Il Battesimo della Bambola

Il Battesimo della Bambola
[captionpix align=”left” v-align=”top” theme=”photo” width=”100″ imglink=”none” imgsrc=” http://www.coquinaria.it/forum/image.php?u=5032&dateline=1362995905″ captiontext=”di flora”] [captionpix align=”right” theme=”photo” width=”350″ imgsrc=”http://www.coquinaria.it/wp-content/uploads/2014/04/confetti-ricci1.jpg” imglink=”none” captiontext=”© flora”] Non è facile far capire a un ragazzo moderno quanto fosse profonda, un tempo, la differenza tra giochi femminili e giochi maschili, oggi che il confine è diventato così labile da non essere riconoscibile: scuole di danza, pallavolo e basket, videogiochi, smanettamenti con i telefonini, sms, ecc… Unico discrimine rimane, a tutt’oggi, il pallone per i maschi e le Barbie per le femmine. La Barbie e i suoi cloni, miti intramontabili di bellezza, nascono negli anni ’80. [captionpix align=”left” theme=”photo” width=”150″ imgsrc=”http://www.coquinaria.it/wp-content/uploads/2014/04/bambole-antiche.jpg” imglink=”none” captiontext=”© flora”] Dare un nome alle bambole è stata un’idea di marketing geniale, che ha fatto vendere milioni e milioni di esemplari. Da un certo momento in poi è accaduto che le bambine non hanno più chiesto alla mamma, alla befana o al suo succedaneo Babbo Natale, genericamente una bambola, ma hanno cominciato a chiedere la Barbie, la Tanya, il Cicciobello, il Ken…. Un tempo, se ci si pensa bene, non era così e una bambola era “la bambola”, non aveva nome e tutt’al più il nome glielo dava la padrona. Come? Ma col battesimo, ovvio! Individuata la bambola anonima e quindi la “mamma”, trovata la madrina, fissata la data, diramati gli inviti, il giorno stabilito ci si recava in rigoroso corteo in chiesa, mamma e madrina in testa. Il papà non c’era, era un’entità astratta (figurarsi se i maschietti si abbassavano a giocare a queste cose da femminucce). All’epoca le chiese erano sempre aperte, non c’era nè penuria di preti nè di sacrestani, perciò si entrava liberamente a qualsiasi ora. Il corteo, in pompa magna, capo rigorosamente coperto dal velo, si avvicinava all’acqua benedetta. In assenza del prete toccava alla madrina versare l’acqua sulla fronte della bambola. A questo punto il rito era compiuto, la bambola, non più anonima, aveva le carte inregola per entrare nel Regno dei Cieli e non importa se l’anno successivo il rito si ripeteva, cià che contava era il rito in sé. Eh già, poichè a motivare il tutto non era tanto il sentimento religioso, quanto piuttosto l’occasione per consumare le poche leccornie che di tanto in tanto si riuscivano a racimolare. Non a caso le date preferite per il battesimo erano i giorni successivi ad un qualsiasi matrimonio, quando in casa erano disponibili dolcetti e confetti ricci, quest’ultimi spesso raccattati tra quelli lanciati alle spose all’uscita dalla chiesa e caduti per terra. Il guaio era che i matrimoni non capitavano tutti i giorni. In tal caso si ricorreva ai fagioli al posto dei confetti, al pane al posto dei biscotti e a qualche noce. [captionpix align=”right” theme=”photo” width=”200″ imgsrc=”http://www.coquinaria.it/wp-content/uploads/2014/04/bimbe.jpeg” imglink=”none” captiontext=”© flora”] Povero battesimo, allora! Conoscendo il trucco, spesso frotte di ragazzine più grandi d’età, dispettose e sghignazzanti, camminavano dietro il corteo cantilenando, con la stessa nota musicale ripetuta più e più volte, la seguente filastrocca: ‘so’ fascìual e n’n so’ cumbbìàtt… ‘so’ fascìual e n’n so’ cumbbìàtt… ‘so’ fascìual e n’n so’ cumbbìàtt… ovvero “sono fagioli e non sono confetti…!” Orgogliosamente il corteo procedeva verso la chiesa sfidando l’ironia delle pettegole. E’ inutile descrivere il loro lo smacco quando scoprivano che non c’erano fagioli nel cestino, ma un lauto ricevimento a base di confetti veri e talvolta anche biscotti. Guardavano le invitate con invidia e se neandavano con la coda tra le gambe, meditando la prossima rivincita! Qui si vede il recipiente di rame in cui si preparano i confetti ricci [captionpix align=”right” theme=”photo” width=”300″ imgsrc=”http://www.coquinaria.it/wp-content/uploads/2013/08/confetti.jpg” imglink=”none” captiontext=”© flora”] La famosa pasticceria che li produce tutt’ora con metodi artigianali [captionpix align=”rleft” theme=”photo” width=”300″ imglink=”none” imgsrc=”http://www.coquinaria.it/wp-content/uploads/2013/08/233636044-4bd648a9-6ab1-4d2b-ac5c-4e1cd46b73c5.jpg” captiontext=”© flora”]
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