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  • ...l'ultimo dei "sabotiers"

    Nella Val d'Ayas , un tempo, la costruzione dei zoccoli in legno costituiva un introito molto importante per le popolazioni di quelle valli, una calzatura per tutti gli usi e tutte le stagioni; una scarpa che viene da lontano, sia nel tempo che nello spazio.
    La parte alta della valle era ricca di boschi dai tronchi di cirmolo e abete: durante l'inverno gli ayassini ri recavano nel Canavese e nel Vercellese, la terra delle risaie piemontesi, per produrre in loco queste calzature di legno. Erano anche anche apprezzate come calzature da stalla: dentro quelle scarpe di legno i piedi rimanevano asciutti ed avevano anche, data la loro rigidità , una sorta di protezione antinfortunistica...contro gli zoccoli di qualche mucca sbadata.
    Le origini dei 'sabots... sono controverse ed al riguardo esistono tre correnti di pensiero a questo proposito: la prima che li faccia risalire all'insediamento ai piedi del Monte Rosa della popolazione 'Walser... di origine germanica nell'Alto Medioevo, Un'altra, meno affascinante, fa risalire la produzione di queste calzature non oltre i primi decenni del XIX secolo, rifacendosi ad alcuni atti di vendita delle stesse in Piemonte. L'ultima ipotesi, fondata sulla tradizione orale, è anche la più accattivante ed indica i precursori dei 'sabotiers... in un gruppo di montanari del villaggio di Cunèaz: dopo la peste del 1630 si erano recati al lavoro in Olanda ed al ritorno alla valle natia, avrebbero introdotto l'uso dei zoccoli di legno, modificati e adattati al terreno alpino.
    Il legno, unico tra i materiali naturali, ha contemporaneamente qualità termiche, isolanti e traspiranti.
    Attorno al collo della calzatura è frequente vedere un intaglio che accoglie un sottile filo di ferro ancorato a due chiodini: serve per contenere le fessurazioni prodotte nel legno dalle variazioni di temperatura ed umidità .
    Il legno è materia viva, e continua a pulsare anche dopo anni e anni; questa materia, unita al sapere montanaro, ha permesso agli abitanti della Val d''Ayas, e non solo a loro come per esempio la mia valle, la Valsugana, di affrontare la montagna in tutte le stagioni.
    Oggi l'utilità dei 'sabots... è stata superata dalle molteplici possibilità offerta dall'industria calzaturiera. Ci sono rimasti alcuni 'sabotiers... che producono queste calzature di legno ad uso e consumo dei turisti con l'aiuto delle macchine utensili.....tutti tranne uno.
    Delfino Burgay, classe 1929 come la mia mamma, usa ancora gli attrezzi della tradizione: trivelli, scalpelli, sgorbie, coltelli. La fase di svuotamento la affida ai principianti e le rifiniture esterne a mani di provata esperienza.
    Ha anche aperto una scuola: i 'sabots... vengono ancora impiegati per occasioni speciali...ed hanno bisogno di una mano speciale per confezionali.
    Quella di Fino.....l'ultimo dei 'sabotiers....
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