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  • A PROPOSITO DELLA CAMELLIA SINENSIS

    Nonostante un "lampsus linguae" nella giusta trascrizione della parola di questa bevenda in un mio precedente topic,vorrei fare alcune precisazioni in merito.Il tea non è una bevanda inglese,ma bensì orientale che si diffuse Europa grazie alla Compagnia delle Indie Orientali Olandesi(1602).Più precisamente,dalla seconda ,metà del XIV sec.,i Portoghesi,ottenuta la concessione della penisola di Macao,cominciarono ad importare in Europa delle modeste quantità di foglioline di questa bevanda che cominciò così a venire apprezzata alla corte del re del Portogallo:Giovanni IV.Gli Olandesi,in seguito ampliarono il raggio di azione per fini commerciali aprendo delle basi a Giava e Sumatra.Gli inglesi "affiancarono" gli olandesi in questi traffici e in poco tempo ne diventarono i monopolizzatori.Fra i primi estimatori del tea va annoverato Luigi IV (in Francia fu infatti introdotto nel 1636).;gli inglesi furono invece i primi a farsi venire l'idea di tassarlo (Vedi- Atto di Navigazione varato anche contro gli olandesi,lo Stamp act,il Boston tea Party,ecc.)Comunque,il tea fu ammesso all corte inglese solo nel 1662 ad opera della regina portoghese Caterina di Braganza moglie di Carlo II e figlia proprio di quel Giovanni IV di cui sopra. CURIOSITA': ancora oggi in Portogallo per indicare il tea si usa la parola "CHA'"(si pronuncia scia).Questo è singolare perchè in molti testi antichi cinesi,questa bevanda è chiamata in vari modi: Chung,Kha,la rara versione Tseh,ma sopratutto proprio CHA (in un trattato del XVII sec. si legge anche "TRAITE' DU THE'"...insomma,ci sono varie trascrizioni)Si può dire pertanto che il Portogallo ha parte rilevante in questa storia...Personalmente sono un'estimatrice del tea verde,in particolare delle varietà SENCHA,HOJICHA(si legge "ocicia" e si ottiene tostando su fiamma viva la foglie del tea verde;è gradevole anche freddo)e OOLONG ("Dente di drago")un tea semifermentato dalle caratteristiche foglie marroncine.Molto buoni sono anche il KOKEICHA (si pronuncia cocheicha e ha una lavorazione particolare;le foglie infatti sono pressate e tagliate a mo' di filarini)e lo YUNNAN cinese.Per fare un buon tea bisognerebbe attenersi a precise regole (bellissima è la cerimonia giapponese del tea,la "CHA-NO-YU"letteralmente "cerimonia per preparare il tea"e il testo del "signore del tea",LU YU,che durante la dinastia Tang scrisse il "CHA CHING",il "canone del tea"),tra cui quella di scegliere un'acqua che abbia il più basso residuo fisso possibile (come mi ha detto la signora dalla quale mi rifornisco).Se volete comprare dei buoni tea già confezionati (quelli sfusi sono però largamente i migliori perchè di solito nelle bustine si utilizzano i FANNINGS O DUSTS,cioè polver di tea che resta durante l'ultimo setaccio)state attenti a ciò che c'è scritto dietro le scatole.Ad esempio se trovate scritto "LEAF" state comprando la qualità a foglia intera,la più pregiata.FOP invece voul dire "FLOWERY ORANGE PECKOE"

  • #2
    Scusate,ho premuto un tasto in più e il messaggio è partito!!!Stavo dicendo,che bisogna stare attenti alle indicazioni sul grado di maturità e la forma della foglie,ma in linea generale quando trovate le sigle " LEAF FOP,GFOP,TGFOP,FTGFOP",state comprando tea di ottima e buona qualità,mentre lo sono un pò meno i BROKEN che rappresentano un tipo di tea a foglia spezzata e si riconoscono perchè nelle sigle compare una B.Non aggiungete assolutamente zucchero o tea(anche se in Inghilterra c'è la diatriba del "milk-in first e milk-in last")e sopratutto,sorseggiatelo in tranquillità perchè diceva un poeta cinese contemporaneo di Lu Yu:"la prima tazza mi bagna le labbra e la gola...la quinta tazza mi purifica e la sesta mi chiama nel regno dell'immortalità...". [img]graemlins/E17.gif[/img]

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