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  • #76
    Il mio cavallo di battaglia è il roastbeef...fatto con un bel pezzo di scamone che mi da il mio macellaio e ricordate che il roastbeef lo fa la carne buona, perché se non è buona lei potete fare quello che volete ma il vostro roastbeef farà schifo!

    Quindi, mettere il pezzo di carne in una pirofila, mettere qualche pezzettino di alloro in qualche buchetto qua e la e la foglia che rimane la mettete sopra la carne, salare pepare e un filo di olio in modo solo da ungere la carne un po" .
    Far cuocere a forno caldo 200° circa venti minuti da una parte e venti dall'altra, questo per circa 8 hg di carne.(poi la cottura varia da forno a forno, l'esperienza farà di questo piatto il vostro cavallo di battaglia!!, per esempio io la cuocio anche di più a volte).

    E adesso il segreto dello chef!: appena tolto dal forno bucherellare la carne con una forchetta da tutte le parti e versare sopra la carne del buon olio di oliva e COPRIRE subito con un coperchio o alluminio. Lasciar raffreddare e vedrete che bel "puccino" ci sarà poi. Tagliare a fettine sottili e servire col puccino!!

    Poco lavoro, anche da preparare prima e figurone assicurato.

    Questo ha una storia?? Semplicemente lo faceva mia mamma perché da piccola non mangiavo niente a parte carne e patate!!

    Buon appetito!

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    • #77
      In casa mia le tradizioni culinarie sono scarse, l'unico piatto che mi ricordo, cucinato da mia nonna paterna, sono i nodini al burro e le patate alla campagnola (saltate in padella di ferro con il prezzemolo - oddio a volte faceva anche le patatine surgelate fritte nella padella di ferro con il burro, giuro!). La mia nonna materna se la cavava un po' meglio , ma nessuno piatto particolarmente elaborato, diciamo che il suo must erano la piccatina di pollo al marsala e le cotolette, il nonno materno era il responsabile di dolci e marmellate, mia mamma è una cuoca creativa, i suoi due cavalli di battaglia sono il coque o vin e il boef an doube, che ovviamente io non ho imparato mai, per un nostra distorta dialettica madre-figlia! Insomma il retroterra culinario non mi ha aiutato molto, quindi mi sono creata un mio personale repertorio, iniziato da quando avevo circa 17 anni e coltivato da autodidatta in base alle cose che mi piacciono di più. Quindi, se d'impulso devo dire qual'è il mio cavallo di battagli direi che certamente sono gli spaghetti agli scampi, anche se non vivo in un posto di mare, anche se gli scampi sono costosi e so bene che sipotrebbero ottenere piatti meravigliosi con ingredienti più poveri (Enzo ti ho prevenuto), ugualmente per me questa pasta è un vero vizio, la adoro, l'ho fatta miliardi di volte, vado anche ad occhi chiusi e mi piace da morire ciucciare le teste rimaste dalla preparazione del sugo, in cucina, nascosta da occhi indiscreti ... ecco la ricetta.

      scampi
      passata
      carotina
      cipollina
      pulire gli scampi conservando tutti gli scarti (a seconda delle dimensioni circa 4 a testa più uno da lasciare intero)tagliare a pezzi grossi una cipolla e una carota, metterla in un tegame con le teste degli scampi, i carapaci e ilpeperoncino, far tostare a fuoco alto due minuti, quindi sfumare con un poco di vino bianco dal gusto un po' acido (mi scusino i cultori del vino non so come descriverlo non deve essere troppo profumato o dolce altrimenti, in aggiunta al dolce degli scampi, stroppia) e quando l'alcol è evaporato aggiungere la passata, non troppo abbondante, allungata con un poco di acqua o brodo vegetale (non dado). Far cuocere circa 15 minuti finché cambia odore, quindi passare al colino o al passaverdure in modo da spremere dalle teste tutto il succo. Rimettere sul fuoco, aggiungere gli scampi di guarnizione cuocere due minuti, aggiungere gli scampi scgusciati, cuocere un altro minuto e utilizzare per condire gli spaghetto o le linguine o dei tagliolini disola farina e acqua.

      Ross, spero vada bene. ciao!

      p.s. leggenda di famiglia narra che il mio bisnonno, spagnolo, fosse un genio della cucina, e preparasse paelle monumentali ai suoi amici ad ogni ora del giorno e della notte, mi piace pensare di aver preso da lui...

      [ 05.04.2006, 10:50: Messaggio modificato da: R ]
      Roberta
      i semi gettati al vento fanno fiorire il cielo

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      • #78
        Per me è la classica grigliata,fatta con costine e salsicce (tante) ,costatone di manzo, braciole di maiale, bistecche di cavallo.Le prime vengono messe prima col sale grosso, per il resto come sono finiscono sul barbecue.
        Ma è un rito. D'estate casa mia alla domenica diventa un porto di mare: non sai mai chi arriva, chi parte, chi si ferma a cena. Spesso qualcuno arriva alle dieci di mattina per fare il bagno e poi se ne va alle dieci di sera.
        Il bello del barbecue, arrivando al punto, è che viene preparato "insieme". C'è il rito dell'accensione del fuoco: mai che parta, tutti che dicono quale legna sarebbe meglio (mai quella che c'è ovviamente),se c'è molto caldo a questo punto in molti si rassegnano e si ributtano in acqua aspettanto il pranzo o la cena; se si sta ancora bene davanti al fuoco si sprecano i consigli per le cotture:" sposta di qui, metti di là , non vedi che brucia, più croccante è meglio". Per quando il tutto è cotto ci sono già un tot di bottiglie vuote e "giusto 2...000 fette di prosciutto" fatte fuori.Ci sono gli amici di sempre e quelli nuovi che ridono e che scherzano; i bambini finalmente liberi e l'
        atmosfera è quella delle vacanze, anche se il giorno dopo è ancora lunedì.
        Mai mangiate costine più buone di quelle della domanica.
        Be the kind of person your dog thinks you are

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        • #79
          il mio cavallo di battaglia, per modo di dire, ereditato dal mio papo" , sono le Cappesante gratinate al forno.

          E' una ricetta di famiglia, nel senso che la sentiamo nostra perché la faceva sempre mio papo" , era la SUA ricetta, ma ora appartine anche a me ed a mio fratello (credo sia stata la prima cosa che ha imparato a cucinare).

          Sono una gran cavolata onestamente ma ricordano i momenti di festa, quando c'erano le cappesante era un gran giorno, un po' perché sono amate da tutti in famiglia, poi veder mio papo" spignattare era sempre una gioia ed un evento, lui, che era sempre indaffarato con il lavoro, si ritagliava ogni tanto un po' di spazio per preparar prelibatezze.

          Non erano frequenti, perché il prezzo è sempre stato molto alto, tranne quell'anno che in vacanza a Caorle, i nostri amici pescatori tornavano con sacchi enormi di cappe, così tante che ce le regalavano...vi dico che per tre mesi ho mangiato quotidianamente cappesante...

          comunque, torniamo a noi...

          CAPPESANTE GRATINATE per 4 persone
          20 cappesante pulite(la polpa bianca ed il "corallo" rosso)
          pan grattato
          vino bianco
          burro
          prezzemolo
          una punta d'aglio
          sale q.b.
          sale grosso per la teglia


          Forno a 180° circa

          Dopo aver pulito le cappe, tenendo la conchiglia, quella più profonda, si prepara la teglia del forno spargendo del sale grosso sul fondo.

          Si poggiano le conchiglie con il frutto e si cominciano a condire.

          Si mescola un po' di pan grattato con il prezzemolo tritato e si sparge questo trito sulla cappa.
          Un fiocchetto di burro e una spruzzatina di vino bianco (io di solito faccio 1/2 vino 1/2 acqua per non richiare di sentire troppo il gusto del vino)

          Si inforna e si fanno cuocere, facendo attenzione a non farle seccare troppo, ogni tanto va' bene dare un'ulteriore spruzzatina di vino.
          Si fanno cuocere finché non si forma una crosticina sopra...e poi si mangiano con gusto, ed il sughino che si forma lo si raccoglie con del buon pane.


          eccole...son queste

          Monica le mie foto qui...mokapest's photos on Flickriver
          "Viaggiamo, inizialmente, per perderci. E viaggiamo, poi, per ritrovarci. Viaggiamo per aprirci il cuore e gli occhi..."

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          • #80
            lasagne ai carciofi

            e i tortelli fritti di mia nonna, antica ricetta ligure, ogni famiglia ha la sua.
            \"macaron, tu m\'à  provoquè et je te magne\" copyright di Moka
            http://album.alfemminile.com/album/seeall_139324/ricette-e-ricettine.html

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            • #81
              Beh, devo comunque postare una ricetta d'ingresso, quindi vi affliggerà con uno dei miei "cavalli di battaglia".
              E' un piatto della mia infanzia, che osservavo mia mamma preparare accrocchiato in ginocchio su una sedia al tavolo di cucina. La mia famiglia è una delle tante che alla fine dell'ultima guerra se ne partì fuggendo le foibe e le truppe titine. A Fiume, dove nacqui, che con Trieste era stata per anni ed anni porto d'ingresso delle merci che affluivano verso la Mitteleuropa, l'impero austro-ungarico, si era sviluppata e consolidata una società estremamente variegata. Italiani, croati, austriaci, ungheresi, greci, una forte comunità ebraica. La lingua franca era il dialetto veneto.
              La cucina era un calderone (fumante) in cui confluivano tradizioni eterogenee ed affascinanti.
              Una delle preparazioni che ricorrevano di sovente a casa mia erano i "capuzi impinidi", cioè i crauti ripieni. La mia mamma sosteneva che era un piatto ungherese, dato che la ricetta l'aveva avuta da una sua amica di origine magiara. In realtà oggi so che si tratta di una preparazione che si ritrova da Trieste su su fino alla Polonia e probabilmente oltre, in Estonia e Lituania.

              Servono:

              - una bella verza fresca, sfogliata
              - 2 scatole (ca. 800 gr.) di crauti, ben sciacquati
              - 600 gr di carne di maiale tritata (bene la coppa) oppure 50/50 con manzo
              - 80 gr. pancetta affumicata, tritata al mixer
              - 2 grosse cipolle, tritate
              - 1 cucchiaio di paprika dolce (anche di più, se vi piace)
              - 2 uova
              - 150 gr di riso (quello che volete)
              - un mazzettino di prezzemolo, tritatissimo
              - un pizzicone di cumino
              - 250 gr. di panna acida
              - 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
              - circa 250 gr di brodo (anche di dado...)
              - pepe nero abbondante
              - sale q.b.

              Sbianchite le foglie di verza in acqua bollente salata per pochi minuti, scolatele e depositatele su un canovaccio. Tagliate via la costa centrale in modo che si possano arrotolare ad involtino. Ponete una delle cipolle tritate in una padellina assieme alla pancetta sminuzzata e una lacrima d'olio, fate appassire finché la cipolla è traslucida, aiutandovi con qualche cucchiaiata di brodo perché non brunisca.
              Riunite in una capace terrina le carni, il riso crudo, la cipolla soffritta, le uova, sale, pepe, cumino e metà della paprika, il prezzemolo. Impastate. Se avete il Kenwood siete a cavallo. Mia mamma impastava come un demonio in una terrina di ceramica tutta sbeccata, con una ciocca di capelli che le scendeva inesorabile sul naso. Cercava di allontanarla soffiando invano dall'angolo della bocca, finché non mi sporgevo ad appuntargliela dietro l'orecchio. Scusate, sto divagando...
              Allora, in una casseruola che possa contenere tutti gli involtini in un unico strato (va benissimo anche una rostiera quadrata) fate rosolare per bene la rimanente cipolla, quindi prendete le vostre foglie di verza, ponetevi sopra due cucchiaiate di ripieno e avvolgetele per bene piegando all'interno i lembi laterali.
              Deponete ordinatamente gli involtini nella casseruola sopra la cipolla, fino ad esaurimento degli ingredienti. Distribuite i crauti sopra gli involtini, stemperate nel brodo la rimanente paprika e il concentrato di pomodoro, irrorate il tutto uniformemente. Ponete sul fuoco incoperchiato, riducendo la fiamma al minimo quando prende il bollore. Fate cuocere pian piano circa un'ora e mezza.
              La panna acida appare allorchè si porta in tavola. Per farla prendete 250 gr. di panna fresca, metteteci una grossa cucchiaiata di yogurt, mescolate e lasciate a temperatura ambiente per almeno sei ore. Quindi porre in frigo per un giorno o due. E' pronta. Servitela in una ciotola da cui ciascuno si servirà versandola sugli involtini.
              Se preparate i capuzi impinidi il giorno prima, e li scaldate aggiungendo eventualmente un po' di liquido, risulteranno assai migliori. Mia mamma diceva che per un risultato perfetto bisognava far attaccare un po' la cipolla sul fondo, ma io non ho mai avuto il coraggio di farlo.

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              • #82
                Livio, che bella questa ricetta e che bella immagine hai dato di tua mamma.......
                mi sembra di vederla che si soffia via i capelli dalla faccia...

                Grazie.


                P.S. Mi ricorda un po' la Sarmale di Adriana
                un piatto rumeno, molto buono.
                http://lagallinavintage-giuliana.blogspot.com/

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                • #83
                  E' una preparazione strana, particolare, Livio.
                  Eppure non così sconosciuta.
                  E' arrivata fino a qui la ricetta delle foglie di verza ripiene.
                  Per strada ha perso la paprika e i crauti, ha acquistato parmigiano e uovo, al posto della pancetta affumicata ha messo la salsiccia.
                  La cipolla sì, tanta anche da noi.
                  Niente panna acida. Salsa di pomodoro in cui affogare gli involtini.
                  Ricetta antica e un po' dimenticata. [img]smile.gif[/img]
                  "Cannella bruna e calda come la pelle per trovare qualcuno che ti prenda per mano. Seme di coriandolo, rotondo come la terra, per farti vedere chiaro. Trigonella contro la discordia. Zenzero per il coraggio profondo di chi sa quando dire no."
                  Da: " La Maga delle Spezie". Chitra Banerjee Divakaruni.

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                  • #84
                    </font><blockquote>cita:</font><hr />Inviato da: Livio:

                    ... Mia mamma impastava come un demonio in una terrina di ceramica tutta sbeccata, con una ciocca di capelli che le scendeva inesorabile sul naso. Cercava di allontanarla soffiando invano dall'angolo della bocca, finché non mi sporgevo ad appuntargliela dietro l'orecchio. Scusate, sto divagando...
                    </font>[/QUOTE]Per un attimo ho avuto tua mamma davanti agli occhi. Grazie Livio, bellissima descrizione [img]smile.gif[/img] Ah, ho visto la tua scheda, anche se in ritardo: buon compleanno.
                    "L'utopie à§a réduit à  la cuisson, c'est pourquoi il en faut énormément au départ"
                    Gébé

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                    • #85
                      Mamma mia.. che belle queste ultime suggestioni.. fino ad ora ero indecisa sul cavallo di battaglia da nominare, ma ora che vi ho letto mi sembra quasi più facile..
                      Questa è l'unica ricetta che ancora accomuna me e la mia famiglia, in particolare mia nonna paterna Gina, perché su tutte le altre ho operato non poche modifiche e destrutturazioni. Questa invece è quasi come l'originale e ho preso parte alla sua preparazione la prima volta credo a non più di 5 anni..
                      Quando la preparo di solito la servo anche come antipasto, anche se nasce come secondo piatto. E' che non resistevo a 5 anni all'assaggio, figuratevi se posso resistere a 30.. così condivido l'assaggio furgale (e bollente) con gli ospiti.
                      Sono le leggendarie PURPETTE TE TONNU

                      Polpette di tonno
                      ventresca o in alternativa filetto, più tutti i ritagli avanzati, sminuzzati a coltello

                      (perché a casa della nonna questa ricetta si preparava nel giorno in cui si faceva anche il tonno sott'olio: quella sottolio è una preparazione lunga, fastidiosa e puzzolente, che dura la bellezza di 2 giorni, ma quello che ne viene fuori è un altro pianeta rispetto al tonno in scatola che siamo abituati a mangiare.. è qualcosa di commuovente..)
                      perciò mentre per il sottolio si usano i tranci per le polpette si tiene tutto il meglio e i pezzettini in avanzo

                      uno spicchio d'aglio
                      cipolla prezzemolo e capperini tritati minuscoli
                      un uovo
                      (ma badate che stiamo parlando di una quantità consistente di pesce, per fare il tonno si riunisce mezza famiglia!)
                      pangrattato, sale e pepe

                      Come vedete non è particolarmente difficile, unica nota che vi raccomando è l'olio della frittura, un extravergine delicato, e la cottura stessa.. il cuore delle polpette deve restare quasi crudo..

                      Vi racconto poi un'ultima curiosità : a Favignana esiste una preparazione molto simile, ma invece che fritte le polpette sono cotte in umido con un sughetto di pomodoro.. il che trasforma questa ricetta in un secondo quasi perfetto, che non ha bisogno di essere accompagnato se non dal pane, mentre noi a gallipoli accompagnamo le polpette (tutte quelle di mare) con un'insalatina di rucola selvatica, cipolla rossa e olive nere..

                      Dopo quest'ondata di ricordi ho appena deciso che questo sarà il mio contributo per il raduno di Rimini..
                      ty
                      Mettiamo un disco sul giradisco, baci in cucina, baci in sala, baci in garage.
                      E poi facciamo 120 bambini tutti con dei nomi molto particolari,
                      così gli canto una canzone, di quelle belle che li fanno addormentare - dente

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                      • #86
                        </font><blockquote>cita:</font><hr />Inviato da: Laura Luna:
                        [QB] Il mio cavallo di battaglia è il roastbeef...fatto con un bel pezzo di scamone che mi da il mio macellaio e ricordate che il roastbeef lo fa la carne buona, perché se non è buona lei potete fare quello che volete ma il vostro roastbeef farà schifo!
                        </font>
                        [img]graemlins/E17.gif[/img] sembri Vanna Marchi [img]graemlins/E17.gif[/img] [img]graemlins/E17.gif[/img]
                        Faccio sempre ciò che non so fare, per imparare come va fatto.
                        V. Van Gogh

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                        • #87
                          tofu e pate di alghe per la macrobiotica

                          pizza, pasta ripiena, torte salate, salmone marinato ma dipende dagli ospiti che ho...solo una cosa ho fatto per anni come antipasto ed era un'insalata tiepida con il lardo che avevo imparato in Corsica
                          vi metto la ricetta (molto poco macrobiotica e intasa per bene il lavoro del cardiologo):

                          2 cespi di insalata tipo brasiliana (deve essere bella soda e croccante)
                          1 etto di pancetta bella grassa o di lardo
                          1 etto di saint maure o di caprino stagionato (quello con la muffetta bianca intorno)
                          pane casereccio a fette e raffermo
                          olio extra vergine
                          aceto balsamico
                          aglio

                          Tagliuzzare grossolamente l'insalata. Tostare il pane, fregarlo con l'aglio e tagliarlo a quadrettini. tagliare a quadretti anche il lardo e il formaggio (con la crosta). In una pirofila mettere tutti gli ingredienti, condire con olio, qualche goccia di balsamico e tanto pepe. Mettere in forno già caldo per 5 minuti e servire subito. Con un bel barolo o una barbera è perfetto.
                          http://www.lacuocapetulante.blogspot.com

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                          • #88
                            Il mio cavallo di battaglia......mi verrebbe da dire: Il Forni
                            Ma quello non si cucina (ho tentato di surgelarlo però, [img]graemlins/E17.gif[/img] in un momento in cui avevo posto in uno dei freezer [img]graemlins/E17.gif[/img] )

                            Stupidate a parte, credo di dovere affermare che, seguendo la logica indicata dalla capa nel suo intervento iniziale, il mio cavallo di battaglia è la Guancia di vitello al lambrusco, di cribianchi: fatta innumerevoli volte, sia con vitellone che con vitello e raccolto lodi e consensi, oltre a stupore, OGNI VOLTA.
                            Sono piuttosto "abituata" a fare dolci e a trarne gratificazioni ma questo credo sia, in assoluto, il piatto che ho proposto a persone che non lo conoscevano e che ha fatto sgranare gli occhi a tutti durante l'assaggio, quello che ha fatto dire a tutti "mai avrei pensato nemmeno di mangiarla la guancia". Beh, credo questo volesse dire la papera.

                            ----------------------------------

                            GUANCIA DI MANZO/VITELLO al LAMBRUSCO di cribianchi

                            mi permetto di suggerirvi una ricetta collaudatissima del guanciale di vitello o manzo (più facile da trovare, anche al supermercato) che mi è stata gentilmente rivelata da una ristoratrice di Mantova, titolare di un noto locale, nonchè carissima amica.
                            Devo dire che l'ho fatta diverse volte e, oltre a riscuotere un grosso successo, risulta piacevolmente leggera al contrario della buona parte degli stracotti o brasati che dir sivoglia.

                            la ricetta è questa (dosi per 4/6 persone con buon appetito):

                            . guancia di vitello o manzo (io lo acquisto alla SMA e lo trovo in vaschette da circa un Kg l'una; si presenta come un grosso filetto alto circa 4/5cm, in ogni vaschetta possono esserci 1, 2 o 3 pezzi)
                            - 1/2 litro di lambrusco nero
                            - 3/4 di bottiglia di passata di pomodoro
                            - 1+1/2 dado
                            - 2 cipolle bianche
                            - olio ev
                            - 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
                            - 1 pugno di sale grosso
                            - 1 pezzo di cannella
                            - una macinata di pepe
                            - 30 gr. di burro
                            Taglio la carne a fette alte circa 2 centimetri, affetto grossolanamente le cipolle e le faccio appassire in un bicchiere circa di olio.
                            Una volta appassite le cipolle le tolgo dalla pentola e le butto, mi restererà solo una velatura di olio sul fondo. Tolgo dal fuoco e adagio le fette di carne nella pentola (senza far rosolare) aggiungendo tutti gli altri ingredienti, tranne il burro.
                            Chiudo con il coperchio e faccio andare a fuoco medio per 2,5 ore rigirando la carne di tanto in tanto dall'alto verso il basso della pentola.
                            Prima di spegnere aggiungo il burro mescolando e lascio riposare.

                            Normalmente lo preparo il giorno prima e lo riscaldo a fuoco lentissimo per 30/45 minuti prima di servirlo. La carne sembrerà un burro e si scioglierà in bocca...provare per credere
                            ------------------------

                            nota di babette: il sugo risulta sempre molto abbondante ma io lo conservo, porzionato, in freezer ed è STREPITOSO per condirci una buona pasta corta, ruvida, e spolverata con parmiggiano o altro pecorino stagionati.

                            [ 05.04.2006, 13:06: Messaggio modificato da: babette ]
                            silvia

                            Non ci siamo ritrovati per farci vedere, e neppure per mangiare: per quello sarebbe bastato un ristorante.
                            Noi ci siamo mangiati.
                            (enzo)

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                            • #89
                              il mio cavallo di battaglia e'il classico gatto'di patate che mi riesce veramente superbuono

                              me lo ha insegnato mia suocera e mi va bene in un mare di occasioni:
                              quando sono invitata e'facile da trasportare, si riscalda, se possibile, o si mangia anche freddo

                              va bene per le scampagnate e per quando vai in soccorso degli amici che stanno ristrutturando casa

                              piace molto ai bambini (provato durante uno scambio fra la scuola dei miei figli con dei ragazzi francesi ospiti...divorato e chiesto il bis, ed eravamo tutte preoccupate di cosa mangiassero i ragazzini francesi)

                              lo posso fare al mattino, starmene a spasso tutto il giorno, e trovarmi con la cena pronta

                              se avanza va bene anche il giorno dopo, pure per chi di noi si deve portare il pranzo da casa

                              gli ingredienti ci sono praticamente sempre in tutte le stagioni e sono facili da trovcare

                              ha un'aria proprio appetitosa goduriosa
                              non volge indietro chi a stelle e' fisso (Leonardo Da Vinci)

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                              • #90
                                </font><blockquote>cita:</font><hr />Inviato da: antonellina:
                                </font><blockquote>cita:</font><hr />Inviato da: Laura Luna:
                                [QB] Il mio cavallo di battaglia è il roastbeef...fatto con un bel pezzo di scamone che mi da il mio macellaio e ricordate che il roastbeef lo fa la carne buona, perché se non è buona lei potete fare quello che volete ma il vostro roastbeef farà schifo!
                                </font>
                                [img]graemlins/E17.gif[/img] sembri Vanna Marchi [img]graemlins/E17.gif[/img] [img]graemlins/E17.gif[/img]
                                </font>[/QUOTE] guarda che mi offendo!!

                                Commenta

                                Operazioni in corso..
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