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Lunedì 14 Aprile 2003
Siamo più alti. Nuove misure per vestiti, letti e banchi di scuola
La statura cambia l’Italia
di ANTONIO GOLINI
DOPO essere stata impetuosa, continua ancora ad essere notevole la crescita della statura nel nostro paese, così come in molti paesi occidentali. A determinare una statura media sempre più alta si è messo in moto ormai da alcuni decenni un circolo virtuoso fra cura della gravidanza, ricca e appropriata alimentazione nella prima infanzia, benessere e cultura da un lato e fattori genetici dall’alto.
Nel 1998, per i ragazzi nati nel 1980, la statura media, misurata alla visita di leva, sfiorava 1 metro e 75 centimetri e pure i sardi, da molto tempo i più bassi nel nostro paese, sono arrivati a una media di 1 e 72 contro 1 e 78 dei friulani, che sono i più alti. Una differenza quindi di soli 6 centimetri, mentre ancora per i nati del 1931 fra i friulani e lucani (all’epoca i più bassi) era di 9 centimetri. Le statistiche della Leva militare consentono di tratteggiare con continuità fin dalla fine dell’800 i tempi e i modi del positivo effetto della diffusione del benessere sulla statura. In epoca contemporanea il massimo della differenza territoriale si registra per i nati del 1941 quando le condizioni sociali ed economiche del Centro-nord erano molto più avanzate di quelle del Mezzogiorno, dove soltanto assai dopo sono migliorate, facendo diventare prima soddisfacente e poi buona la cura della gravidanza e della prima infanzia. E così fra il Centro-nord e il Mezzogiorno la differenza che alla leva per i nati del 1941 era di 4,8 cm a favore dei settentrionali è scesa rapidamente fino a soli 1,8 cm per i nati del 1980.
Ma ancora più straordinariamente è cambiato il numero dei molto bassi e dei molto alti. Fra i nati del 1931 ad avere una statura di meno di 1 e 60 era in Basilicata il 32,6 per cento dei maschi, mentre fra i nati del 1980 solo 1,5; ad averne una di 1,80 e più era lo 0,3 per cento e oggi il 16,4. Fra i friulani nati nel 1980 i molto alti sono addirittura il 39 per cento. Con le proporzioni dell’epoca si capisce perché si diceva che “altezza è mezza bellezza" e perché comparisse nelle riviste la pubblicità, oggi scomparsa, di specialisti che vantavano di riuscire ad allungare il corpo di qualche centimetro o di scarpe da uomo che con un alto tacco dissimulato consentivano di guadagnarne 2 o 3.
Negli ultimi decenni, quindi, è sempre cresciuta la probabilità che in media i figli fossero più alti dei genitori con un alto valore simbolico perché avere figli più alti assumeva il significato di farli arrivare più in alto. Ma anche di aver contribuito manifestamente al miglioramento della specie, soddisfacendo così un innato bisogno profondo.
Pure sul piano pratico, molte cose sono dovute cambiare in conseguenza di questa forte crescita della statura. In primo luogo gli abiti confezionati che tengono in gran conto le modificazioni della intera struttura corporea, e quindi non solo della statura; i mobili per i quali sono state modificate le misure a partire da quelle dei letti, un tempo molto più corti tanto da sorprenderci quando li vediamo in una reggia o nelle dimore patrizie di un tempo; e poi ancora le motociclette che hanno dovuto adeguare i telai; e così via per un grandissimo numero di beni. Si sta pensando, fra l’altro, anche di cambiare le regole della pallavolo, con l’idea di innalzare la rete da 2 metri e 43 cm a 2 e 50.
Essere alti conviene anche da altri, importanti punti di vista, visto che, a parità di altre condizioni, la probabilità di ammalarsi e di morire precocemente diminuisce all’aumentare della statura. Gli alti infatti si trovano ad essere mediamente più sani, anche se non si sa bene se sono alti perché sono più sani o più sani perché sono alti. Un problema, questo, difficile e complicato.
Quali previsioni per il futuro? La statura media dovrebbe continuare ad aumentare anche se ad un ritmo inferiore a quello degli ultimi decenni. La componente benessere e la cura della gravidanza e della prima infanzia dovrebbero poter migliorare ulteriormente ancora di poco, mentre la componente genetica potrebbe continuare a giocare un ruolo positivo. Anche la statura comunque sembra avere un limite, sicché la prospettiva è che tutti tendano alle stature massime, mentre restano molto poche le persone “tremendamente" alte
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Lunedì 14 Aprile 2003
Siamo più alti. Nuove misure per vestiti, letti e banchi di scuola
La statura cambia l’Italia
di ANTONIO GOLINI
DOPO essere stata impetuosa, continua ancora ad essere notevole la crescita della statura nel nostro paese, così come in molti paesi occidentali. A determinare una statura media sempre più alta si è messo in moto ormai da alcuni decenni un circolo virtuoso fra cura della gravidanza, ricca e appropriata alimentazione nella prima infanzia, benessere e cultura da un lato e fattori genetici dall’alto.
Nel 1998, per i ragazzi nati nel 1980, la statura media, misurata alla visita di leva, sfiorava 1 metro e 75 centimetri e pure i sardi, da molto tempo i più bassi nel nostro paese, sono arrivati a una media di 1 e 72 contro 1 e 78 dei friulani, che sono i più alti. Una differenza quindi di soli 6 centimetri, mentre ancora per i nati del 1931 fra i friulani e lucani (all’epoca i più bassi) era di 9 centimetri. Le statistiche della Leva militare consentono di tratteggiare con continuità fin dalla fine dell’800 i tempi e i modi del positivo effetto della diffusione del benessere sulla statura. In epoca contemporanea il massimo della differenza territoriale si registra per i nati del 1941 quando le condizioni sociali ed economiche del Centro-nord erano molto più avanzate di quelle del Mezzogiorno, dove soltanto assai dopo sono migliorate, facendo diventare prima soddisfacente e poi buona la cura della gravidanza e della prima infanzia. E così fra il Centro-nord e il Mezzogiorno la differenza che alla leva per i nati del 1941 era di 4,8 cm a favore dei settentrionali è scesa rapidamente fino a soli 1,8 cm per i nati del 1980.
Ma ancora più straordinariamente è cambiato il numero dei molto bassi e dei molto alti. Fra i nati del 1931 ad avere una statura di meno di 1 e 60 era in Basilicata il 32,6 per cento dei maschi, mentre fra i nati del 1980 solo 1,5; ad averne una di 1,80 e più era lo 0,3 per cento e oggi il 16,4. Fra i friulani nati nel 1980 i molto alti sono addirittura il 39 per cento. Con le proporzioni dell’epoca si capisce perché si diceva che “altezza è mezza bellezza" e perché comparisse nelle riviste la pubblicità, oggi scomparsa, di specialisti che vantavano di riuscire ad allungare il corpo di qualche centimetro o di scarpe da uomo che con un alto tacco dissimulato consentivano di guadagnarne 2 o 3.
Negli ultimi decenni, quindi, è sempre cresciuta la probabilità che in media i figli fossero più alti dei genitori con un alto valore simbolico perché avere figli più alti assumeva il significato di farli arrivare più in alto. Ma anche di aver contribuito manifestamente al miglioramento della specie, soddisfacendo così un innato bisogno profondo.
Pure sul piano pratico, molte cose sono dovute cambiare in conseguenza di questa forte crescita della statura. In primo luogo gli abiti confezionati che tengono in gran conto le modificazioni della intera struttura corporea, e quindi non solo della statura; i mobili per i quali sono state modificate le misure a partire da quelle dei letti, un tempo molto più corti tanto da sorprenderci quando li vediamo in una reggia o nelle dimore patrizie di un tempo; e poi ancora le motociclette che hanno dovuto adeguare i telai; e così via per un grandissimo numero di beni. Si sta pensando, fra l’altro, anche di cambiare le regole della pallavolo, con l’idea di innalzare la rete da 2 metri e 43 cm a 2 e 50.
Essere alti conviene anche da altri, importanti punti di vista, visto che, a parità di altre condizioni, la probabilità di ammalarsi e di morire precocemente diminuisce all’aumentare della statura. Gli alti infatti si trovano ad essere mediamente più sani, anche se non si sa bene se sono alti perché sono più sani o più sani perché sono alti. Un problema, questo, difficile e complicato.
Quali previsioni per il futuro? La statura media dovrebbe continuare ad aumentare anche se ad un ritmo inferiore a quello degli ultimi decenni. La componente benessere e la cura della gravidanza e della prima infanzia dovrebbero poter migliorare ulteriormente ancora di poco, mentre la componente genetica potrebbe continuare a giocare un ruolo positivo. Anche la statura comunque sembra avere un limite, sicché la prospettiva è che tutti tendano alle stature massime, mentre restano molto poche le persone “tremendamente" alte

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