiorno e buona Pasquetta!
Innanzi tutto desidero fare i miei complimenti a Rossanina per la sua "creatura".
Poiche' mi e' capitato diverse volte di passare di qui e di trovare spunti interessanti, mi sembra giusto ringraziare e palesare la mia seppur saltuaria presenza di "occhio silenzioso".
Sono emiliana, piu' precisamente bolognese. La mia passione per la cucina e' quasi nata con me,
assorbita pian piano, ma fin da subito, sviluppatasi nei giochi di bambina, nei primi più o meno disastrosi esperimenti,
scampata all'esperienza di un tagliere più grande di me pieno di bomboloni rovesciatosi per terra (a lievitazione ultimata...).
"Cucina" per me significa molte cose: continuita', tradizione, amore, nuove esperienze, fantasia, creativita', liberta', piacere, convivialita', gusto. Insomma, e' un aspetto rilevante della vita.
Potrei dire che, nella mia esistenza, va a braccetto con la musica, e si influenzano a vicenda...
Ho letto che e' consuetudine offrire una ricetta di "presentazione": mi piacerebbe spartire con voi, a questo proposito, qualcosa che appartenga alla mia tradizione, e, trovandoci nel periodo pasquale, la logica vorrebbe che vi dessi una ricetta legata alla Pasqua. Ohime', la tradizione della mia famiglia di origine, per queste festivita', si ferma alle uova sode benedette... e francamente, per quanto la perfetta riuscita di un uovo sodo non sia per nulla scontata, non mi sembra proprio il caso! [img]graemlins/E17.gif[/img]
Ho letto con interesse, in questi giorni, di pinza pasquale. Ecco, io potrei affiancare la mia ricetta di pinza... ehm, natalizia
, tanto il tempo passa in fretta, no? E cosi', semmai, mi ricorderete come quella che si presento' a Pasqua con una ricetta di Natale...
Eccovela.
******
Pinza bolognese
La mia è ricetta di nonna paterna...
Questo è il dolce che nella mia famiglia da alcune generazioni si fa per Natale e la sua preparazione è uno dei ricordi più belli legati alla mia infanzia, quando fare la pinza, o meglio, le pinze, nel bolognese era il rito che precedeva il Natale ed era già di per sè una festa.
Sull'originalità della composizione del 'rusco' non potrei garantire, ma questo è ciò che si tramanda:
Si comincia qualche giorno prima, con la preparazione del ripieno, che deve riposare almeno tre giorni prima di essere utilizzato.
Questa che descriverà è la dose per sei pinze, ma io di solito ne faccio almeno una dozzina, perché la pinza è bello anche regalarla, per Natale, e poi si conserva bene per molti giorni.
Ingredienti per il ripieno:
- 1/2 kg di mostarda di cotogne
- 1 hg di pinoli
- 400 gr. di uvetta
- 50 gr. scarsi di cioccolato in polvere dolce misto a cacao amaro
- cedro candito finemente tritato, quantità a piacere
- vino bianco dolce (la quantità è variabile, leggere in seguito)
- "rusco", a piacere (miscela finemente tritata di cannella -poca-, chiodi di garofano -pochissimi- e anicini per la maggior parte. Puà darsi che qualcuno usasse anche un niente di noce moscata, ma io non l'ho mai fatto).
Dopo avere ben lavato l'uvetta sotto l'acqua corrente, metterla in un recipiente capace (senza farla "rinvenire", poichè questo avverrà nei giorni di riposo del ripieno) insieme a tutti gli altri ingredienti citati.
La quantità di vino dovrà essere tale da rendere l'impasto mescolabile, mantenendo però una consistenza molto pastosa, per cui io ne aggiungo poco per volta e mi regolo di conseguenza.
Mescolare energicamente con un cucchiaio di legno (la nonna usava quello grosso della polenta).
Lasciare riposare il ripieno per alcuni giorni in un luogo fresco, ricordandosi ogni tanto di mescolare e, se il caso, aggiungere un altro po' di vino di tanto in tanto.
Il profumo del ripieno che si spande per la casa è il segno che la festa è vicina. Io da bambina andavo a "pescare" i pinoli dal pentolone (una tentazione irresistibile...), se ritenete che possa succedere altrettanto a voi, vi consiglio di mettercene qualcuno in più... come faccio io!
E poi viene il giorno della preparazione delle pinze.
Ormai mancano pochi giorni al Natale.
Ingredienti per la pasta:
- 1 kg di farina 00 di grano tenero
- 4 uova
- 4 hg di zucchero semolato
- 150 gr. burro
- 3 bustine di lievito chimico per dolci
- una presa di sale
- la scorza grattugiata di un limone
- un po' di latte.
Disporre la farina unita allo zucchero, alla presa di sale, al lievito, alla scorza di limone, a fontana sul tagliere. Nel centro sgusciare le 4 uova, aggiungere il burro (ammorbidito prima a parte con una forchetta) e impastare velocemente, aggiungendo quanto latte occorrerà .
(La consistenza sarà quella della pasta frolla delle crostate).
Dividere l'impasto in 6 parti, ognuna delle quali verrà spianata col mattarello in forma rettangolare e dello spessore di circa un dito.
Spalmare di ripieno la superficie di ogni forma spianata e ripiegare in tre parti chiudendo a depliant, per intenderci, con le pagine sovrapposte, poi ripiegare leggermente su se stessi i due lati più corti, premendo un po', per evitare che fuoriesca il ripieno.
Sistemare le pinze (che cuocendo cresceranno), ben distanziate fra loro, su placche da forno rivestite di carta-forno, spennellarle delicatamente con albume sbattuto e cospargerle di granella di zucchero.
Infornare a forno già a temperatura di circa 180 gradi per circa 30-40 minuti (ovviamente, dipende dal forno).
Naturalmente io le inforno a più riprese.
Inutile ricordare che la perfetta cottura è condizione necessaria alla buona riuscita: le pinze dovranno essere dorate ma non troppo colorite e la pasta dovrà asciugarsi ma non eccessivamente seccarsi.
Una volta sfornate si lasciano raffreddare e si conservano, avvolte in un telo di cotone in un cassetto ben chiuso, in luogo fresco e asciutto, anche per 15 giorni.
La pinza si serve tagliata a fette dello spessore di circa due dita.
Buona festa.
******
Ed ora vi rincuoro subito: solitamente sono di poche parole, per cui questa presentazione lunghissima sara', molto probabilmente, il messaggio piu' lungo che scrivero' e, altrettanto probabilmente, uno dei pochi.
Grazie a tutti e, spero, a presto.
Ah, Blues for Schuur (di Diane Schuur) e' la colonna musicale che sta accompagnando la mia presentazione. [img]smile.gif[/img]
Innanzi tutto desidero fare i miei complimenti a Rossanina per la sua "creatura".
Poiche' mi e' capitato diverse volte di passare di qui e di trovare spunti interessanti, mi sembra giusto ringraziare e palesare la mia seppur saltuaria presenza di "occhio silenzioso".
Sono emiliana, piu' precisamente bolognese. La mia passione per la cucina e' quasi nata con me,
assorbita pian piano, ma fin da subito, sviluppatasi nei giochi di bambina, nei primi più o meno disastrosi esperimenti,
scampata all'esperienza di un tagliere più grande di me pieno di bomboloni rovesciatosi per terra (a lievitazione ultimata...).
"Cucina" per me significa molte cose: continuita', tradizione, amore, nuove esperienze, fantasia, creativita', liberta', piacere, convivialita', gusto. Insomma, e' un aspetto rilevante della vita.
Potrei dire che, nella mia esistenza, va a braccetto con la musica, e si influenzano a vicenda...
Ho letto che e' consuetudine offrire una ricetta di "presentazione": mi piacerebbe spartire con voi, a questo proposito, qualcosa che appartenga alla mia tradizione, e, trovandoci nel periodo pasquale, la logica vorrebbe che vi dessi una ricetta legata alla Pasqua. Ohime', la tradizione della mia famiglia di origine, per queste festivita', si ferma alle uova sode benedette... e francamente, per quanto la perfetta riuscita di un uovo sodo non sia per nulla scontata, non mi sembra proprio il caso! [img]graemlins/E17.gif[/img]
Ho letto con interesse, in questi giorni, di pinza pasquale. Ecco, io potrei affiancare la mia ricetta di pinza... ehm, natalizia
, tanto il tempo passa in fretta, no? E cosi', semmai, mi ricorderete come quella che si presento' a Pasqua con una ricetta di Natale...
Eccovela.
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Pinza bolognese
La mia è ricetta di nonna paterna...
Questo è il dolce che nella mia famiglia da alcune generazioni si fa per Natale e la sua preparazione è uno dei ricordi più belli legati alla mia infanzia, quando fare la pinza, o meglio, le pinze, nel bolognese era il rito che precedeva il Natale ed era già di per sè una festa.
Sull'originalità della composizione del 'rusco' non potrei garantire, ma questo è ciò che si tramanda:
Si comincia qualche giorno prima, con la preparazione del ripieno, che deve riposare almeno tre giorni prima di essere utilizzato.
Questa che descriverà è la dose per sei pinze, ma io di solito ne faccio almeno una dozzina, perché la pinza è bello anche regalarla, per Natale, e poi si conserva bene per molti giorni.
Ingredienti per il ripieno:
- 1/2 kg di mostarda di cotogne
- 1 hg di pinoli
- 400 gr. di uvetta
- 50 gr. scarsi di cioccolato in polvere dolce misto a cacao amaro
- cedro candito finemente tritato, quantità a piacere
- vino bianco dolce (la quantità è variabile, leggere in seguito)
- "rusco", a piacere (miscela finemente tritata di cannella -poca-, chiodi di garofano -pochissimi- e anicini per la maggior parte. Puà darsi che qualcuno usasse anche un niente di noce moscata, ma io non l'ho mai fatto).
Dopo avere ben lavato l'uvetta sotto l'acqua corrente, metterla in un recipiente capace (senza farla "rinvenire", poichè questo avverrà nei giorni di riposo del ripieno) insieme a tutti gli altri ingredienti citati.
La quantità di vino dovrà essere tale da rendere l'impasto mescolabile, mantenendo però una consistenza molto pastosa, per cui io ne aggiungo poco per volta e mi regolo di conseguenza.
Mescolare energicamente con un cucchiaio di legno (la nonna usava quello grosso della polenta).
Lasciare riposare il ripieno per alcuni giorni in un luogo fresco, ricordandosi ogni tanto di mescolare e, se il caso, aggiungere un altro po' di vino di tanto in tanto.
Il profumo del ripieno che si spande per la casa è il segno che la festa è vicina. Io da bambina andavo a "pescare" i pinoli dal pentolone (una tentazione irresistibile...), se ritenete che possa succedere altrettanto a voi, vi consiglio di mettercene qualcuno in più... come faccio io!
E poi viene il giorno della preparazione delle pinze.
Ormai mancano pochi giorni al Natale.
Ingredienti per la pasta:
- 1 kg di farina 00 di grano tenero
- 4 uova
- 4 hg di zucchero semolato
- 150 gr. burro
- 3 bustine di lievito chimico per dolci
- una presa di sale
- la scorza grattugiata di un limone
- un po' di latte.
Disporre la farina unita allo zucchero, alla presa di sale, al lievito, alla scorza di limone, a fontana sul tagliere. Nel centro sgusciare le 4 uova, aggiungere il burro (ammorbidito prima a parte con una forchetta) e impastare velocemente, aggiungendo quanto latte occorrerà .
(La consistenza sarà quella della pasta frolla delle crostate).
Dividere l'impasto in 6 parti, ognuna delle quali verrà spianata col mattarello in forma rettangolare e dello spessore di circa un dito.
Spalmare di ripieno la superficie di ogni forma spianata e ripiegare in tre parti chiudendo a depliant, per intenderci, con le pagine sovrapposte, poi ripiegare leggermente su se stessi i due lati più corti, premendo un po', per evitare che fuoriesca il ripieno.
Sistemare le pinze (che cuocendo cresceranno), ben distanziate fra loro, su placche da forno rivestite di carta-forno, spennellarle delicatamente con albume sbattuto e cospargerle di granella di zucchero.
Infornare a forno già a temperatura di circa 180 gradi per circa 30-40 minuti (ovviamente, dipende dal forno).
Naturalmente io le inforno a più riprese.
Inutile ricordare che la perfetta cottura è condizione necessaria alla buona riuscita: le pinze dovranno essere dorate ma non troppo colorite e la pasta dovrà asciugarsi ma non eccessivamente seccarsi.
Una volta sfornate si lasciano raffreddare e si conservano, avvolte in un telo di cotone in un cassetto ben chiuso, in luogo fresco e asciutto, anche per 15 giorni.
La pinza si serve tagliata a fette dello spessore di circa due dita.
Buona festa.
******
Ed ora vi rincuoro subito: solitamente sono di poche parole, per cui questa presentazione lunghissima sara', molto probabilmente, il messaggio piu' lungo che scrivero' e, altrettanto probabilmente, uno dei pochi.
Grazie a tutti e, spero, a presto.
Ah, Blues for Schuur (di Diane Schuur) e' la colonna musicale che sta accompagnando la mia presentazione. [img]smile.gif[/img]


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