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  • SUA MAESTA" IL NERO

    L' ho trovato al volo e ve lo mando ora. Spero il breve taccuino vi piaccia e, se non ne conoscete ancora il protagonista, vi spinga a far ricerche presso il vostro formaggiaio di fiducia.
    --------------------------------
    Il titolo evoca immagini esotiche, capanne di paglia e fango, un trono di legno coperto di pelli pregiate e una figura nera avvolta in abiti bizzarri e coloratissimi. Tutto attorno, uno stuolo di cortigiani dal volto lustro e altrettanto nero, su cui spicca il bianco degli occhi e dei sorrisi.

    No, invece, perche’ di formaggio si tratta. Non di un formaggio qualunque ma di qualcosa che rappresenta un voto di fede, lo stato dell’ arte casearia, testimonianza di cio’ che passione, grande esperienza e rispetto maniacale di tradizioni antiche di otto secoli possono produrre quando si mettono insieme.

    Prima ci sono i pascoli incontaminati dell’ alta collina e montagna dell’Appennino Tosco – Emiliano, versante Bolognese, dove le vacche sono libere di pascolare in prati privi di pesticidi e a “biologicita’ garantita” dove trovano principalmente foraggio di prato polifita e medicaio.
    Il latte, assolutamente intero e proveniente dalle due mungiture, quella del mattino e quello della sera, deve avere le caratteristiche analitiche definite da un rigoroso Disciplinare Tecnico.
    Il coagulo avviene utilizzando caglio di vitello in polvere e non e’ assolutamente tollerato l’ impiego di sostanze antifermentative.
    Nel processo tecnologico, inoltre non devono essere utilizzati fermenti lattici di derivazione industriale ma solo un siero innesto autoprodotto, a garanzia dell’ autoctonia della microflora utilizzata.
    Soltanto sei gli allevatori, riuniti in Cooperativa, il cui latte, esclusivo e certificato, ogni mattina viene conferito al piccolo caseificio di Rocca di Roffeno, frazione del comune montano di Castel d’ Aiano, in bidoni sigillati e dotati di contrassegno identificativo della stalla produttrice.
    La lavorazione del latte in caseificio avviene in modo tale da mantenere separati i lotti di provenienza e ogni forma sara’ contrassegnata dal Mastro Casaro con il giorno di produzione e la sigla della caldaia di produzione, cosi’ che sia sempre possibile ricostruire ogni fase della “vita” di ogni singola forma.
    A 12 mesi dalla produzione, ogni forma, del peso variabile da 25 a 40 chili, viene trattata con sostanze naturali, resine e pigmenti vegetali la cui ricetta e’ inserita nel Disciplinare tecnico, che conferiscono il caratteristico colore a questo straordinario formaggio, nero, come si faceva tanti anni fa, dai riflessi setosi e pieni di una ceramica raqu.
    E’ stagionato in modo totalmente naturale almeno 36 mesi in locali la cui temperatura e umidita’ relativa sono costantemente monitorate, nel rispetto del Disciplinare.

    Il risultato finale e’ un formaggio semigrasso a pasta dura, cotta e a lenta maturazione, con Certificazione di Prodotto, uno strumento volontario adottato per garantire la conformita’ nel tempo a un determinato Disciplinare Tecnico il cui rispetto e’ certificato da un Organismo di Certificazione totalmente estraneo rispetto al produttore.
    Tale tipo di Certificazione offre maggiori garanzie di genuinita’ e conformita’ agli standard qualitativi stabiliti nel Disciplinare che non la certificazione ISO 9000 (conformita’ dell’ intero sistema produttivo) o la certificazione HACCP che valuta soltanto gli aspetti igienico-sanitari.

    L’aroma e’ fragrante e delicato, il sapore netto ma non piccante.
    La struttura della pasta risulta a grana minuta e fine, la frattura a scaglia.
    Spessore della crosta: circa sei millimetri.
    Zona di produzione e invecchiamento: soltanto i comuni montani di Cereglio, Tole’ e Castel d’ Aiano.

    Mi sono volutamente addentrato nel dettaglio tecnico perche’ mi sembra importante al fine di dimostrare la precisa, univoca volonta’ dei Produttori a certificare oltre ogni possibile dubbio ogni fase dalla vita di questo straordinario formaggio. Un formaggio, ci tengo a rimarcarlo, che nasce in primo luogo dalla passione e dal desiderio di offrire un prodotto dalle superiori garanzie di genuinita’ e di bonta’.

    “Sua Maesta’ il Nero”, Famiglia Chiari srl, via Roma 55/A, Zola Predosa (BO), tel. 051-6166687.
    Prezzo al dettaglio: circa 17€ al chilo.

  • #2
    voglio spendere anch'io 2 parole su questo parmigiano che giudico eccellente. E' il parmigiano che hanno scelto all'agriturismo dove lavoro (siamo a 2 passi dal rivenditore che citavi tu, aziza). Io, non so come dire, sono molto istintiva, e faccio cose cui spesso non so dare una motivazione logica. Bene,a me fa venire il desiderio di "sniffarlo"; nessun altro parmigiano mi fa questo effetto....l'assurdo è che il solo annusarlo mi fa stare bene, come ne avessi messo un pezzo in bocca....Il profumo resta intenso anche da porzioni tagliate dalla forma originale da tempo, tende a seccarsi poco;penso che però usarlo x cucinare sia uno spreco....andrebbe nature, solo e soletto, x ricevere tutte le ovazioni che personaggi del suo rango meritano.
    Martaprimularossa

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    • #3
      voglio spendere anch'io 2 parole su questo parmigiano che giudico eccellente. E' il parmigiano che hanno scelto all'agriturismo dove lavoro (siamo a 2 passi dal rivenditore che citavi tu, aziza). Io, non so come dire, sono molto istintiva, e faccio cose cui spesso non so dare una motivazione logica. Bene,a me fa venire il desiderio di "sniffarlo"; nessun altro parmigiano mi fa questo effetto....l'assurdo è che il solo annusarlo mi fa stare bene, come ne avessi messo un pezzo in bocca....Il profumo resta intenso anche da porzioni tagliate dalla forma originale da tempo, tende a seccarsi poco;penso che però usarlo x cucinare sia uno spreco....andrebbe nature, solo e soletto, x ricevere tutte le ovazioni che personaggi del suo rango meritano.
      Martaprimularossa

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      • #4
        Grazie Aziza magari sai darmi notizie anche del parmigiano "Vacche rosse"?
        ....e voi non ridete... [img]graemlins/E10.gif[/img] non è una presa in giro... c'è veramente ed io l'ho mangiato ...molto buono!
        "...nella vita non è importante per quanto tempo saremo insieme, quello che succederà in futuro, i progetti che non potremo condividere.. l'importante è esserci incontrati.. è questo l'importante"
        Il mio blog: Tentazioni di gusto

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        • #5
          riporto su...qualcuno mi risponde?
          [img]graemlins/E20.gif[/img]
          "...nella vita non è importante per quanto tempo saremo insieme, quello che succederà in futuro, i progetti che non potremo condividere.. l'importante è esserci incontrati.. è questo l'importante"
          Il mio blog: Tentazioni di gusto

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          • #6
            Io l'ho mangiato (ma questo non stupisce più nessuno, vero? ).
            Squisito, ma non sono in grado di fornirti maggiori indicazioni...

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            • #7
              cita:
              Inviato da: cipriani_bruna:
              riporto su...qualcuno mi risponde?
              [img]graemlins/E20.gif[/img]
              [/QUOTE]Scusa Bruna, ma non avevo visto il tuo intervento. No, personalmente non conosco il parmigiano di cui parli o meglio...non e' per caso la nuova selezione che riguarda il parmigiano reggiano ricavato esclusivamente da latte di pascoli alti cioe' di montagna? In ogni caso ora mi informo, lo assaggio poi ti so dire i particolari : ho un amico-fornitore salumieremacellaio formaggiaio che sa tutto. [img]smile.gif[/img] A.

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              • #8
                cita:
                Inviato da: Marta:
                voglio spendere anch'io 2 parole su questo parmigiano che giudico eccellente. E' il parmigiano che hanno scelto all'agriturismo dove lavoro (siamo a 2 passi dal rivenditore che citavi tu, aziza). Io, non so come dire, sono molto istintiva, e faccio cose cui spesso non so dare una motivazione logica. Bene,a me fa venire il desiderio di "sniffarlo"; nessun altro parmigiano mi fa questo effetto....l'assurdo è che il solo annusarlo mi fa stare bene, come ne avessi messo un pezzo in bocca....Il profumo resta intenso anche da porzioni tagliate dalla forma originale da tempo, tende a seccarsi poco;penso che però usarlo x cucinare sia uno spreco....andrebbe nature, solo e soletto, x ricevere tutte le ovazioni che personaggi del suo rango meritano. [/QUOTE]Interessante, sai? , questa cosa, questa tua reazione olfattiva. Credo sia emblematica delle grandi qualita' di questo formaggio che ha colpito molto anche me. Sono d' accordo che non debba essere sprecato per la grattugia ma gustato in meditazione e da solo. Io alcune sere fa ho fatto una cosa che qualcuno giudichera' orrida: l' sbocconcellato accompagnandolo con un ottimo marsala stravecchio di Bartoli, Beh, io ho trovato l' abbinamento dei due sapori molto suggestivo...
                Grazie, cara marta, per averci messo a parte delle tua grandi capacita' di naso" [img]smile.gif[/img] [img]graemlins/E14.gif[/img]
                A.

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                • #9
                  io, credo di avere un naso "normale", anzi,a dire il vero al corso di degustazione di vini mi ero anche depressa.....la gente sentiva delle cose che sinceramente io, manco l'ombra....(alla seconda lezione, arrivai con la sportina, appena dicevano, sentore di vaniglia, io zac, tiravo fuori il bacello e con spelucchino aprivo e davo in giro da annusare.....e mi ero portata la cannella, la marmellata di frutti di bosco, una mela, una pera,....non sempre ci fu condivisione...). Però confesso che ci sono delle cose che mi colpiscono in modo incredibile. Per esempio, io devo stare attentissima a togliere la buccia al pecorino perchè altrimenti toccandola con le mani l'odore che mi resta tra le dita mi rovina completamente il boccone....il contrasto tra odore e sapore è letale, non so perchè e solo con il pecorino.... adesso, in agruturismo mi prendono in giro perchè dico : "vado a dare una sniffata....." ed entro nella cella frigo dove sono stivate le mele e ci sto 5 minuti......mi fa andare giù di testa, altro che chanel n. 5......ed è un profumo che somma i profumi delle varie mele, che ti assale appena entri e poi varia, via via che sei lì.....mi fa venire la pelle d'oca...e non è x via del freddo...
                  Ergo x cui quindi, quanto detto sopra deve essere filtrato da queste mie palesi "anormalità"...... Mi piacerebbe però che qualcuno lo annusasse, il nero, e poi riferisse....
                  Martaprimularossa

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                  • #10
                    Bruna, per le Vacche Rosse dovresti chiedere a Cristina Sfrappola. Ricordo chiaramente che al 2° compleanno se ne palava e lei disse che lo aveva anche acquistato in loco.
                    Intanto io penso di organizzarmi una gita a Rocca di Roffeno, che poi non è così lontana. E' nello stesso comune in cui si producono i ciccioli. Così Aziza ti farò sapere le mie impressioni.
                    Betti

                    [ 20.01.2003, 21:27: Messaggio modificato da: _Ele_ ]
                    It is not in the stars to hold our destiny,but in ourselves.
                    William Shakespeare

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                    • #11
                      Il Parmigiano delle vacche rosse si chiama così perchè fatto solo con il latte proveniente appunto delle vacche rosse,chiamate così per il colore del mantello.
                      La razza della vacca rossa è reggiana,ma ormai ce ne sono pochissime e questo Parmigiano viene fatto da pochissimi casari(si contano su una mano)e sono solo nella provincia di Reggio.
                      La settimana scorsa ho visto,all'Esselunga,qualche chilo di Parmigiano"vacche rosse";il prezzo (in lire)è di 30.000 al chilo.
                      Sinceramente,anche se qui vicino a me,non l'ho mai assaggiato,quindi non posso dirti la differenza gustativa,rispetto al Parmigiano"normale".
                      La resdora.

                      La terra non è un dono dei nostri padri, bensì un prestito dei nostri figli.

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                      • #12
                        Ai ragione Federica il parm. reggiano di vacche rosse si trova solo nella provincia di Reggio ,da ricordare che appunto le vacche rosse che ora ce ne sono poche che con il loro latte sono state fatte le prime forme di questo formaggio,come diceva Federica esistono pochi caseifici che producono parm. reggiano di queste mucche,uno è la scuola agraria Zanelli che si trova vicino a Reggio, anche un'altro fatto che si chiamano* vacche rosse reggiane*
                        meris

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                        • #13
                          Vorrei sapere da Aziza il nome del caseificio a rocca di Roffeno. Mi hanno parlato di uno che si chiama S.Lucia, ma la persona che ho interpellato non conosce il formaggio di cui parli

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