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    http://ilmessaggero.caltanet.it pag 9

    ALLE SPALLE DEI CONSUMATORI
    «Limoni di Amalfi», ma venivano dalla Spagna

    Diventata obbligatoria l’etichetta della provenienza, i falsari della frutta hanno invaso i mercati. L’allarme della Coldiretti

    ROMA - Che bel limone, giallo splendente, con le foglie ed il suo rametto ancora attaccati. Sicuramente è genuino. Sarà pure genuino, ma è a rischio. Batteri, parassiti, sostanze inquinanti.

    In Italia è vietato vendere prodotti così vestiti, proprio per motivi di igiene.
    E allora attenzione perché in giro vi sono parecchi “falsi”, prodotti importati da diverse nazioni, europee e non, che poi vengono spacciati come “regolari”, cioè controllati e preparati prima delle vendita nei cosiddetti centri di confenzionamento previsti dalle norme nazionali.

    Non solo, ma su alcuni vengono attaccate false ”griffe” di marchi prestigiosi, ad esempio Melinda - Val di Non . Un po’ come avviene per capi di abbigliamento e cd.

    Vere e proprie contraffazioni, insomma, come documentano i sequestri effettuati dai funzionari dell’Ispettorato centrale repressione frodi del Ministero delle Politiche Agricole.

    Solo nelle ultime settimane sono state bloccate in Sicilia 138 cassette di patate egiziane spacciate come italiane; un tir proveniente dalla Spagna carico di limoni, fermato sulla costiera amalfitana, dove vengono prodotti i famosi limoni di Amalfi (tutelato dal marchio di Indicazione geografica protetta), nel Lazio scoperte mele con falsi marchi Melinda.

    Inoltre come segnala la Coldiretti 1000 quintali di Kiwi, provenienti dal Cile, sono scomparsi dai magazzini di una nota cooperativa ortofrutticola emiliana, e compariranno probabilmente sul mercato come “made in Italy”.

    «Questo fenomeno interessa il 7/8 % di tutto il mercato dell’ortofrutta, parliamo ogni anno di 320 mila tonnellate circa di prodotti spacciati come italiani - dice Giusepe Fugaro, responsabile del coordinamento dei servizi ispettivi del Servizio Centrale repressioni frodi del ministero -.

    E il fenomeno si accentua in presenza di crisi di mercato per certi frutti di stagione, quando le avverse condizioni climatiche hanno compromesso i raccolti, riducendo le quantità disponibili. I prezzi salgono e i furbi pure.

    E’ bene ricordare che i prodotti ortofrutticoli possono essere venduti nei mercati solo dai produttori, mentre quello che si acquista nei negozi e nei supermercati è stato confenzionato negli appositi centri di confezionamento che normalizzano il prodotto, cioè lo puliscono delle foglie e degli altri elementi che lo fanno apparire diciamo tanto ruspante, ma potrebbero essere pericolosi per la salute».

    Come fare allora per difendersi? «Per i consumatori il consiglio - dicono alla Coldiretti- è di chiedere sempre l'origine dei prodotti e prediligere le varietà di stagione, in serra e in pieno campo, che presentano le migliori caratteristiche qualitative e il prezzo più conveniente; preferire le produzioni e le varietà locali che non essendo soggette a lunghi tempi di trasporto garantiscono maggiore freschezza; privilegiare gli acquisti diretti dagli agricoltori, nei mercati e nei punti vendita specializzati dove è più facile individuare l'origine e la genuinità dei prodotti.

    Optare, infine, per acquisti ridotti e ripetuti nel tempo a garanzia di un'elevata freschezza».
    L.D.D.


    Foto: Lampedusa - Palinuro - Marettimo - Sant'Antioco
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